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Rione Terra

Si tratta dell’acropoli puteolana ed è chiaramente riconoscibile da vari punti dei Campi Flegrei per la particolare posizione geografica a ridosso del mare.
Il centro della colonia romana nel 194 a.c. sorse sul promontorio dell’insediamento samio, o sannita secondo altri, del quale però non si sono rinvenute ancora tracce. Gli scavi, iniziati negli anni 70, portarono in luce Il decumano massimo, che iniziava presso la porta della colonia repubblicana, corrispondente al tracciato dell’odierna via del Duomo sotto cui, a circa 3 mt,  è stata rinvenuta parte del basolato antico. Questo tratto del decumano, oggi percorribile, era fiancheggiato da una serie di tabernae (magazzini); presso l’incrocio col cardo massimo, individuato nel tracciato di via del Vescovado, si trova una fontana marmorea ornata da due maschere di sileno.
In piazza San Liborio è ancora parzialmente visibile il basolato di un altro cardine che probabilmente si collegava con la via che correva tra l’acropoli e la città bassa, nell’area dell’Emporium, la parte riferita alle strutture marittime di Puteoli.
Gli ulteriori scavi archeologici, iniziati nel 1993, si sono concentrati nel quartiere orientale del promontorio, nell’area compresa ad est del Vescovado, che custodisce le strutture del Capitolium in tufo e del più noto Tempio marmoreo cosiddetto di Augusto, venute in luce dopo che un incendio distrusse, nel 1964, la cattedrale barocca, dedicata al martire San Procolo, patrono della città, che aveva inglobato l’edificio antico.
Lungo il percorso di un secondo decumano, dietro il tempio di Augusto, sono infatti venuti alla luce numerosi edifici, fra cui diversi horrea (depositi di grano) e tabernae, percorsi da un imponente porticato realizzato in epoca neroniana su di una precedente e analoga struttura di età augustea. Notevole il pistrinum (panificio), con più ambienti destinati alla lavorazione del grano e alla produzione del pane. Qui sono state rinvenute cinque macine in pietra lavica perfette per macinare il grano.
Al di sotto del panificio si aprono gli ergastula, un sistema di anguste cellette destinate agli schiavi. Con gli ergastula si potrà visitare anche un altro grande edificio che contiene un larario sotterraneo con la rappresentazione dei dodici dei dell’Olimpo, secondo uno schema già noto in case pompeiane, ed ancora altri ambienti, magazzini e taberne, che oggi si trovano al di sotto del Palazzo Migliaresi, destinato a sede del Comune.

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