SEZIONE AR Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli, gennaio 1983 Collegamento con Reperti in villa Avellino SEZIONE RGI
SEZIONE ISC Lorenzo Paladino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli 1826. Pag. 11-12 Villa Lusciano La Villa del Duca di Lusciano resta situata su 'l colle, e nella mano sinistra della strada che conduce al tempio di San Giacomo: in detta villa tra pomarj e parterri vi si osservano alcuni antichi marmi, e due antiche piscine non interamente dissotterrate dal fu signor Duca. Vengono nominate il laberinto per esservi numerose divisioni. In una di esse vi si ravvisa l'antico acquidotto, che lo anima l'acqua di Serino. Una di queste serve ora ad uso di cantina. Evvi un casino molto comodo in prospettiva del mare, di celline, e di ammene isole; e scendendosi di carrozza, senza salire scale, si va all'appartamento nobile, per la via del giardino. Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987 Pag. 97 …. Superata la chiesa di San Raffaele Arcangelo, si incontra a sinistra la villa Avellino - de Gemmis, appartenuta prima ai principi Colonna di Stigliano, poi, per breve periodo, ai padri Benedettini della Congregazione di Montevergine e, infine, ai duchi di Lusciano. Venduta dagli eredi di questi ultimi il 15 marzo 1836 all'archeologo Francesco Maria Avellino con atto del notaio Luigi Cirillo, dal 13 gennaio 1980, il giardino della villa è passato di proprietà del Comune per essere adibito a parco pubblico (l'esproprio ha interessato un'area di circa 28.500 metri quadrati per un indennizzo complessivo di lire 200.000.000). Nel 1987, la parte del giardino, tra la torre Toledo e la chiesa di San Giuseppe, disposta a terrazza sulla villa comunale, è stata utilzzata a teatro estivo dalla locale Azienda del Turismo, su progetto del giovane Pasquale Manduca. …. Pag. 152 …. Sempre per effetto del bradisismo discendente, i padri Benedettini furono costretti ad abbandonare il convento nel 1787 e a trasferirsi nel palazzo di Marcantonio Colonna, principe di Stigliano, venduto per 3.500 ducati. Con la soppressione dell'Ordine (1087), la proprietà passò ai duchi di Lusciano e poi alla famiglia Avellino (Mongelli 1974, p. 148). La cappella di Sant'Andrea, in via Carlo Rosini, ancora funzionante in forma privata, fu trasformata appena dopo il 1980 in ristorante, in questa opera furono distrutti gli stucchi e un bell'altare in marmo policromo. …. Bibliografia Lorenzo Paladino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli 1826. Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987 SEZIONE MF
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