SEZIONE AR Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli, febbraio 1984 Collegamento con Lapide di Porta Napoli SEZIONE ISC Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987. Pagg. 29, 30 (XIII Secolo) … La vita quotidiana del castrum si doveva svolgere con una certa monotonia: al mattino gli uomini (pescatori e agricoltori) scendevano dalla cittadella per la porta orientale (nei pressi del Sedile dei Nobili) o per la postiella (1) (nei pressi di Portanova) per recarsi al lavoro, lasciando in città solo le donne, i vecchi, i bambini e gli artigiani. A sera, dopo il tramonto, si alzava il ponte levatoio (localizzato sopra l’attuale porta Napoli) e veniva sbarrata la porta che si apriva verso la spiaggia a nord, perché l’elemento che condizionava tutta la vita del paese era la paura delle scorerie dei Saraceni. … (fine XIII e inizio XIV secolo) … Naturalmente, le prime costruzioni dovettero essere realizzate addossate alla parete tufacea del rione Terra e nei pressi del ponte (attuale porta Napoli), essendo questa zona del nascente borgo la più elevata rispetto al mare e ben protetta. Durante i lavori di consolidamento del muro di sostegno di via del Ponte (settembre 1985), dalla parte della rampa Tellini, sono venute alla luce strutture murarie non facilmente identificabili. Certamente, alcune di esse non erano di sostegno alla via del Ponte, per la loro disposizione molto disordinata, ma furono utilizzate per tale funzione dopo la sistemazione della gradinata, avvenuta intorno al 1639, con la costruzione della chiesa del Purgatorio. Per la tecnica costruttiva, potrebbero essere avanzi di costruzioni risalenti al XII o agli inizi del XIV secolo, la cui destinazione, però, rimane oscura. Molto probabilmente, potrebbe trattarsi di ricoveri per animali o di depositi di attrezzi agricoli o da pesca. Ipotesi attendibilissima per il rapporto molto ravvicinato tra città - campagna e città - mare.(2) … Pag. 64 … Per visitare le antichità flegree c’era un’organizzazione di "ciceroni", sistemata in una baracca di legno nei pressi di porta Napoli. Nel 1920, l’ingegnere puteolano Federico Sabino progettò un "casotto" per le guide, addossato al muraglione di sostegno della Pretura, a sinistra della porta. La costruzione fu demolita nel 1930 per la costruzione del monumento ai Caduti della Grande Guerra. … Pag. 92 "Con contratto 16 febbraio 1959 n. 1074 di
repertorio, si aggiudicò all’impresa Russo Giuseppe l’appalto dei
lavori di ampliamento Porta Napoli. La spesa complessiva dell’opera, è
per l’importo di L. 19.000.000 di cui 11.000.000 a carico del Comune di
Pozzuoli con mutuo contratto con la Cassa DD. PP. e L. 8.000.000 assunti
dall’ammissione provinciale con delibera del 20 ottobre 1959 n. 555,
approvata dalla G. P. A. L’opera di ampliamento della porta, realizzata su progetto dell’ingegnere Nicola Forte, fu suggerita soltanto dalla necessità di adattare la struttura alle nuove esigenze del traffico automobilistico. Pag. 124 Dall’appendice: Opere pubbliche progettate o eseguite dal 1868 al 1932 1909 - Restauro di porta Napoli, ing, Federico Sabino (565). Pag. 166 Porta Napoli La porta, restaurata dall’architetto Ernesto Villari intorno al 1880, è già completamente erosa dagli agenti atmosferici. L’ex palazzo di Città ha già subito le trasformazioni per essere adibito a Pretura (ingegnere Gennaro Sommella, 1898). Alle spalle del ponte son ben visibili la cupola e il campaniletto della chiesa del Purgatorio. In primo piano la baracca dell’Ufficio Guide con gli addetti in attesa dei "forastieri" per condurli in giro, dopo che questi avranno noleggiato anche la carrozzella, parcheggiata a sinistra in una piazzola dove, nel 1931, sorgerà il monumento ai Caduti della Grande Guerra. "Pure nel tempo che possiamo dir nostro, l’arme del Comune fu messa nell’urna e nell’altra faccia dell’arco del ponte, s’incontra al termine di via Napoli quando si vuol andare in piazza V. Emanuele, e la si rilevò a stucco bianco in una grossa targa timbrata da corona a fiori. Però la già sciupata, quantunque cosa di una ventina di anni indietro, ideata dall’architetto Ernesto Villari, nella occasione che si dovette rinforzare la fabbrica del ponte; e fu allora che si disposero per le pareti interne dell’arco taluneiscrizioni, che si tenevan in serbo, e fra esse son quelle dello Epitaffio fatto erigere nel 1668 dal vicerè don Pietro Antonio d’Aragona in platea Domini Petri de Toledo in sububrio (ora largo della Malva), in memoria della virtù delle acque termo - minerali di Pozzuoli." (De Fraja 1898, pp. 42 - 43).
Bibliografia Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.
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