Tempio in via Oberdan

Palatino Lorenzo - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli 1826. 

 Basilica

Nella parte opposta del tempio di Nettuno, e verso il palazzo di Policastro, vi si ravvisano in egual distanza dal serbatojo di acqua, che il tempio di Nettuno, ammucchiati infiniti avanzi di grandiosa fabbrica laterizia, e reticolata, che dovevano al certo esser parti di una Basilica per le seguenti ragioni. Le masserie ove ravvisano questi tanti ruderi di antica fabbrica, pur tuttora conservano la denominazione di terre del consolato; e con tal nome trovansi registrate nelle scritture di alcuni notari di Pozzuoli. l'edificio resta situato al mezzo giorno di tutte le altre fabbriche pubbliche che vi sono sopra, ed appiè del colle; ed in tal posizione vuole Vitruvio, che sia situata la basilica, acciocchè potevano i negozianti radunarsi l'inverno senza sentirsi il rigore della stagione; e finalmente per essere contiguo al Foro, all'anfiteatro di prospetto, al teatro, e ad altri pubblici edificj. La Basilica era destinata alle pubbliche radunanze per i Comizj, ed al passaggio de' cittadini. Fra queste dirute fabbriche si osserva anche una lunga muraglia, che si estende verso l'anfiteatro, e ne resta fuori del terreno per l'altezza di undici in dodici palmi; ed ha tutta l'apparenza di essere stato un lato di porticato della basilica medesima. Sono più anni dacchè in questo luogo si è rinvenuto dal massajo, fra alcuni marmi, che fan mostra essere ornamenti di fontane, un marmo bianco alto palmi sei con un incavo scolpito a guisa di nicchia, in cui vi era in basso rilievo un giovine all'in piede con la testa scoperta, spada pendente sotto il braccio dritto, e la mano sinistra poggiata sopra uno scudo. Del Calcidio, del Serbatojo di acqua, e della Basilica le parti inferiori sono sepolte dalla scorsavi; ed i loro primi piani si osservano essere a livello del pavimento del terz'ordini degli archi del porticato ed emiciclo. Le loro principali prospettive sono rivolte alla parte dell'anfiteatro, frammezzandosi sul dorso del collo la via consolare, di cui ve ne restano de' spezzoni; e forse il muro della parte di città sul colle.

Dubois Charles - Pouzzoles Antique (Histoire et Topographie). Paris 1907

Entre l'amphithéatre et les termes dits Tempio di Nettuno subsistent les substructions d'un petit temple (28 mètres de long, sur 14 mètres de large; haut.: 3 mètres environ), en opus lateritium. On ne distingue plus grand'chose, sauf, sur les cotés, les vestiges de demi-colonnes adossées au mur, et placées à 2 m 60 les unes autres. Il y en a quatre sur le murdu coté oust, cinq sur celui du coté nord. Elles sont en briques comme le reste de l'édifice, et étainent recouvertes de marbre ou de stuc. L'èlévation de la ruine de l'est vers l'ouest donne à supposer que l'ouverture du temple ètait à l'est, et que l'escalier conduisant à la cella partait de l'est.(2)  

Sommella Paolo - "Forma e urbanistica di Pozzuoli Romana". Voll. II. Pozzuoli 1978.

Tempio in via Oberdan. 

  Dell'originaria costruzione si conservano in parte le pareti Nord ed Ovest, che permettono di risalire, con l'ausilio della vecchia planimetria pubblicata dal De Jorio, ad un tempio pseudoperiptero con 5 semicolonne sui lati della cella e 4 sul lato di fondo. Resta invece ipotetica la ricostruzione del pronao e della scalinata. La struttura si conserva per un'altezza di m. 4,30 di cui m. 2 circa appartengono al podio. L'alzato è in laterizio, comprese le semicolonne che hanno la base formata da mattoni sagomati in aggetto; si notano due 
ricorsi di bipedali (interdistanza cinque piedi romani) di cui il più basso costituisce lo spiccato della parete. Il modulo medio del laterizio è di cm. 19. Il nucleo del podio è attraversato nel senso della larghezza da due bassi corridoi, presso il lato di fondo, anch'essi a cortina laterizia.

Datazione: il basso modulo dei laterizi dal caratteristico color rosso intenso propone il periodo tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C.

Bibliografia: De Jorio, 33, tav. 5; Dubois, 347. Vedi anche la pianta de Caristie, in D'Espouy, pl. 36 (ricostruzione).

BIBLIOGRAFIA

Palatino Lorenzo - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli 1826.

Dubois Charles - Pouzzoles Antique (Histoire et Topographie). Paris 1907 

Sommella Paolo - "Forma e urbanistica di Pozzuoli Romana". Voll. II Pozzuoli 1978.

 

 Ipotesi ricostruttiva tratta dal De Jorio (1800)

Foto 1: lato posteriore del tempio; si notano e resti del podio da cui, con un ricorso di bibetali, si alza la struttura della cella.

Adinolfi Aldo, maggio 1983 

 

Foto 2: Lato nord della cella; dalla foto si può notare l'aggangio alla struttura antica della casa che ha "occupat" la superficie del tempio.

Adinolfi Aldo, maggio 1983

 

Foto 3: Lato nord della cella del tempio, in evidenza i resti delle semicolonne.

Adinolfi Aldo, maggio 1983

 

 

(2) Plan genéral, n° 13. On trouvera un petit plan de cette ruine, et un essai de reconstitution, dus à un
        architecte francais. Quantinet, dans un plan qui se trouve à la fin de la Guida di Pouzzuoli de Di Iorio