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Cisterna (Piscina Lusciano)
Collegamento con Ambienti in villa Avellino
Amedeo Maiuri - I Campi Flegrei (dal
sepolcro di Virgilio all’antro di Cuma).
Roma, MCMLXIII
Acquedotti e Cisterne d’acqua
La città era alimentata da due
acquedotti: l’acquedotto campano di costruzione più antica ma di breve
sviluppo, che seguendo per un certo tratto in galleria sotterranea, a
50-55 metri di profondità, lo stesso percorso della Via Campana (se ne
sgorgono i pozzi di discesa presso i colombari di S. Vito), si ramifica in
più bracci per raccogliere le varie polle scaturenti entro il bacino di
Quarto; e l’acquedotto del Serino che, dopo aver alimentato Napoli e le
città del golfo, traversata la collina di Posillipo e il M. Olibano,
portava l’acqua a Puteoli, a Baia e a Miseno; né diverso dall’antico
è l’attuale regime idrico di Pozzuoli.
In relazione con questi acquedotti si trovano, nella parte alta della
città, nel quartiere dell’Anfiteatro, alcune grandiose cisterne d’acqua
che sembrano preannunziare in una regione ricca di apprestamenti
idraulici, la monumentale costruzione della Piscina Mirabile (vedi Miseno).
La Piscina Cardito nel quartiere orientale della città, in prossimità
del bagno detto di Ortodònico, a sinistra della Via Antiniana, è formata
di due cisterne; la maggiore di esse (lunghezza m. 55, larghezza m. 16,
altezza m. 15 circa), è costituita da un grandioso ambiente rettangolare
a volta, sostenuto da tre serie di pilastri; la seconda, minore, è
formata da quattordici piccoli compartimenti rettangolari, che sembra
avessero soprattutto la funzione di bacini di sedimentazione per la
maggior purezza e leggerezza dell’acqua. Poco più a sud della Piscina
Cardito, al di sotto della Piazza del Carmine, si ha l’altra grandiosa
cisterna delle Cento Camerelle (m.50 x20) a compartimenti ed utilizzata
ancora per le acque piovane, e la Piscina di Lusciano (m. 35 X 20) divisa
in 21 compartimenti comunicanti, per mezzo di porticine arcuate. Ma il
numero delle cisterne in servizio dei vari edifici pubblici e delle ville
private, doveva essere pressoché innumerevole.
Sommella Paolo - "Forma e
Urbanistica di Pozzuoli Romana" in "Puteoli, studi di storia
antica" vol. II.
Pozzuoli, 1978.
27. Cisterna (Piscina Lusciano)
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In parte inserita nelle strutture di Villa Avellino presenta
una pianta articolata evidentemente adattata all’ortografia
della zona e forse condizionata dall’antica topografia urbana
oggi non più leggibile. L’ingresso (a) voltato e in forte
pendenza (il pavimento è moderno) immette ( fig. 95) nell’interno
a cinque navate con alte volte a botte ad andamento NE-SO
intercomunicanti con passaggi arcuati; ne deriva una
caratteristica pianta a pilastri cruciformi (figg. 96, 97). |
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L’acqua entrava nella cisterna attraverso
alcuni ambienti situati presso l’angolo meridionale (b), che
dovevano probabilmente servire da zone di decantazione; di qui l’acqua
era poi immessa mediante due stretti cunicoli nel corpo centrale
che conserva tracce visibili di separazioni in vasconi come
riscontrato in altri casi simili.
La tecnica costruttiva è un misto di accurato reticolato di
tufo e buon laterizio che in alcune zone (pilastri, sovrarchi,
rinfianchi) è usato da solo (moduli medio di cm. 25). Le ghiere
degli archi sono formate da bipedali parzialmente rastremati
(figg. 98-101). Quasi ovunque è conservata la spessa fodera in
signino (cm. 3,5) disposto in più strati. Le lunette di
chiusura delle volte sono completamente in reticolato. Il
complesso presenta gravi lesioni, specie nelle volte del lato
Sud -Ovest. |
Datazione: la tecnica trova il
più vicino confronto nell’Anfiteatro Maggiore (età Flavia).
Bibliografia: Paoli, tav. XX
(manchevole nel lato Sud - Est); Dubois, 284 s.
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Figura 96:
Pianta e sezione |
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Figura 97:
Situazione reciproca tra i passaggi arcuati nelle navate
principali. |
| Foto 98: Ghiera in
bibetali parzialmente rastremati in uno dei passaggi tra le
navate principali |
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Figura 99: Lunette
di chiusura delle volte nelle navate principali |
| Figura 100: Prima
navata principale di Nord - Est |
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Figura 101:
Particolare dell’uso contemporaneo delle diverse tecniche
costruttive. |
Bibliografia
Amedeo Maiuri - I Campi Flegrei (dal
sepolcro di Virgilio all’antro di Cuma).
Roma, MCMLXIII
Sommella Paolo - "Forma e
Urbanistica di Pozzuoli Romana" in "Puteoli, studi di storia
antica" vol. II.
Pozzuoli, 1978.
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Paolo Antonio Paoli Avanzi delle
antichità esistenti a Pozzuoli, Cuma e Baja. Napoli
1768 |
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Foto 1: Veduta esterna della piscina sul
lato Nord - Ovest presso l’ingresso originario. L’odierno
passaggio è stato aperto in breccia. Rimane in vista una zona,
sopra la porta moderna, in reticolato coerente con la volta
interna.
Adinolfi Aldo, dicembre 1983 |
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