SEZIONE AR Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli febbraio 1984 Collegamento con Beni Artistici Collegamento con Torre del palazzo del viceré Don Pedro de Toledo Complesso sottoposto a restauro di consolidamento statico dovuti per gli eventi sismici del triennio 1983 - 1985. Finanziamento dei lavori Ministero dei Lavori Pubblici e Provveditorato per le opere Pubbliche della Campania. Lavori appaltate dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Pozzuoli. Progetto e direzione dei lavori Prof. Arch. Ezio De Felice. Impresa Nuova Domitia. SEZIONE ISC Lorenzo Palatino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Pagg. 55, 56 Palazzo di Don Pedro di Toledo. Il Palazzo di Don Pedro di Toledo in Pozzuoli
resta fabbricato nel largo della Malva, dove si scorge un'alta torre, e giunge
fin sopra il tempio di San Giuseppe. Angelo D’Ambrosio - Storia di Pozzuoli … in pillole. Pozzuoli, Edizione Conte, 1959. Pag. 17 … Pose due torre, una sul rione Terra ed un’altra nei pressi di Torregaveta per difendere Pozzuoli dagli assalti dal mare. Del benefico Viceré non resta nessun ricordo notevole, se non la fatiscente torre, condannata pare alla demolizione, e parte del suo palazzo, adattato ad Ospedale Civile. … Raimondo Annecchino - Storia della mia terra e della zona flegrea. Pozzuoli, edizione Conte, 1960. Pag. 178 … Ma le epoche cui le epigrafi rimontavano (anni 1021, 1079, 1150, 1181, 1182), essendo assolutamente incociliabili con la permanenza dei Saraceni nel Napoletano, fanno escludere senz’altro questa ipotesi, ed inducono piuttosto a ritenere che queste iscrizioni facessero parte dei trofei di guerra portati dalla vittoriosa spedizione contro i barbareschi di Tunisi da don Garcia, figlio del viceré don Pedro di Toledo, destinati ad ornare i giardini della magnifica villa paterna, comprendenti anche la zona dell’attuale Villa comunale. … Pag. 201 … Alfonso si recava spesso a Pozzuoli e dintorni a diporto , e vi si intratteneva pure alcuni giorni. Il palazzo reale sorgeva pressappoco dove, poi, fu edificato il palazzo vicereale di don Pedro di Toledo, corrispondente al sito dell’attuale ospedale civico e adiacente. In prossimità di esso vi era la primitiva chiesa di S. Andrea, detta perciò de Palatio. Il nome, confermato dalla villa toledana, si conserva tuttora dal fondaco coperto ivi residente composto di poveri e sudici tuguri di vecchie fabbriche, chiamato dal popolo, senz’avvertire l’amara ironia che ora racchiude il vecchio toponimo, <<’o palazzo>>. … Pag. 212 … Quando, in seguito all’eruzione di Montenuovo (1538), don Pedro per ripopolare Pozzuoli vi ebbe costruito un palazzo, vi passava la metà dell’anno e vi riceveva molti ospiti: tra i più illustri ricordiamo Andrea Doria, S. Gaetano da Thiene e Muleassen, re di Tunisi, recatosi dal Viceré nel 1543 per essere aiutato a ritornare sul trono.(17) L’ordinaria dimora del Toledo a Pozzuoli fa, nei documenti e nelle cronache del tempo, ricordare spesso questa città, perché vi si recavano le deputazioni che venivano a Napoli per conferire col Viceré e per affari di governo, e ivi si datavano prammatiche e dispacci vicereali con l’indicazione pure della sua villa (datum in viridario Puteolano). Da Pozzuoli appunto il 17 aprile 1546 don Pedro di Toledo datò la famosa prammatica con la quale ordinava che il fallito che ricorreva al miserabile beneficio del cedo bonis (che un tempo si compiva dal fallito con l’obbrobrioso ed oscena presentazione nuda della parte posteriore del suo corpo ai creditore) dovesse salire super lapidem per palmas supra terram erectum, cioè sulla base della colonna, eretta a tale scopo al largo Vicaria; e dopo che il precone con chiara ed alta voce avesse proferite le formule sacramentali, e gridato il nome del fallito, questi doveva restare per un ora a capo scoperto abbracciato alla colonna.(18) … Pag. 214 … Il 24 giugno 1544 comparvero a Pozzuoli, tentando di farla arrendere. Vistane la resistenza, il giorno seguente assalirono la città; ma la sua valida difesa e la presenza del Viceré, che vi si era frettolosamente recato, traendo seco altri mille cavalieri e numeroso popolo, frustarono le speranze di Barbarossa(24) che non riuscì a fare alcuna preda e fece con le artiglierie pochissime vittime: un capitano spagnuolo nella città ed un altro spagnuolo sulla spiaggia puteolana(25) … Collegata con la dimora di don Pedro di Toledo trovasi la fase iniziale di un avvenimento che segnò uno degli episodi più tristamente famosi del suo lungo governo. Vogliamo riferirci al tentativo d’introdurre il Tribunale del Santo Ufficio o dell’Inquisizione spagnuola a Napoli. … Pag. 222 … Vasta eco ebbe la distrazione di Tripergole
nella letteratura di quei tempi, e di cui il più cospicuo esempio è dato dal
già menzionato poemetto latino del Borgia: inoltre, è da ricordare il carme
latino di Antonio Sanfelice De Baiano incendio,(40)
che descrive
a vivaci colori la fase culminante dell’esplosione vulcanica con pioggia di
cenere, lancio di pietre e getto di vapore. … Pag. 231 Moti rivoluzionari del 1648. … Trincee e ripari si erano costruiti presso la chiesa di S. Caterina, e ben fortificati e muniti i palazzi di donna Caterina Colonna, del marchese della villa e di don Pedro di Toledo con la sua torre. Fra il palazzo del marchese della Villa e quello Toledo si era costruita una trincea con doppio fossato e steccato, e da questo palazzo al mare si era costruita un’altra trincea col medesimo sistema e nell’entrata di essa una mezzaluna con ponte levatoio. A guardia di quest’opera difensiva vigilavano cinquecento puteolani. Altri trecento presidiavano il palazzo del Toledo. … Pag. 314 … Singolare valore nell’indagine toponomastica ha la cronologia. Per esempio, è opinione corrente che la località puteolana detta o’ Palazzo sia stata chiamata così dal palazzo ivi costruito da don Pedro di Toledo: di esso oggi esistono solo miserabili avanzi. Senonché quella contrada era denominata Palazzo molto prima che il Toledo venisse al mondo, e probabilmente il nome le derivò da un palazzo reale aragonese, se non addirittura angioino. … Pag. 329 … Avendo l’ospedale acquistato l’autonomia con legge 3 agosto 1862, si poté pensare a migliorare le condizioni. Con la nuova legge furono anche create le Congregazioni di Carità, amministratici delle Opere pie del Comune, con lo scopo di soccorrere la popolazione nei suoi bisogni. Gli amministratori del tempo quindi, superati vari ostacoli, acquistarono nel 1870 il palazzo del Viceré don Pedro di Toledo, ridotto dopo tre secoli ad un mucchio di macerie, per destinarlo a nuova sede dell’ospedale. Il progetto fu affidato all’architetto Ernesto Villari e nel 1872 si venne all’esecuzione.(6) Ed è esso l’ospedale civico della città di Pozzuoli. … Pag. 342 … Nel secolo XIII vi era in Pozzuoli un convento
di Benedettini, il monastero di S. Andrea della Congregazione dei
Monteverginisti, sito nei pressi dell’attuale Ospedale civico, dove don Pedro
di Toledo fece costruire il suo famoso palazzo. Anzi è lecito supporre che la
conflagrazione sismica del 1538 lo abbia gravemente danneggiato, costringendo i
Benedettini ad abbandonarlo. Tale abbandono spiegherebbe perché do Pedro se ne
sia servito per la costruzione del suo palazzo. … Angelo D’Ambrosio - Storia della mia Terra. Pozzuoli, 1976. Pagg. 47, 48 Palazzo e torre del viceré Pedro Alvarez de Toledo - Largo Ospedale Civile. Furono edificati nel 1540 essendone architetto
Ferdinando Manlio. AA. VV. – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986. Pagg. 45, 46 … Per la costrizione del palazzo Toledo,
edificato nello stesso luogo di quello aragonese, fu utilizzato parte
dell'antico monastero dei padri Benedettini della congregazione di Montevergine
con annessa chiesa di San'Andrea, detta del Palatio, seriamente
danneggiato dal terremoto del 1538. Nella seconda meta del secolo XVI, tutto il
complesso monastico fu ricostruito nel luogo detto Malva, in prossimità
del mare e del tempio di Serapide, allora interrato sulla zona donata ai
monaci montevergini dalla Civica Amministrazione (Università). … 21 giugno 1995 Il Comune di Pozzuoli ha avanzato richiesta di finanziamento al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali per il "Complesso Toledo" (palazzo, torre e passaggio) in due distinte occasioni: 1. Per il programma d'intervento sui Beni
Ambientali e Culturali, previsto dal D. L. 07/09/87 n° 371 convertito 2. Ai sensi dell'art. 4 della Legge n° 80 del
18/04/84, richiesta di finanziamento regionali nell'ambito del "Piano Bibliografia Miccio S. - Vita di Don Pedro di Toledo, marchese di Villafranca. Napoli 1600. Lorenzo Palatino - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Angelo D’Ambrosio - Il gran viceré che amò
e ricostruì Pozzuoli: Don Pedro de Toledo, Angelo D’Ambrosio - Storia di Pozzuoli … in pillole. Pozzuoli, Edizione Conte, 1959. Raimondo Annecchino - Storia della mia terra e della zona flegrea. Pozzuoli, edizione Conte, 1960. Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli - Catalogo dei monumenti di Pozzuoli. Pozzuoli, 1974 Angelo D'Ambrosio - Storia della mia Terra. Pozzuoli, 1976. AA. VV. – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986. SEZIONE RGI
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