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Circo o Stadio
Paolo Antonio Paoli - Avanzi delle antichità esistenti
a Pozzuoli, Cuma e Baja.
Napoli, 1768.
Tavola quarantesima.
Alla sopraddetta pianta ne uniamo un’altra di certo edificio
chiamato i Ciceroni. È vicino all’Accademia di Cicerone, ma
sopra la collina più discosto dal mare, ed alla Città più vicino. Di
questo, che forse si estendeva in quadro, comparisce una sola parte A, che
mostra una fabbrica di mattoni ricoperta ancora delle sue volte. Vi sono
più mensole di durissima pietra, che sporgono in fuori e sopra il
cornicione per sostenere delle statue. Avendo noi considerato attentamente
il posto, avuto anche riguardo al nome che conserva, crediamo che
appartenesse alla Villa di Cicerone.
Charles Dubois - Pouzzoles Antique. (Histoire et
Topographie). Paris, 1907
3e Cirque.
Le cieque est communément nommé dans les anciens
guides Villa di Cicerone. Le premier qui se soit avisé que c’était un
cirque est Di Iorio;(1) ce
qui subsiste de l’édifice ne laisse en effettaucun doute sur ce point.
A gauche de la via Domitiana, juste en face du cimetiére de Pouzzoles,
subsiste la portion la plus apparente du monument. C’est un couloir voûté, conservé sur une longueur d’environ
26 métres, large de 3 m. 20, et aux trois quarts enfoui. Il prenait jour
à l’extérieur par des fenêtres, ouvertures cintrées, larges chacune
de 2 m. 90, et séparées par de gros piliers de 2 m.15 de largeur et de 1
m. 90 de profondeur. Fenêtres et piliers constituaient un portique qui
courait le long du monument: portique de l’étage supérieur, comme le
prouvent l’enterrement considérable de l’édifice et la présence,
sur la face extérieure des piliers, de grosses pierres de travertin (
0,40 x 0,30 x 0,30), percées d’un trou carré;(2)
ces pierres fixaient les mâts auxquels on attachait le velarium. Treize
sont conservées, plus ou moins intactes.
Le couloir, du côté de l’aréne, était percé d’ouvertures; il en
subsiste deux qui portent des traces de stucs. C’étaient les vomitoires
donnant accés aux gradins. Le plan incliné que ceux-ci constituaient du
coloir est trés visible à l’est. Il l’était davantage encore à l’époque
de Paoli, comme peut s’en rendre compte d’aprés la gravure ici
reproduite. A l’ouest, les ruines deviennent informes . toutefois on
voit encore une portion du couloir 8environ une quinzaine de métres), et
on droite ligne la trace des murs qui affluerent au ras du sol dans les
vestiges de la longue muraille du cirque, jusq’à un endroit oû la
colline, s’interrompant et tombant à pic, laisse à découvert la
courbe l’Edifice décrivait à son extrémité.
D’aprés ces restes, Caistie a dressé un petit plan du monument, qui a
paru à la fin du guide de Pouzzoles de Di Iorio. La Longueur totale de l’édifice
est de 375 métres, sa larguer de 45 mètres.
Il était construit en briques et appareil réticulé. On a retrouvé,
dans l’espace qu’il occupait,beaucoup de blocs de marbre, de grosses
pierres de travertin, un fragment de pavé en mosaique, avec de beaux
dessins, qui a été détruit (3)
Da atti dei convegni Lincei - I Campi Flegrei nell’Archeologia
e nella Storia.
Roma, 4 -7 maggio 1976
Ferdinando Castagnoli
Un edificio poco studiato è il Circo situato nella
zona nord-occidentale, diviso in due dalla strada moderna. Alcune
strutture rimangono ancora ai lati della strada. La pianta è delineata
dal De Iorio ( fig.11), ed è ancora bene apprezzabile nelle fotografie
aeree ( fig. 12). Possiamo a questo punto domandarci se si tratti
veramente di un circo, a causa delle non sufficiente lunghezza ( circa m.
375; i circhi, per motivi funzionali, superano i 500 metri), e non
piuttosto di uno stadio(4) anche se
la lunghezza in questo caso risulta maggiore del consueto:(5)
l’ipotesi è suggerita dal fatto che sul vaso di
Praga, raffiguranti i monumenti di Pozzuoli, si trova un edificio indicato
col nome stadiu(m).(6) La
presenza di uno stadio a Pozzuoli sarebbe una testimonianza significativa
del carattere greco-orientale della città, infatti, ad eccezione di Roma,
gli stadi che noi conosciamo si trovano tutti in Grecia e specialmente in
Asia minore.
Ma soprattutto l’esistenza di uno stadio verrebbe a collegarsi con le
numerosissime iscrizioni agonistiche greche (7)
(del periodo tra la metà del II e la metà del III secolo)
relative a vincitori di giochi ginnici a Pozzuoli, specialmente alle feste
Eusebeia, le stesse cioè che Antonino Pio istituì in memoria di Adriano:
Hist. Aug., Hadr. 27: Apud Puteolos condidit (Antonino Pio)…
quinquennale certament. Potremmo perciò certo datare l’edificio all’età
di Antonino Pio. (……)
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Figura 11: Circo da De Jorio |
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Figura 12: Circo: foto aerea (Aerofotogrammetria
M. B. C.) |
Raffaele Adinolfi - Da I Campi Flegrei nell’Antichità.-
Altri edifici Puteolani. Pozzuoli, 1978
Altri edifici puteolani destinati a rappresentazioni
pubbliche erano il teatro e il circo. Nel teatro si rappresentavano
commedie e tragedie; di esso non sappiamo con precisione l’ubicazione.
Il circo era destinato alle corse delle bighe e delle quadrighe in un’arena
della forma di rettangolo molto allungato intorno ad un rialzo centrale
detto spina; le corse del circo destavano il più grande entusiasmo negli
spettatori e si facevano scommesse sui vincitori. Le rovine del circo di
Pozzuoli, che forse sembrerebbe essere più uno stadio, sono da ubicarsi
tra l’attuale via Domiziana e la via Luciano. Ne restano pochi ma
significativi ruderi, dai quali sembra possibile rilevare i dati più
importanti per una migliore conoscenza dell’edificio.
AA. VV. - I Campi Flegrei, un itinerario
archeologico. A cura del Progetto Eubea. Marsilio
Editore, Napoli 1990.
Le fiaschette vitree puteolane
Documenti particolarmente interessanti per la
ricostruzione dell’antica topografia di Pozzuoli sono alcune fiaschette
vitree, di piccole dimensioni, rinvenute in diverse zone dell’impero
romano: datati tra la fine del III sec. e il IV sec. d. C., questi
vasetti, di produzione artigianale puteolana e di uso incerto
(probabilmente souvenirs per i viaggiatori), sono incisi con
rappresentazioni dell'antico sinus Puteolanus (in particolare Puteoli
e Baia). Di questa serie di vasetti solo tre sono dedicati esclusivamente
a Puteoli: quelli cosiddetti di Odemira, Praga e Pilkington, dal
luogo dove furono ritrovati o sono oggi conservati.
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| Fiaschetta vitrea della serie Puteoli, di
provenienza incerta. Praga, Museo Nazionale. Riproduzione grafica
della decorazione. |
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Fiaschetta vitrea della serie Puteoli,
da Odemira (Portogallo). Riproduzione grafica della decorazione.
Il vaso, già custodito presso l’Accademia delle Belle Arti di
Lisbona, fu trafugato alla fine del XIX sec. |
Le illustrazioni, che si snodano intorno al corpo del
vaso, risultano composte secondo il punto di vista di chi giungeva in
città dal mare: gli edifici, privi di prospettiva, si articolano su tre
livelli, ad indicare i terrazzamenti digradanti verso il mare su cui
sorgeva la città stessa.
Il campo visivo è dominato, al centro, dalla imponente mole di un tempio
con tetto a spioventi, che, con la colossale statua posta al suo interno,
è stato identificato ora con un tempio destinato al culto imperiale, ora
con il tempio di Serapide. La sua posizione di rilievo induce a credere
che il tempio in questione rimandi a quello cosiddetto <<di
Augusto>>, sull’acropoli dell’antica Pozzuoli (oggi Rione
Terra): in primo piano giungendo a Puteoli dal mare, esso è,
infatti, iconograficamente riportato in posizione centrale a ribadire la
condizione di spicco del monumento più alto della città. All’estrema
destra del tempio, il porto è rappresentato dal caratteristico molo su
arcate con le due colonne onorarie (che racchiudono l'iscrizione PILAE/PILAS)
e gli archi trionfali con quadrighe trainate da tritoni e ippocampi.
Nell’area adiacente, a sinistra il Vaso di Odemira ribadisce la presenza
delle strutture portuali con la scritta RIPA, mentre le fiaschette
di Praga e di Pilkington includono nello stesso campo il centro
commerciale di Puteoli: l’emporium, riconoscibile dalle
iscrizioni INPURIU (Vasetto di Praga) e INPU (Vasetto di
Pilkington), è infatti collocato a livello del mare, nei pressi dello
scalo portuale, in relazione al SACOMA(RIUM) del Vasetto di Praga,
l’antica pesa pubblica.
Il passaggio dalle strutture proprie della città bassa ai monumenti delle
terrazze superiori è costituito dalla raffigurazione del Teatro:
realizzato come un semicerchio sorretto da muri e arcate, l’edificio è
posizionato in quota, alle spalle dell’emporio, non lontano dalla zona
del Foro.
Quest’ultima, infatti, è indicata (ad eccezione del Vaso di Odemira)
dalle iscrizioni STRATA POS(T) FORU(M) - Vasetto di Praga - e FORU(M)
POS(T) FORU(M) - Vasetto di Pilkington - situate sui colonnati del
livello superiore.
L’estrema sinistra dell'intera veduta, infine, è occupata dagli
Anfiteatri e dallo Stadio. Un’immagine circolare con sostegni
simmetricamente organizzati e, al di sopra, una costruzione di forma
ellittica indicano, nei Vasi di Praga e di Pilkington, la posizione dell’Anfiteatro
Maggiore rispetto a quella dello Stadio. Sul Vaso di Odemira, però, la
mancanza di didascalie e la conformazione arrotondata dell'edificio
superiore hanno spesso determinato l'identificazione della struttura in
questione con quella dell'Anfiteatro Minore.
Comune alle tre fiaschette vitree è l’iscrizione SOLARIU(M),
inserita nel settore superiore: una meridiana o, meglio, una terrazza con
funzione di solarium sembra l’identificazione più appropriata per una
struttura architettonica che, nel Vaso di Odemira, è posta in relazione
diretta con un complesso termale. Infatti l’indicazione adiacente THERMEAANI,
per quanto di lettura problematica e controversa, può fare riferimento a
qualcuno di quegli edifici termali che, in larga scala, sono attestati
nell’antica Puteoli.
Lo stadio
Posto ai margini dell'area urbana, in posizione
panoramica su una terrazza a picco sul mare, lo stadio di Puteoli era uno
dei maggiori dell'antichità (m. 260 x 65), di poco inferiore a quello
eretto da Domiziano a Roma (285 metri), corrispondente all'attuale piazza
Navona. L'impianto fu costruito in seguito all'istituzione degli Eusebeia,
giochi quinquennali sull'uso di Olimpia, voluti da Antonino Pio per
onorare la memoria del padre adottivo Adriano, morto a Baia nel 138 e per
breve tempo sepolto in questo luogo, dove sorgeva la villa puteolana di
Cicerone.
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Pozzuoli, Stadio. Pianta (da G. Camodeca, 1988-89). |
Lo stadio era, nel mondo antico, la struttura destinata
allo svolgimento dei giochi ginnici. Di forma semplicissima, presentava
una pista rettangolare in terra battuta con il lato di partenza rettilineo
e quello d'arrivo curvo (sfendone). In età romana l'edificio
assunse quasi sempre carattere monumentale con la costruzione di una cavea
stabile in muratura.
Al n. 20, inglobato in una masseria, è conservato un ampio tratto di un
ambulacro in opera mista, coperto da un complesso sistema di volte (a
botte, a vela e a crociera), che sosteneva le gradinate. Il prospetto
esterno, rivolto verso l'antica Via Domitiana, presenta un
paramento in opera laterizia scandito da lesene decorate da semicolonne
che inquadravano le arcate d'accesso ai vomitoria, precedute da un
portico a pilastri cruciformi con semicolonne in laterizio, di cui
sopravvivono scarse tracce. Si possono notare, inoltre, i resti poco
conservati del lato breve rettilineo. Sul lato opposto della strada,
parzialmente coperti dalla vegetazione, sono altri ruderi delle gradinate,
con i vomitoria (alcuni dei quali murati, per ragioni statiche, in
epoche posteriori), mentre quasi nulla rimane del lato curvo e di tutta la
metà meridionale dell'edificio, a causa della frana del costone collinare
su cui insistevano.
Bibliografia.
Paolo Antonio Paoli - Avanzi delle antichità esistenti
a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli, 1768.
Charles Dubois - Pouzzoles Antique. (Histoire et
Topographie). Paris, 1907
Da atti dei convegni Lincei - I Campi Flegrei nell’Archeologia
e nella Storia.
Roma, 4 -7 maggio 1976
Raffaele Adinolfi - Da I Campi Flegrei Nell’Antichità.-
Altri edifici Puteolani. Pozzuoli, 1978
AA. VV. - I Campi Flegrei, un itinerario archeologico.
A cura del Progetto Eubea. Marsilio
Editore, Napoli 1990.
Da Paolo Antonio Paoli - Avanzi delle antichità esistenti
a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli, 1768.
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Tavola quarantesima. |
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Pianta |
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Foto 1: Veduta dei resti del circo, inglobati e
integrati da moderne costruzioni, dalla via Domitiana; si tratta della
zona A indicata dal Paoli (vedi sezione RGI).
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 2: Ancora resti come da foto 1, non è stato
possibile accedere agli interni per volere dei proprietari.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 3: Resti di opera muraria ai lati della
strada conservati in un fondo coltivato insieme al resto delle strutture
relative al circo.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 4: Ancora resti delle strutture del circo
conservate nel fondo coltivato.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 5: Ancora il prosieguo della foto 4 con la
vista di un arcone in laterizio.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984
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Foto 6: Particolare della struttura vista dallo
sbalzo di quota tra la via Domitiana e via Miliscola, corrispondente
alla zona della foto 4.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 7: Un altro particolare come la foto 6,
molto probabilmente si tratterrebbe di una condotta.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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Foto 8: Un altro particolare come la foto 6.
Adinolfi Aldo, febbraio 1984 |
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