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(3) La table de Peutinger donne comme distance 21 milles (= 31 Km.) le tracé est
omis Plin. , Nat. Hist. , XVIII, 111.
(4) Di Iorio, Guid. Di Pozz., p. 53 St. Non , Voyage pittoresque, II, p. 204.
(5) CIL., X, 1787: locum sepulturae extra portam…
(1) Paoli, tav. XXI Aujourd'hui quelques-unes de ces tombes (fig. 13) subsistent sur
le cote droit de la route, au coin du
carrefour de Santo Stefano et
du chemin rural qui se dirige vers le mont Ciglio. Ce sont les memes dont Paoli
donne le
plan. Des Tombes existaient
aussi sur le coté gauche de la via Celle, comme le prouve la présence, à peu
près vers le
milieu de ce chemin, d'un grand
tombeau dont l'étage inférieur était carré, l'étage supérieur circulaire,
et dont la chambre
sépulcrale contenait des
loculi.
(43)
Su Pozzuoli, oltre la ancora fondamentale monografia di C. Dubois, Pouzzoles
Antique (Befar 98), Paris 1907, v.
l'ottimo articolo
di M. Frederiksen in R. E. XXIII (1959), c. 2036 sgg., cui si rimanda anche per
la bibliografia
precedente.La topografia è
stata arricchita anche da nuove fonti epigrafiche che menzionano edifici: C.
Giordano,
"Rend.Acc.Napoli"
XLI, 1996, p. 17 sgg., XLV, 1970, p. 211 sgg. (tavolette dell'Agro Murecine; cfr.
anche L. Bove,
"Rend. Acc.Napoli" XLIV,
1969, p. 38 sgg.); G. Camodeca, art. cit. a n° 65. Tra le fonti della
topografia di Pozzuoli
hanno particolare interesse le
raffigurazioni su una serie di vasi tardo antichi (sul significato ispiratore
cfr. A. Stuiber,
refrigerium interim (=Theophaneia 11),
Bonn 1957 p. 115 sg.). che presentano monumenti disposti in parte secondo un
ordine topografico
ma
sostanzialmente in una composizione geometrica che dovette obbligare
accostamenti
schematici (non possiamo perciò
arrivare a considerare queste rappresentazioni quali documenti di pittura
paesistica,
come pensa Ch. Picard,
Pouzzoles et
le paysage portuarie, "Latomus" XVIII, 1959, p. 23 sgg.). Tralasciando
singoli
problemi di interpretazione, mi fermo a
considerare complessivamente i soggetti rappresentati. A) Il vaso di Praga è
limitato a Pozzuoli, dal molo
all'anfiteatro e allo stadio (la composizione su due piani riflette forse la
situazione, su più
livelli; tuttavia che non vi si possa vedere
una perfetta successione topografica risulta, per esempio, dal fatto che
l'anfiteatro è collocato vicino allo stadio( B)
Anche il vaso di Odemira rappresenta solo Pozzuoli, dal molo
all'anfiteatro: la riproduzione dello Jordan è infelice,
perché il taglio rende meno evidente la corrispondenza col vaso di
Praga, che
è strettissima (anfiteatro, stadio?, solarium,
edicola, teatro, ripa, molo con gli stessi monumenti). C) Il vaso
del Museo Borgiano non ha a che vedere con Pozzuoli,
probabilmente rappresenta Baia, un faro, la zona di Lucrino
(indicata come stagnum Neronis, ostriaria, stagnum,
silva); altri hanno pensato alla costa tra Miseno e Baia
(A. Maiuri,"Rend.
Acc. Arch. Napoli" XXIX-XXV, 1949-50, p.
259 sgg.; M. Frederiksen, R.E. XXIII, c. 2055). D) E) il
vaso di Populonia (inesattamente detto di Piombino ore al
Corning Museum of Glass, New York) e quello di Ampurias
(quest'ultimo è tagliato male nella
unicari produzione che se ne
possiede) uniscono due soggetti diversi: 1) la ripa e il
molo di Pozzuoli; 2) il
complesso di Baia e Lucrino in modo
del tutto analogo a quello visto nel vaso borgiano, con gli
stessi elementi caratteristici, ostriaria, stagnum, edifici
simbolici, ad uno dei quali deve appartenere l'indicazione
Palatiu(m) del vaso
di Populonia. Quest'ultimo sembrerebbe, tenuto
conto della successione topografica,doversi
riferire al palazzo imperiale
ad est
del Lucrino (già villa di Cicerone) e non a
quello di Baia.
(80) Per le comunicazioni tra Pozzuoli e Napoli è fondamentale W. Johannowsky,
"Rend. Acc. Arch. Napoli" 1952, p. 83
sgg. Quanto alla comunicazione con Cuma, materia di riflessione viene offerta
dagli Itinerari: quello di Antonino
(122) indica tre miglia da Cuma e Pozzuoli (con leggero difetto), mentre la
Tabula Peutingeriana segna tre miglia da
Cuma a In vinias, cui segue la sigla co (che significa il congiungimento per
mezzo di un breve raccordo) verso
Puteoli (la stazxione In viniis ricorre anche, tra Puteoli e Miseno e baia,
nell'Anon. Rav. IV, 32). Si potrebbe pertanto
pensare che, oltre alla strada Cuma-Pozzuoli-Napoli, esistesse una variante che
evitata l'attraversamento della città
e toccava soltanto la stazione In viniis, collegata con un raccordo a pozzuoli.
Cfr. anche Dubois, op. cit., p.241.
(81) Oltre al noto saggio R. Pane e A. De Franciscis, Mausolei romani in Campania,
Napoli 1967, V. i recenti contributi di
R. Ling, "Papers Brit. Sch. Rome" XXXIV, 1966, p. 24 sgg. XXXVIII,
1970, p. 153 sgg.; L. Quilici, "Italia nostra" XII,
1969, p. 32 sgg.; L. Quilici e St. Quilici Gigli, "Atti e Mem. Soc. Magna
Grecia" IX-X, 1968-69, p. 75 sgg., St. Quilici
Gigli, "Arch. Clas." XXII, 1970, p. 191 sgg.
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