Navale di Agrippa al lago d'Averno

Paoli Antonio Paoli - Avanzi delle antichità esistenti a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli, 1768.

Tavola quarantesima seconda.

Veduta del lago d’Averno ad occidente di Pozzuolo; che dimostra anche al presente quelle cose, per le quali venne dalla storia e dalla favola tanto commendato. E’ questo Lago profondissimo e tondo quasi come un circolo. Vien posto in mezzo da una piacevole collina dappertutto continuata, eccetto dalla parte dove resta il mare. Questa per la quantità e l’altezza degli alberi una volta ombrosa  era anche per la cattiv’aria micidiale; ove nacque la favola che volandovi al di sopra gli uccelli, cadessero immediatamente come morti. La collina trasformata in oltre da diverse spelonche somministrava dappertutto delle strade tenebrose e spaventevoli, note agli abitanti del luogo, e impatricabili per chiunque altro. Di queste due se ne conservano. Quella che ha la direzione a Cuma n° 5 è chiusa dalla parte del lago, e dall’opposta cammina per palmi 83 di lunghezza: ma riempendosi continuamente, sarà fra poco del tutto chiusa. Quella che va a Baja, e che diversi della Sibilla, n° 4 si slunga al presente in palmi 770 Tav. Seg. Fu essa appostatamente serrata con un muro; perché quindi, oltre alle vene di acque bollenti, uscivano delle pestifere esalazioni che potevano riuscire troppo dannose a’ Curiosi. …

Tavola quarantesima seconda, n. 2.

Pianta del lago d’Averno, e de’ luoghi circonvicini, questa potrà dare un’idea del Porto di Agrippa del quale anche altrove parlammo. Nel luogo AA altro non poteva essere che questo Porto, e sia il mare introdotto, per fare la comunicazione co’ due laghi, del quale un avanzo la palude ora detta Lucrino EE. Questo non poteva aver luogo in BB, ov’era accosto al mare DD un villaggio detto Tripergole, e dietro una pianura. Nell’anno poi 1538 essendo agitato il territorio da continui terremoti  il giorno 30 di settembre uscì una fiamma dal mare al luogo C, detto Fumosa, verso le ore 22 e parve che si accostasse a Tripergole. Ivi la notte si aprì una bocca di fuoco. E la mattina si vide in colle ciocché era pianura, e la terra aver generato un monte. Ved. Tav. antec. n. 1.

Amedeo Maiuri - I Campi Flegrei (dal sepolcro di Virgilio all’antro di Cuma). Roma, MCMLXIII

Navale di Agrippa.

Un porto navale, quale fu per breve tempo il Lago d’Averno, non poteva mancare di un navale che servisse nello stesso tempo da cantiere di manutenzione e di scalo per trarre in secco le navi per i necessari lavori di riassetto e di raddobbo; si potevano così utilizzare soprattutto, con il minimo dispendio di forze e di tempo, gli alberi secolari della foresta che incombeva d’ogni parte e che rendeva il luogo pieno di superstizioso terrore.
Seguendo il sentiero che costeggia la ripa del lago, a qualche centinaio di metri dalla pseudo - grotta della Sibilla, nella sola radura pianeggiante che si apre sotto il taglio scosceso delle colline, si scorgono, semisepolti nella vegetazione, alcuni ruderi che sembrano accennare ad un grande recinto rettangolare, aperto verso la sponda del lago, chiuso verso monte da un lungo muro; nell’interno dell’area, si scorgono altri nuclei di muratura che sembrano appartenere a pilastri di sostegno di una tettoia. In quest’area e in questi ruderi alcuni studiosi (De Lorenzo, Jacono) hanno riconosciuto il Navale fatto costruire da M. Vipsanio Agrippa, come necessario complemento delle opere militari del Portus Julius. Come per il Tempio di Apollo, così per il Navale, si osserva l’abbassamento del suolo per effetto della fase bradisismica discendente: le rovine del Navale appaiono sprofondarsi al di sotto del livello del lago tanto che, con il semplice scavo del terreno, non si può sperare di mettere in luce il singolare edificio fino al suo piano originario.

Stefano De Caro, A. Greco - Campania. Guide Archeologiche Laterza. Bari, 1981.

Il navale di Agrippa.

Si tratta di un complesso a pianta grosso modo rettangolare, parzialmente interrato dal bradisismo e nascosto da costruzioni moderne, sulla riva di fronte al viale d’accesso al lago, ritenuto comunemente il cantiere di riparazione, del porto Giulio.

AA. VV. - I Campi Flegrei, un itinerario archeologico. A cura del Progetto Eubea. Marsilio
                 Editore, Napoli 1990.

Il <<Navale Di Agrippa>>

Già noti nel Cinquecento come <<Tempio di Mercurio>>, in età moderna i ruderi sono stati identificati come parte del cantiere navale fatto costruire dal generale di Ottaviano, Agrippa, nel piano delle opere d'uso militare che nel 37 a.C. sconvolsero i dintorni del lago. Recenti ricerche archeologiche smentiscono tuttavia tale ipotesi, e fanno risalire la struttura almeno alla fine dell'età giulio-claudia (metà I sec. d.C.).
Del complesso sono attualmente visibili due nuclei; a destra, un tratto di muro in opera cementizia sul quale poggiano le fondazioni di una costruzione moderna, a sinistra, i resti di due sale, una quadrangolare e una absidata o semicircolare. Realizzati in opera cementizia con paramenti in reticolato e ammorsature in laterizio, tali ambienti mostrano ancora parte dell'intonaco e della pavimentazione originali; lungo le pareti della sala quadrangolare è visibile un piccolo canale.
Queste strutture potrebbero dunque essere appartenute a un impianto termale, o a una villa che si affacciava sul lago.
Altre rovine possono riconoscersi più avanti, sulla collina che sovrasta il lago a SO, in un podere. I ruderi, seminascosti dalla vegetazione, furono erroneamente interpretati come il praetorium di Agrippa; oggi si ritiene però che si tratti di una serie di cisterne, databili all'età augustea, probabilmente parte di una villa a terrazze che si affacciava sul lago.
Al termine della strada, si apre sulla sinistra, alle pendici del Monte Grillo, l'ingresso orientale della Grotta di Cocceio.

Bibliografia

Paoli Antonio Paoli - Avanzi delle antichità esistenti a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli, 1768.

Amedeo Maiuri - I Campi Flegrei (dal sepolcro di Virgilio all’antro di Cuma). Roma, MCMLXIII

Stefano De Caro, A. Greco - Campania. Guide Archeologiche Laterza. Bari, 1981.

AA. VV. - I Campi Flegrei, un itinerario archeologico. A cura del Progetto Eubea. Marsilio
                 Editore, Napoli 1990.

 

Da Mario Cartaro, Ager Puteolanus, Roma 1584

 

Foto 1: Vista frontale delle strutture; in primo piano il muro, con tracce d’intonaco, che divide due ambienti.

Adinolfi Aldo, aprile 1987

 

Foto 2: lato posteriore delle strutture che emergono parzialmente dalla quota attuale.

Adinolfi Aldo, aprile 1987

 

Foto 3: Resti di un muro, probabilmente rivestito in laterizio, nei pressi delle strutture di foto 1 e 2.

Adinolfi Aldo, aprile 1987

 

Foto 4: La struttura nella situazione attuale, coperte completamente dalla vegetazione.

Adinolfi Aldo, aprile 1987

 

Foto 5: Veduta, parziale, di una volta a botte, copertura di ambienti ancora sepolti dalla terra.

Adinolfi Aldo, aprile 1987