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Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli febbraio 1985 Collegamento con Beni Artistici Collegamento con Chiesa convento di San Gennaro Paoli P. A. - Avanzi delle antichità esistenti a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli, 1768. Tavola ventesimaquarta.
Parte interiore dell’Anfiteatro, ov’è la Cappella di S. Gennaro: la
quale mette in vista l’interna struttura di questa fabbrica, che pe’
grossi mattoni che la compongono, mescolati con piccoli quadretti di
pietra dolce disposta in forma reticolata, riesce vaghissima. Dovendo noi
di questa maniera di fabbricare dar altrove un’esatta descrizione, con
tutte le sue misure, ove tratteremo dell’architettura di Pozzuolo,
tralasceremo a bella posta di parlarne ora, per non discorrere
anticipatamente di ciò siamo per parlare in appresso.(1)
A chi osserva in questa tavola il pavimento si
fanno innanzi da una parte alcune pile bislunghe di pietra, ed un condotto
parimenti di pietra dall’altra. Tralascio la ridicola opinione del
volgo, che vuole, essere stati questi gli abbeveratoj per le fiere;
quasichè potesse passare fra queste ed il popolo nell’aperto portico un’amichevole
società; e dal foro che essi hanno nel loro fondo non meno che dalla
declività, che ha il condotto, chiaramente deduco,che fossero destinati a
uso degli Spettatori nel bisogno naturale di scaricarsi d’acqua;
conforme somigliantissimo vedesi un canale nel Teatro di Pompei, che di
presente, per somma beneficenza del SOVRANO, si va disotterrando. Lorenzo Palatino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Pagg. 23 e ss. … In giro di questo portico vi sono camere quasi tutte in piedi: alcune hanno l’ingresso nella parte esterna, ed altre nella parte esterna; queste formano il primo piano. Quivi evvi la Cappella di San Gennaro, che occupa due delle dianzidette camere con l’ingresso nella parte interna. In queste vi si entra con somma venerazione e devozione per la tradizione che si ha, di esservi stato rinchiuso questo Santo Martire e Compagni; per cui a questo anfiteatro si è dato anche nome il carcere di San Gennaro. Angelo D’Ambrosio - La cappella di San Gennaro nell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Pozzuoli, 1976. Pag. 8 … Ma per avere un ricordo della
presenza di san Gennaro nell’Anfiteatro flavio puteolano, tanto
auspicato dal Capaccio, si dové attendere sino al 1689. E fu un
napoletano a realizzarlo: Domenico Maria Marchese, dell’Ordine dei
Predicatori, il quale, eletto l’anno precedente alla cattedra vescovile
di Pozzuoli,(17) volle
ricordare, ma senza alcun fondamento storico che suffragasse, la prigionia
di san Gennaro e compagni prima di essere esposti alle belve nell’arena.
Forse il vescovo pensò che avrebbe giovato di più alla pietà popolare
far venerare il luogo, sia pur inventato, dove fu incarcerato il santo
patrono di Napoli, piuttosto che edificare sull’arena, coperta di
macerie e di vegetazione, una stele o una edicola commemorativa dei
prodigiosi avvenimenti di cui san Gennaro fu il principale protagonista,
secondo la narrazione della "Passio" denominata "Atti
Vaticani". Adattò, quindi, a Cappella, spendendo circa cento scudi,(18)
uno degli ambienti di sostruzione della cavea, e
propriamente il quarto, lungo il grande ambulacro interno del settore nord
dell’Anfiteatro, a destra di chi entra per l’ingresso settentrionale. Pag. 10 e ss. Nel 1715, con gli oboli dei fedeli di Napoli e di Pozzuoli, alla Cappella preesistente, diventata ormai insufficiente a contenere il numero sempre crescente dei devoti, specialmente durante le novene in preparazione alle feste liturgiche del primo sabato di Maggio e del 19 Settembre, fu aggiunta un’altra utilizzando un ambiente contiguo, di m. 3,20 x 8,10, messo in comunicazione con essa mediante l’abbattimento di una parte del muro divisorio e la costruzione di un arco, in modo da farla sembrare come una cappella laterale minore. In questa fu eretto un altare di pietra e, sopra un piedistallo retrostante, fu collocato il gruppo in terracotta che si trovava sull’altare della cappella maggiore. Su questo fu posta una tela raffigurante la decapitazione di S. Gennaro e dei compagni.(21) Una sagrestia sistemata alle spalle dell’altare della cappella minore, ed un campaniletto con campana, completarono le opere di ampliamento.(22) Bibliografia Paoli P. A. - Avanzi delle antichità esistenti a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli, 1768. Lorenzo Palatino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Angelo D’Ambrosio - La cappella di San Gennaro nell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Pozzuoli, 1976.
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