0027AR

SEZIONE AR

Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali

 

Oggetto :

Villa dei Principi di Stigliano, o Villa Avellino

Ubicazione :

Via Carlo Rosini

Proprietà :

Privata ( De Gemmis Giulio )

Dati catastali:   

Foglio 76, particella 38

Autore :

Ignoto

Epoca :

XVI secolo (1540 circa)

Vincoli :

D.M. del 11.01.1963

M. N., Pozzuoli, gennaio 1983

Collegamento con Reperti in villa Avellino

SEZIONE RGI

 
Estratto della zona interessata da Mario Cartaro Ager Puteolanus, Roma 1584

 
Particolare dal disegno del G. Ricciardelli, Napoli 1768.

 
Disegno di Achille Vianelli, Napoli 1830 

 

SEZIONE ISC

Lorenzo Paladino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli 1826.

Pag. 11-12 

Villa Lusciano 

La Villa del Duca di Lusciano resta situata su 'l colle, e nella mano sinistra della strada che conduce al tempio di San Giacomo: in detta villa tra pomarj e parterri vi si osservano alcuni antichi marmi, e due antiche piscine non interamente dissotterrate dal fu signor Duca. Vengono nominate il laberinto per esservi numerose divisioni. In una di esse vi si ravvisa l'antico acquidotto, che lo anima l'acqua di Serino. Una di queste serve ora ad uso di cantina. Evvi un casino molto comodo in prospettiva del mare, di celline, e di ammene isole; e scendendosi di carrozza, senza salire scale, si va all'appartamento nobile, per la via del giardino.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987

Pag. 97

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Superata la chiesa di San Raffaele Arcangelo, si incontra a sinistra la villa Avellino - de Gemmis, appartenuta prima ai principi Colonna di Stigliano, poi, per breve periodo, ai padri Benedettini della Congregazione di Montevergine e, infine, ai duchi di Lusciano. Venduta dagli eredi di questi ultimi il 15 marzo 1836 all'archeologo Francesco Maria Avellino con atto del notaio Luigi Cirillo, dal 13 gennaio 1980, il giardino della villa è passato di proprietà del Comune per essere adibito a parco pubblico (l'esproprio ha interessato un'area di circa 28.500 metri quadrati per un indennizzo complessivo di lire 200.000.000). Nel 1987, la parte del giardino, tra la torre Toledo e la chiesa di San Giuseppe, disposta a terrazza sulla villa comunale, è stata utilzzata a teatro estivo dalla locale Azienda del Turismo, su progetto del giovane Pasquale Manduca.

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Pag. 152

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Sempre per effetto del bradisismo discendente, i padri Benedettini furono costretti ad abbandonare il convento nel 1787 e a trasferirsi nel palazzo di Marcantonio Colonna, principe di Stigliano, venduto per 3.500 ducati. Con la soppressione dell'Ordine (1087), la proprietà passò ai duchi di Lusciano e poi alla famiglia Avellino (Mongelli 1974, p. 148). La cappella di Sant'Andrea, in via Carlo Rosini, ancora funzionante in forma privata, fu trasformata appena dopo il 1980 in ristorante, in questa opera furono distrutti gli stucchi e un bell'altare in marmo policromo.

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Bibliografia

Lorenzo Paladino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli 1826.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987

SEZIONE MF

 

Foto 1: prospetto su via C. Rosini

Adinolfi Aldo marzo 1984 

 

Foto 2: particolare del portone

Adinolfi Aldo marzo 1984 

 

Foto 3: entrata della cappella Lusciano

Adinolfi Aldo marzo 1984 

 

Foto 4: interno della cappella

Adinolfi Aldo marzo 1984 

 

Foto 5: particolare della volta

Adinolfi Aldo marzo 1984 

 

Foto 6: interno del cortile

Adinolfi Aldo maggio 1984 

 

Foto 7: totale del cortile interno

Adinolfi Aldo maggio 1984 

 

Foto 8: particolare del cortile

Adinolfi Aldo marzo 1984