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Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli, gennaio 1984 Angelo D'Ambrosio, Raffaele Giamminelli
- La chiesa di Sant'Antonio Abate a Pozzuoli. NOTE STORICHE (Angelo D'Ambrosio). L'attuale chiesina di sant'Antonio
Abate, alle falde orientali del monte Nuovo, è il rifacimento di una
molto più antica, dedicata a sa Ponziano papa e martire (231 - 235),
eseguito a spese del canonico Antonio Conte, negli anni 1885 - 1887, dopo
che egli l'ebbe acquistata, il 26 ottobre 1884, dalla signora Maria
Gerundi, vedova di Ilario Capomazza. Non sappiamo quando sorse la
chiesetta di san Ponziano e perché fu dedicata a questo pontefice. Si
può dire soltanto che essa è menzionata per la prima volta nel 1655
dagli atti della visita pastorale del vescovo Giovanni Battista Campagna
ove, tra l'altro apprendiamo che sull'altare c'era un'immagine
raffigurante l'eterno Padre e Gesù crocefisso sovrastanti san Ponziano e
sant'Antonio Abate ai lati della Vergina Maria (ARCHIVIO VESCOVILE DI
POZZUOLI, Atti di S. Visita di Giovanni Battista Campagna, anno 1655, f.
43 r.). Nel 1676, accanto al titolo originario di san Ponziano, troviamo
quello di sant'Antonio Abate (ARCHIVIO CESCOVILE DI POZZUOLI, Atti di S.
Visita di Carlo di Palma, anno 1676, f. 50). RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA (Raffaele Giamminelli). La chiesa di sant'Antonio Abate è ubicata in località Arco Felice, sulla strada provinciale Monte Nuovo - Licola Patria, nei pressi del campo sportivo comunale. Sulle strutture dell'edificio religioso insistono civili abitazioni con ingresso sistemato a sinistra della chiesa. Ad essa si accede mediante due ampie e simmetriche rampe di scala, perché della chiesa è rialzato rispetto al livello stradale di metri 2,92. Superato l'ingresso, ornato da un frontone curvo e spezzato, si entra nell'aula, di forma rettangolare e coperta da volta a botte riccamente decorata con cornici di stucco, che ospita l'assemblea dei fedeli. Le pareti mostrano chiari segni di rifacimento dell'intonaco per le evidenti tracce di efflorescenza. Il pavimento in cotto di scadente fattura è molto sciupato e sconnesso in più punti. Sulla parete di fondo del predetto locale, oltre l'arco trionfale con cartiglio di chiave, si apre una profonda abside rettangolare con altare marmoreo (fine secolo XIX) molto rovinato negli intarsi a motivi geometrici. Il pavimento è in maiolica di produzione commerciale, con un serrato e fastidioso disegno a piccoli quadrati bianchi e marroni. L'abside è coperta da volta a botte, decorata con cornici di stucco, al cui centro campeggia lo Spirito Santo, anch'esso di stucco, malamente dipinto. Sulla parete di fondo e sovrastante l'altare, è allogata, in nicchia semicircolare, la statua lignea policroma di sant'Antonio Abate (fine secolo XIX), dominata da uno sproporzionato testone di cherubino di stucco, le cui ali sono goffamente dipinte in oro. A destra dell'abside si accede in un piccolo locale, un tempo adibito a cappella, e da questo si passa in un altro lungo e stretto con funzioni di servizio igienico e di intercapedine esterna della parete destra dell'aula. A sinistra dell'abside, mediante un ampio vano con gradini, si apre la sacrestia, coperta da una bella volta a padiglione. * * * Le condizioni statiche dell'edificio sono buone, ma quelle funzionali ed estetiche hanno bisogno di radicali interventi, per dare un maggior decoro agli ambienti. Innanzitutto i pavimenti vanno completamente rimossi e sostituiti con materiale più omogeneo (si consiglia un marmo grigio perlato). Le pareti, fino alla linea di imposta delle volte, vanno totalmente rivestite di marmo bianco appena venato, con zoccolatura bassa, simile al pavimento. Per risolvere il problema dell'umidità, si rende necessario un'opera di impermeabilizzazione prima della foderatura di marmo. I soffitti, che hanno bisogno di qualche restauro nelle cornici, vanno ridipinti con colori a tempera (tinta terrosa), evidenziando le modanature con lo stesso colore, ma di tono molto più chiaro. L'intervento maggiore è previsto per l'altare. Oltre il restauro degli intarsi, si suggerisce lo spostamento in avanti del paliotto con la mensa, lasciando in sito il tabernacolo e le ali. In questo modo, rimane invariata la vista dell'altare dall'ingresso, con la possibilità di celebrare la santa Messa "versus populum". In conseguenza di quanto appena detto, però si consiglia una più opportuna sistemazione dei livelli dei vari piani di calpestio. Bibliografia Angelo D'Ambrosio, Raffaele
Giamminelli - La chiesa di Sant'Antonio Abate a Pozzuoli.
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