BENI ARTISTICI E STORICI
LAPIDE DI PORTA NAPOLI
Collegamento con Porta Napoli
Annecchino R., Storia di Pozzuoli e della zona flegrea, Pozzuoli, 1960. Pag. 222 -223. Al viceré cardinale d'Aragona succedeva nell'alta carica il fratello Pedro d'Aragona, ambasciatore del Re di Spagna presso la S. Sede. All'inizio del suo governo fu nominato arcivescovo, e la consacrazione fu fatta con grande solennità il 26 febbraio 1666dall'Arcivescovo di Otranto e dai Vescovi di Monopoli, di Aversa e di Pozzuoli (che era allora benedetto Sanchez de Herrera) nella chiesa di S. Vitale, chiamata allora comunemente S. Maria delle Grazie in Fuorigrotta, compresa nella diocesi di Pozzuoli (39) Opera benefica svolse per Pozzuoli e dintorni il nuovo viceré. Dopo don Pedro di Toledo egli fu il viceré spagnuolo che maggiormente s'interessò del miglioramento della zona. Dei quaranta bagni (40) enumerati nella zona flegrea per i rivolgimenti tellurici da questa patiti, per il lungo tempo trascorso e la pubblica incuria, ne restavano in uso pochissimi. La lettura delle lodi delle virtù salutari di tali bagni, fatta da Giovanni Elisio, fece nascere nel Viceré il desiderio di far ricercare le sorgenti di essi e con grande pubblico beneficio metterli in grado di essere usati dagli'infermi. Manifestando tale pensiero a Giulio cesare Bonito, Segretario del Regno, questi iniziò le ricerche con la guida del medico Vincenzo Crisconio. Ma, essendosi poscia associato al lavoro il protomedico Sebastiano Bartolo, che aveva un anno prima cominciato lo stesso studio, questi con minute e diligenti ricerche riuscì a rintracciare le antiche terme, e ne fece una relazione col titolo di Breve ragguaglio dei Bagni di Pozzuoli; l'opera postuma pubblicata da un suo nipote è intitolata Thermologia Aragonia ecc. authore Sebastiano. Le terme rintracciate furono elencate in tre iscrizioni marmoree: la prima, posta all'ingresso della Grotta di Pozzuoli, nomina 12 bagni; la seconda, sotto la porta di Pozzuoli, nomina 20 bagni; l'ultima collocata sopra i sudatori di Tritoli, nomina otto bagni fra Tritoli e Miseno (41) Sottoposto dal Viceré il suo progetto di rimettere in efficienza le antiche terme rintracciate ad un Collegio di medici, costoro lo lodarono e lo ritennero di grandissima utilità. Incoraggiato, don Pedro Antonio ordinò che si ponesse mano all'opera, che fu condotta sollecitamente con la guida e l'assistenza dei detti due medici Bartolo e Crisconio. La spesa ammontò a circa novemila ducati, "li quali - dice il Parrino - vi furono dal Viceré prudentemente impiegati in considerazione dell'utile che gliene fu promesso dal medesimo Bartolo"(42) Sebbene il Parrino non osi affermarlo devesi riconoscere che purtroppo i risultati non corrisposero all'aspettativa. Infervorato dal desiderio di far conoscere e far rivivere le termeflegree, il Viceré, nel 1670, istituì nella Università di Napoli una cattedra relativa all'azione terapica dei bagni di Pozzuoli, "convenendo della virtù delli bagni che sono nel distretto della città di Pozzuoli, scoverta dopo molte applicazioni, diligenze e travaglio se dichiari et insegni pubblicamente, acciò li medici presenti e futuri, istruiti delle varie qualità dell'acque di detti bagni, possano consultarle all'infermi secondo dei loro bisogni"(43) Parascandola A., I fenomeni bradisismici del Serapeo di Pozzuoli, Guida ed., Napoli 1983. Pagg. 84 - 85. De Iorio nella sua guida di Pozzuoli e contorno (Napoli, De Bonis, 1817), a pag.14, scrisse che ai suoi tempi l'iscrizione era conservata nel cortile del palazzo dei Signori Pollio. Il monastero di S. Andrea, a cui era affissa, è stato demolito un venti anni or sono per il risanamento igienico della città. L'epigrafe fu poi murata sotto l'arco della porta di Pozzuoli, dove oggi trovasi. Di queste epigrafi, le quali elogiavano queste acque, le enumeravano, e ne indicavano le proprietà terapeutiche, Pietro Antonio d'Aragona, Viceré di Napoli dal 1666 al 1671, ne appose tre: una all'ingresso della Crypta Neapolitana, la così detta grotta di Pozzuoli, per le acque termominerali da Napoli a Pozzuoli; una seconda a Pozzuoli, ed è quella di cui s'è fatto cenno, per le acque, che da questa città sorgevano fino al sudatorio di Tritoli; una terza apposta presso codesto sudatorio alla punta detta perciò punta dell'Epitaffio per le acque che da tal sudatorio sorgevano fino a Miseno. Tale epigrafe ora non è più, è caduta in mare, ma ai tempi in cui il Morghen disegnava doveva ancora esistere come si nota nella figura citata nel mio lavoro sul Monte Nuovo (tav.XI, fig.1). E tutte e tre le iscrizioni esaltavano le virtù curative delle sorgenti termo-minerali della zona flegrea, si ebbe come una frenesia per queste acque medicinali, ritenute addirittura miracolose, e vari medici e storici ne elogiarono le qualità in prosa ed in versi, in lingua italiana ed in lingua latina, (G. Bellucci A. Conquiste idrologiche nei Campi Flegrei. Atti XIX congresso idrogeologico Nazionale nei Campi Flegrei, Napoli, 1928, pag. 79). Ivi sono ricordati oltre 300 lavori sulle sorgenti e sui bagni termo-minerali (12). (12) - Ecco l'elenco delle sorgenti e dei bagni ricordati nelle tre epiigrafi: Nella 1°, quello all'ingresso della cripta puteolana: 1) Il Sudatorio di S. gennaro ad Agnano; 2) il bagno della Bolla alle falde del M. Spina; 3) il bagno di Astroni; 4) il bagno di Fuirigrotta; 5) quello della Giuncara; 6) quello di Bagnoli; 7) quello della Pietra; 8) il bagno della Calatafura (per tale bagno faccio rilevare che il Lombardo nella sua Synopsis, il Mazzella, il Loffredo, il Capaccio lo riportano nel tenimento della distrutta Tripergole come ho già detto nella mia memoria il Monte Nuovo ed il lago Lucrino. Bollettino della Soc. dei Nat. In Napoli, Vol.LV); 9) quello dei Subveni homini o Gerolomini; 10) quello dell'Arena; 11) il bagno ortodonico; 12) quello della Solfatara. Nella 2° epigrafe, quella a Pozzuoli: 1) Il bagno del Cantarello, esistente in vicinanza delle tre colonne; 2) quello della fontana; 3) quello di Cicerone; 4) il bagno di Tripergole; 5) il bagno dell'Arco*; 6) quello di Rainiero* ; 7) quello di S. Nicola* ; 8) il bagno della Scrofa* ; 9) quello di S. Lucia* ; 10) quello di S. maria* ; 11) di S. Croce* ; 12) quello di Subcellario; 13) il bagno di Ferro; 14) quello della Sibilla; 15) quello di Silviana; 16) quello di Tritoli; 17) quello di S. Girgio; 18) quello di Pizzico; 19) il Sudatario di Tritoli; 20) il bagno del petrolio Quelli segnati con l'asterisco * furono seppelliti dall'eruzione del M. Nuovo. Se ne ha notizia perché nominate dal famoso medico e scrittore Pietro D'Eboli, vissuto ai tempi di Federico II (1198 - 1250). Furono identificati da bartolo. Nella 3° epigrafe, quella di Tritoli: 1) Il bagno del sole e della luna; 2) il bagno del Colmo; 3) quello del Gibborosa ; 4) quello del Vescovo (tale bagno era dal Lombardo messo in Tripergole come dal mio citato lavoro sul M. Nuovo ho fatto rilevare); 5) quello delle fate; 6) quello del Braculo o del Truglio; 7) quello dello Spelonca; 8) il bagno del finocchio presso Miseno. In alcuni storici di Pozzuoli è detto che l'accenno alla Vigna delle tre colonne si trovava nella iscrizione che era murata all'ingresso della Crypta Neapolitana. E' uno di questi errori che fanno perdere la testa e di tempo agli studiosi. L'accenno è soltanto in quella di Pozzuoli, come ho sopra riferito.
Note: 1987 - La lapide è andata distrutta nel
corso dei lavori di rifacimento della strada del ponte nei primi mesi
dell'anno
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