SEZIONE AR Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli, gennaio 1983 Collegamento con Beni Artistici Collegamento con , Piscina SEZIONE ISC Pompeo Sarnelli - La guida de’ forestieri. Napoli, 1768. Pagg. 53, 58 …….. Informatio pro Hospidali de Tripergola, che si conserva nell’archivio della Corte Vescovile di Pozzuoli, avuto dall’erudirissimo Signore Abate Vincenzo Antonio Capoccio, allora Vicario Generale di detta Citta, ed il seguente: Praesentata die primo Julii 1587. Puteolis per magnificos Dominus Franciscum de Composta Magistrum de Composta Magistrum Juratum, Hieronumum de Fraya Sydicum, lanzeluctum de Bono hamine, Polydorum Fraya patre Electos ex Civibus coram Illustre Domino Episcopio Puteolano, per quem fuit receptum, si et in quantum etc. Molto Ill. e Revendies. Monsig. Il Maestro Jurato, Sindico, ed eletti della città di Pozzuoli, fanno intendere a V. S. Revendissima, come avanti l’incendio della cenere, che uscì da Tripergola, in detto luogo ci era una Chiesa nominata Santo Spirito con l’ospedale, lo quale Ospedame era nominato olim Ospedale di S. Marta, lo quale da anno in anno continuamente si teneva aperto per gl’infermi dalli mastri dello sacro Ospedale di S. Maria dell’Annunziata di Napoli, lo quale ab antiquissimo tempo, che non c’è memoria di uomo in contrario, sempre si è tenuto aperto, e non ha dubbio, contradizione, né replica alcuna, a causa, che detto Sacro Ospedale tiene di entrare in detta Città, o territorio ducati due mila circa, e dopo detto incendio detta Chiesa, ed Ospedale per ritrovarsi sotterrato, ed occupato di arena, fu detti olim Signori Maestri trasportato vicini all’Annunziata di Pozzuoli, dal che n’è nato, forsi causato dall’incendio predetto o per dare principio ad edificare una nuova chiesa, ed Ospedale, mentre ciò non è restato, e ridotto ad pristinum con ogni debita riverenza delli detti Signori Maestri, si dice a V. S. Reverendissima, che con poco cura, e discuito l’hanno ridotto da pochi anni in qua ad nihilum, atteso lo tengono aperto quando un mese, e quando poco più o meno verso Maggio, e così continuano ogni anno, forsi di pigliare espediente alla reforma di esso, atteso detto Ospedale fu fondato anticamente in detto territorio di Pozzuoli per universale beneficio, tanto delli Esterik come de’ poveri Pozzolani, li quali per la causa predetta non ne hanno utilità, né beneficio alcuno, come soleano ricevere anticamente. Il che sarebbe giusto, per esserne quasi tutte l’entrate nel territorio di detta Città, che li Poveri di quella ne ricevessero alcun sussidio; e perché intendono essi Supplicanti, e vedono, che V. S. Reverendissima ha incominciato a fare la vivita in tutta la sua Diocesi, supplicano quella resti servita in ciò visitare detto Ospedale, e fare si tenga aperto tutto l’anno continuamente, atteso l’Illustri, ed Eccellenti Signori Maestri, li quali governano oggi questo Sacro Ospedale dell’Annunziata di Napoli, sono persone di bene, integre, ed inclinati assai all’opere pie, ed inimici di lite, per lo che in tempo di molte Maestrie hanno pagato allo nuovo Ospedale di Santa Maria della Grazia ducati cinque lo mese, e comunicando il negozio V. S. Revendissima con essi, se accaperà forsi più di quello si supplica; e caso che nò (il che non si crede) in tal caso fanno instanza voglia V. S. Reverendissima farsi giustizia, e fare eseguire quanto per lo Sacro Santo Concilio Tridentino in ciò stà ordinato, e comandato, e sequestrare l’entrate, ch’esigge detto Sacro Ospedale, e quelli convertirle all’effetto predetto, di modo non si manchi, conforme a detto pristino stato, in quello miglior modo sarà giusto, e conveniente, e massime trattandosi di tanta opera pia, si per l’estrema povertà de’ Cittadini, sì anco per il maltrattamento de’ poveri Ospiti, e lo riputeranno a grazia singolerissima, ut Deus. Die 4. mensis Julii 1587. Puteolis. Et per Illustrem et Revendissimum Dominum Episcopum Puteolanum fuit provisum, et decretum, quod capiatur summaria informatio de expositia, hoc suum, etc. Leonardus episcopus Puteolsnus. Die 30. Mensis Julii 1587. Puteolis. Magnificus Dominus Antonius Russus de Puteolis aetatis annorum octuaginta et plus in circa testis summarie productus, et medio suo juramento interragatus, et examinatus super tenore Memorialis magnificae Universitatis Puteolanae, dicit: Ch’esso testimonio si ricorda a tempo, ch’era figliuolo, che andava alla festa di Santo Spirito, la quale chiesa stava dentro il castello nominato Tripergola, ed in detta festa se ci spendevano per il Mastri le cerase, e se ci abballava, dove concorreva tutta la Città in detta festa, ed in detto Castello vi era un Ospedale dalla parte di basso sopra li bagni terranei, ed esso testimonio entrava dentro detto Ospedale, e vi vedeva da circa trenta letti più, e meno, nelli quali dimoravano molti infermi forestieri, e cittadini, li quali aveano di bisogno de’ bagni sudatori, per tutte infermità, ed anco vi stava la strada, la quale da passo in passo era situata, ed abitata da più persone, delle quali esso testimonio se ne ricorda circa tre osterie, le quali servivano per li Cavalieri, che andavano alli bagni, e persone faccoltose, che avevano denari da spendere; e giontamente in detta strada con dette Osterie vi stava una Speziaria, la quale crede esso testimonio, che stasse là per beneficio di detto Ospedale, e dopo essendo venuto in età più perfetta, vedeva esso testimonio, che detto Ospedale di Tripergole si esercitava per li Mastri, delli quali si ricorda molto bene, che un’anno vi fu Mastro il quondam magnifico Parise Adamiano di Pozzuoli, il quale poi continuamente ne teneva protezione, e dopo di là a certi anni, e proprio l’anno 1538, nel giorno di San Geronimo si sentì per detta Città un gran terremoto, lo quale allo stesso pigliava, e lasciava, e tutta la Città si mise in rivolta, e quasi tutta disabitò, ed andò in Napoli, e per le campagne, chi fuggiva in un luogo, e chi in un’altro, e pareva, che il mondo volesse subissare; e le genti fuggivano etiam alla nuda, ed uscendo esso testimonio co’ suoi figliuoli, e sua moglie, ritrovò alla porta di Pozzuoli una donna nominata Zizula, moglie di Mastro Geronimo Barbiero, la quale andava in camicia a cavallo ad uno somiero alla mascolina scapillata: e tutti piangevano, e gridavano: Misericordia! E come fu verso un’ora in due di notte, uscì una bocca di fuoco, vicino al detto Ospedale, nel luogo nominato la Fumosa da dentro mare, e menava gran moltitudine di pietre pomici, e di arena, e si sentivano gran tuoni, e lampi; ed in cambio di acqua pioveva arena, e venne detta bocca di fuoco così aperta ad accostarsi al Castello, ed Ospedale di Tripergole, e tutto lo sconquassò, e rovinò, e poi lo empì di arena, e di pietre, e vi fece una montagna nuova in ventiquattro ore, dove infino ad oggi si vede. Raimondo Annecchino - Storia di Pozzuoli e della zona Flegrea. Pozzuoli, 1960. Pagg. 189, 190 e 191 Un avvenimento notevole del regno di
Carlo II, come si è accennato, fu la fondazione da lui fatta dell’Ospedale
di Tripergole, tra Baia e Pozzuoli, dove poi sorse il Montenuovo.(10)
Il diploma di fondazione è in data 15settembre
1299. Il Re, al fine di alleviare le sofferenze dei poveri e bisognosi che
occorrevano ai bagni di Pozzuoli, deliberò di fondare un ospedale nel
luogo chiamato Tripergole, ove erano tali sorgenti;(11)
lo fece dipendere dall’Ospedale Maggiore di S. Spirito in Saxia di Roma
e lo dotò di 150 once d’oro annue, di cui 100 once da prelevarsi dalle
gabelle della città di Pozzuoli e le restanti 50 once assegnate in
congrua e conveniente terra. Di più il Re concesse per la costruzione di
detto Ospedale altre 700 once d’oro, disponendo che vi si collocassero
fino a 120 letti, da servire per i poveri infermi. Dispose pure che il
Preposto all’ospedale dovesse essere sottoposto al controllo di due
<<uomini dabbene>> di nomina regia e ordinò per il religioso
la costruzione di una cappella, dedicata a S. Marta, per la quale però
assegnò alcuna rendita; fece obbligo tuttavia al Preposto di tenere la
bisogna un cappellano prete ed un chierico, ai quali doveva fornire gli
alimenti e tutto il necessario. Per la riscossione delle 100 once d’oro
fu dato ordine ai baglivi di Pozzuoli di effettuarne il pagamento dai
diritti sul zolfo e sull’allume, il che si desume da una lettera di re
Roberto in data 22 marzo 1311 ai baglivi di Pozzuoli. Circa le restanti 50
once d’oro, per 20 once re Carlo assegnò all’Ospedale la metà del
feudo di Cuma col suo lago Fusaro,(12)
e per le altre 30 once furono assegnate altri beni, che si trovano
descritti nella concessione fattane dalla regina Giovanna del 28 giugno
1363. Primo Preposto o Priore dell’Ospedale di Tripergole fu nominato
Frate Giovanni de Bononia, della Casa ed ospedale maggiore di S. Spirito
in Saxia. Angelo D’Ambrosio - Storia della mia Terra. Pozzuoli, 1976. Pag. 48 Chiesa e Ospedale di Santa Marta - Corso Nicola Terracciano. Furono costruiti verso il 1572 in
sostituzione della chiesa e dell’ospedale distrutti dall’eruzione del
29, 30 settembre 1538. Il senatore del regno Vincenzo Cosenza, in data 26
marzo 1910, acquistò dal Comune di Pozzuoli la chiesa e l’ospedale e li
adibì ad abitazioni private. Bibliografia Pompeo Sarnelli - La guida de’ forestieri. Napoli, 1768. Raimondo Annecchino - Storia di Pozzuoli e della zona Flegrea. Pozzuoli, 1960. Angelo D’Ambrosio - Storia della mia Terra. Pozzuoli, 1976. Estratto della zona interessata da Mario Cartaro Ager Puteolanus, Roma 1584
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