Terme (Bagno Ortodonico) presso Villa Renda

Collegamento Villa Renda

Bagno Ortodonico.

A piccola distanza, ed al fianco del sopraindicato sepolcreto vi è una grande diruta fabbrica, il cui atrio interno è di palmi 120 in quadro. Vi sono pur ora i condotti per l’evaporazioni delle acque minerali termali nelle sue rovinate camere, per cui era una terma col nome di Bagno Ortodonico.
In tempo dello storico Capaccio vi si ravvisano li scalini per scendere nella profondità di 400 palmi fino alla sorgente: ma egli dice, che era pericoloso il discendervi con poterci lasciar la vita. Si assicura però da altri scrittori posteriori al Capaccio, che queste acque erano in attività; ma così calde, che in alcune stagioni era pericoloso il penetrarvi. L’entrata di questa discesa resta ora chiusa con muro.
È a credersi che l’acqua molto salutare di Subveni Homini sia la stessa del bagno Ortodonico, giacché la sua sorgente trovasi nel lido di mare sottoposto al bagno.
Avanti l’ingresso di questa terma doveva esserci un atrio, e lo dimostrano antiche robuste mura non ha guari scoperte. Vi fu disotterrato un grande piedistallo di marmo per statua che n’adornava l’ingresso con due iscrizioni. Questo marmo è stato situato nel cortile di San Francesco.

Atrio del Bagno Ortodonico.

Al di fuori del Bagno Ortodonico, di cui si è dato conto nella prima parte, e che trovasi presso la villa Cardito nella masseria di Martora si scoprirono nel 1817 gli avanzi di una grossa muraglia, che formava un sol corpo di fabbrica col Bagno Ortodonico, di cui ne racchiudeva il primo Atrio. Avanti la muraglia dove era l’ ingresso del bagno, si rinvenne un piedistallo di bianco marmo di statua appartenente ad una donna: nel piedistallo vi sono incise due iscrizioni, una di fronte a lettere cubitali, l’altra laterale nel fianco, appena intelligibile.

Particolare del cunicolo con copertura a doppia cappuccino.

L’ambiente 4 probabilmente destinato a punto di raccolta delle acque termo minerale che attraverso i canaletti separati dai banconi in opera listata erano convogliati verso il cunicolo di cui si vede l’imboccatura (1). È probabile che questo ambiente abbia funzionato a lungo: di qui l’uso di tecniche diverse tra cui domina quella a blocchetti con ricorsi di laterizi (2) assai radi.

 

LA <<PISCINA CARDITO>>

Per l'approvvigionamento idrico, Puteoli era servita da due acquedotti: quello campano, che ricalcava il percorso della via omonima, e quello del Serino; in relazione a essi sono numerose cisterne, che sorgevano soprattutto nella zona degli anfiteatri. Tra le molte conservate, la più imponente è la cosiddetta Piscina Cardito, databile probabilmente al II sec. d.C.
In origine il complesso doveva essere formato da due serbatoi intercomunicanti, di cui oggi ne rimane uno solo. Esternamente, sul lato breve S, si conserva parte di un muro in opera mista, del quale sono oggi scoperte le fondazioni per ca. m. 1, mentre sul lato SE è visibile un altro tratto di muro in opera laterizia pertinente forse ad un canale di adduzione dell'acqua. La piscina, in parte sotterranea, presenta pianta rettangolare (m. 55 x 16) ed è coperta da una serie di volte sorrette da 30 pilastri rettangolari rivestiti di signino; tra questi, nella fila mediana, si aprono alcuni pozzi, successivamente allargati. Il rettangolo della cisterna è suddiviso in tre vasche da banconi che inglobano in parte i pilastri e consentono un più rapido deflusso dell'acqua. L'acqua era convogliata nel serbatoio da due ingressi e filtrata da due grate prima di essere immessa nei sottostanti bacini di decantazione.
Poco lontano dalla cisterna era sito l'impianto delle Terme del Foro, noto come Bagno Ortodonico, i cui resti si trovano nell'omonimo parco, in parte inglobati al di sotto di Villa Renda e in parte dislocati lungo il costone della collina.
Ritornati indietro lungo via Vecchia S. Gennaro, si percorre via Rosini fino alla chiesa del Carmine. Qui, sull'area delimitata a est dal complesso termale di villa Renda e a ovest dall'attuale via Rosini, oggi occupata dall'Istituto <<Maria Immacolata>>, sorgeva l'antico foro di Puteoli.