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Collegia
Zona archeologica presso viale Capomazza.
Collegamento con Palazzo
di città
Aggiornamento.
Ulteriori saggi, perfezionati dalla Soprintendenza,
nella zona illustrata in foto 3 ( nella voragine visibile al centro)
hanno reso possibile l’acquisizione di nuove strutture e quindi di
nuovi dati.
L’ambiente voltato che è venuto alla luce ha una parete in reticolato
e conserva parte della volta. Successivo è il pilastro in laterizio
pressoché corrispondente a quello del livello sup. ( vedi foto 6).
Nel corso degli scavi sul piano è stato recuperato un vaso funerario
completo di coperchio, visibile in foto 9.
La struttura testimonia, quindi, un’articolazione anche in altezza di
tutto il complesso presente in zona.
COLLEGIA
Queste strutture erano poste ai margini della
terrazza mediana di Puteoli, con vista sull'emporio. Epigrafi trovate in
zona attestano che qui sorgevano i collegia appartenenti alle
corporazioni dei tibicines (flautisti), cui vanno riferiti i
resti visibili, e degli scabillarii (suonatori di scabellum);
le attività di entrambi erano legate al teatro. Questo, sebbene
raffigurato sulle ampolle vitree, non è stato localizzato con
esattezza, ma probabilmente doveva sorgere non lontano da questi
collegia; si trovava forse nell'area di Villa Avellino o presso il foro,
laddove via Vecchia S. Gennaro descrive una curva a semicerchio.
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Tibicen (flautista) raffigurato su un mosaico di Ercolano con
attori in proscenio, firmato da Dioscuride di Samo. Napoli,
Museo Archeologico Nazionale. |
Alla fine di viale Capomazza, presso l'attuale Chiesa
di S. Giuseppe, era la sede del collegium decatrensium, attestato da
epigrafi ritrovate in sito, tra cui la base con la statua di togato (Mavorzio),
oggi visibile al Lapidario dell'Anfiteatro maggiore. La Regio
Decatriae, in cui esso si trovava, trae il nome dall'enigmatico
termine decatria, attestato solo a Puteoli, forse da collegare al culto
di una divinità straniera o comunque estranea al pantheon
greco-romano.
Ritornati su via Marconi si scende fino alla Chiesa del Purgatorio,
presso la quale inizia via del Ponte, di qui si accedeva al centro
storico di Pozzuoli, il cosiddetto <<Rione Terra>>. Questo
quartiere, formatosi sulle strutture dell’acropoli romana, è
attualmente inaccessibile; evacuato nel 1970 a causa dei fenomeni
bradisismici, oggi versa in un grave stato di degrado che ha compromesso
seriamente la stabilità degli edifici e la percorribiltà delle strade.
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Foto 1: Ambienti in muratura di laterizio, particolare
dalle scala:
Adinolfi Aldo, gennaio 1986 |
| Foto 2: particolare di una scala. Ci troviamo nella zona
dove venne rinvenuta una statua.
Adinolfi Aldo, gennaio 1986 |
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Foto 3: veduta generale della zona degli scavi.
Adinolfi Aldo, gennaio 1986 |
| Foto 4: Strutture presenti nelle fondazioni dell'ex casa
comunale.
Adinolfi Aldo, novembre 1984 |
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Foto 5: Parete di fondo dell'ambiente voltato.
Adinolfi Aldo, giugno 1987 |
| Foto 6: Pilastro in opera laterizia di rinforzo per le
strutture superiori.
Adinolfi Aldo, giugno 1987 |
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Foto 7 Veduta longitudinale della volta.
Adinolfi Aldo, giugno 1987 |
| Foto 8 Veduta generale dello scavo.
Adinolfi Aldo, giugno 1987 |
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Foto 9: Vaso funerario rinvenuto sotto la volta ancora
esistente.
Adinolfi Aldo, giugno 1987 |
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