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Tomba a Monterusciello.
Collegamento con Colombario
Lorenzo Quilici -
in Arch. Class., 1970 XXII
Cuma: Due monumenti sulla via per Capua. (tavv.
LXVIII-LXX)
Dal tracciato attuale della via Domitiana, ad oriente
di Cuma, si stacca una strada che volge in direzione della piana di
Quarto: per la frequenza dei monumenti che sorgono sul suo percorso, è
indubbio che il suo tracciato ripercorra più o meno quello dell’antica
via congiungente Cuma a Capua.(2)
Su questo tronco, presso la torre di S. Chiara, posta circa a metà del
percorso, è un notevole gruppo di ruderi antichi. (3)
Tra questi si distinguono, per singolarità e stato
di conservazione, due monumenti, che nella piantina allegata portano i NN.
6 ed 8: il primo è un colombario, con una bella copertura a cono ancora
conservata; il secondo un grande edificio a più vani, probabilmente un
magazzino agricolo, dotato di una ben articolata copertura a volta.
Sorgono entrambi sulla via antica, qui ben visibile a fianco della strada
attuale perché il suo tracciato è fortemente incassato nel terreno, alla
profondità media di m. 4-5, così che la via appare oggi trasformata in
un grosso canale di drenaggio per le acque dilavanti la regione. Il
colombario sorge anzi su di un diverticolo, pur esso ugualmente
sprofondato nel terreno e che corre inerpicandosi rapidamente, con
tracciato rettilineo, verso sud.(4)
Il colombario è addossato alla scarpata del diverticolo e su quest’ultimo
mostra la porta. È notevolmente interrato, dato che dal piano attuale del
viottolo appena emerge la piattabanda di copertura della porta(5)
ed anche il perimetro del suo tamburo è visibile solo per circa la metà,
addossato com’è al terreno
retrostante.(6)
La tomba presenta un tamburo circolare di m.5,70, emergendo sull’interno
di m.4,10, mentre il suo cono cilindrico di copertura, impostato
direttamente sul tamburo stesso, si può calcolare alto circa m.5,50(7)
Tav. LXVIII.
Il tamburo è rivestito in opera reticolata di tufo giallo, comune nella
regione: non a disposizione molto regolare, i suoi tasselli hanno lati per
lo più di cm.26-29. Sono profondi generalmente 15, con modulo di 3 di cm.
28,50-31. La malta appare assai tenace, di color grigio chiaro con granuli
grigi. Sul paramento si notano gli incassi per l’imposta lignea di
fabbrica, per tre ricorsi visibili, e risultanti dal vuoto di un tassello
nel reticolato. La porta appare larga 90 cm., coperta da piattabanda di
mattoni e fortemente incassata (circa 50 cm. rispetto alla facciata del
sepolcro), in quanto le è stata asportata la cornice di riquadro (per una
larghezza di m. 2,25), che era probabilmente in pietra o marmo.
Nella parte superiore del tamburo, sullo stesso asse della porta, appare
oggi un incavo irregolare, probabilmente ricavato per asportare la targa
sepolcrale che distingueva il sepolcro: poggiava su di un piano laterizio
lungo cm. 168, alto 36,5 e formato da 12 filari di mattoncini di cm. 3-2,5
x 0,25.
Tutto il sepolcro era rivestito da uno spesso strato di intonaco (cm.
3,5), che ancora largamente appare nella parte più alta del tamburo: è
di malta biancastra con impastati granuli di pozzolana rossastra.
Anche il cono di copertura è rivestito di intonaco biancastro e,
impostandosi direttamente dal tamburo, se ne distingue solo per una fine
cornicetta formata da 4 filari di mattoncini rettilinei, appena
aggettanti, anch’essi anticamente rivestiti da intonaco modanato.
Dalle spaccature visibili nel parametro del tamburo, il calcestruzzo
appare costituito, oltre che da spezzoni di tufo, anche da frantumi di
laterizio. Sul suo versante sud poi appare, a circa m. 2,30 dal suolo, una
finestrella, poi, murata, larga circa 43 cm., alta da 65 a 75, di cui si
vede uno stipide in tasselli rettangolari di tufo (alti 9 e lunghi 31, 22,
30 cm.).
Il nostro sepolcro in definitiva, se non è eccezionale come motivo
architettonico, è certo notevole come esempio di sepolcro a cono, data l’integrità
della sua conservazione: databile al II secolo d.C. per analogia tecnica
coi monumenti della regione,(8)
trova il suo miglior confronto nel non lontano, più famoso, sepolcro a
cuspide piramidale esistente nella piana di Quarto(9)
Bibliografia
Lorenzo Quilici - in Arch. Class., 1970 XXII
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Foto 1: Veduta della tomba dal lato dell’ingresso
(Nord - Est); allo stato attuale è completamente
"avvolta" dai rami di un albero.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 2: Particolare dell’ingresso della
tomba con i vani per la luce, da notare la cura dell’intonaco
esterno.
Adinolfi Aldo, novembre 1987 |
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Foto 3: Prospetto della copertura, lato
opposto all’ingresso lo stesso della foto 1 ma ripulito dell’albero
gravante su di esso.
Adinolfi Aldo, novembre 1987 |
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