SEZIONE AR Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli, giugno 1984 SEZIONE ISC Lorenzo Palatino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Pag. 12 Villa Cardito. Nella mano destra della stessa strada di San Giacomo, e
quasi rimpetto la villa Lusciano, avvenne un’altra piucchè deliziosa
del signor principe di Cardito Loffredo, nobile della nostra cospicua, e
famosa Napoli. Quivi ammirasi un ben inteso e suntuoso palazzo sulla vetta
di ameno colle, con logge e balconi a vista d’incantati prospettiva.
Nella villa vi è ordine, gusto e simmetria; ornata di statue, fonti,
uccelliere, romitaggio, boschetti, pomarj, e parterri colmi di odorifere
piante, e d’infiniti bei fiori. Pel suo ridente aspetto, dirsi può
esser luogo veramente beato; in cui nelle belle stagioni dell’anno, al
flebile e dolce canto dell’usignuolo, ed allo spirar di soave, e grata
auretta, si gote perfetta calma. Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987. Pag. 97. … Più avanti, a destra, si trova il palazzo che ha ospitato fino al 1983 la caserma dei Carabinieri, già villa dei principi di Cardito, che, nella seconda metà dell’Ottocento, fu adibito ad albergo: Hotel Grande Bretagne. La villa Cardito "… in origine apparteneva alla Mensa vescovile di Pozzuoli, e il vescovo Gio: Matteo Castaldo nel 1566 la concesse a Fabio Ricco mercé il pagamento di un canone ed una prestazione di cera. Nel 1568 il giardino col palazzo contiguo passò Ottaviano Loffredo principe di Cardito, i cui successori lo abbellirono di boschetti, d’uccelliere, di fontane, rendendolo il luogo più ameno chi si potesse vedere, ritrovo di diplomatici e di letterati eminenti, siccome sul Vomero a Napoli fu la villa del Pontano. Venendo a morte l’ultimo de’ Loffredo invano legò villa e palazzo per raccogliervi le Canonichesse all’uso delle Fiandre e della Germania. Erano già andati in decadimento, allorchè passarono al principe don Luigi di Borbone, e da costui in altre mani, finchè ora il giardino si possiede dal nostro sindaco Maglione, e il palazzo è addetto a Caserma de’ Carabinieri." (De Fraja 1900, pp. 11 - 12). Il giardino della villa Cardito, acquistato dal vescovo Alfonso Castaldo (1934 - 1966), venne occupato dalla costruzione dell’Educandato Popolare Maria SS. Immacolata - Fondazione Banco di Napoli, realizzata tra il 1954 ed il 1958 per volere del predetto vescovo e su progetto redatto dall’architetto Enzo Gentile e dall’ingegnere Mario Origo. Tale costruzione occultò il foro della romana Pozzuoli. Bibliografia Lorenzo Palatino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987. SEZIONE RGI
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