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Ninfeo presso Banco di Napoli via Terracciano Antonio Parrino - Nuova Guida de’ Forastieri. Napoli, 1750 Il Tempio di Diana vogliono, che sia quello rovinato, che si vede nel luogo detto Pisaturo, avea cento colonne, e cavandosi non ha molto si ritrovarono colonne, e capitelli di lavoro Corinthio; in esso aver visto una statua alta cubiti, con ali alle spalle di Tiana posta tra un Leone, ed una Pantera, asserisce Marca Platimone Salernitano, al riferire del Mormile; onde per la grandezza della statua, e numero delle colonne, stimo, che quello, che chiamiamo Tempio di Diana nella Massaria del Canonico di Costanzo fatto di mattoni, rotondo di dentro, e quadro di fuori, o non sia il detto Tempio di Diana, oppure qualche porzione di esso; credendosi dove sono quelle gran colonne descritte esser stato piuttosto il detto Tempio.
Loffredo Ferrante - L’Antichità di Pozzuolo e luoghi convicini. Napoli, 1752 De i Tempj antichi dentro Pozzuolo. Similmente andando da Pozzuolo moderno al Coliseo, in mezzo del cammino a man dritta, nel luogo dove si dice Pisaturo, si vedono ancora ruine di un Tempio, ove perché due anni fa furono ritrovate bellissime statue di marmo, & pezzi di alte & grosse colonne, con capitelli di mirabile artificio, & fra quelle nella tribuna del Tempio, la statua di Diana in atto, che faceva segno di gettare acqua sopra Atteone, fa stimare, che fosse stato dedicato a Diana, & questo, che fosse stato Tempio di Diana, si è più confirmato, atteso pochi dì sono, nel medesimo luogo fu ritrovata una statua rotta in molti pezzi, ma la testa tutta intiera: & teneva una torre in cima, che dimostrava essere Cibele Dea della Terra. Perciocchè per dimostrare, che Cibele & Diana erano una medesima cosa, gli antichi le pingevano, & scolpivano l’una presso l’altra. E perché vi furono ritrovati ancora due marmi con l’iscrizione a Trajano, e fra l’altre statue una, che avesse tenuto un timone, nel modo, che nelle medaglie di Trajano si vede la fortuna scolpita, si giudicò, che detto Tempio fosse stato dedicato a Trajano, con tutto che alcuni dicono, che fosse stato dedicato ad Adriano, perché ancora esso nelle sue medaglie faceva scolpire la fortuna del medesimo modo. E di più si ritrova in Elio Sparziano, che Adriano fu dedicato un Tempio in Pozzuolo dal Senato, per opera & richiesta di Antonio Pio. Paoli Paolo Antonio - Antiquitatum Puteolis, Cumis Baiis existentium reliquiae. Napoli 1768 Spiegazione alla tavola XXVII - Tavola Ventesimasettima. Tempio vicino all’Anfiteatro di Pozzuolo, il quale si vuole che appartenesse a Diana; ma per provar ciò siamo privi ugualmente e dell’autorità degli antichi, e di una ragione che sia abbastanza convincente. Alcuni (2) lo hanno asserito sulla testimonianza di Matteo Salernitano (2), che ci assicura aver veduta in Pozzuolo una statua alta cubiti otto situata in mezzo fra un leone e una pantera, e che reputavasi comunemente una Diana; ma tutto ciò non forma che un’assai debole riprova. Imperciocchè dall’essere stata ivi a’ tempi del Salernitano una statua di Diana non ne viene, che il tempio vicino all’Anfiteatro appartenesse a questa Deità. Noi da un tal fatto ci contenteremo di dedurne una semplice congettura, ed è, che i Pozzolani rendessero culto alla medesima, e che avessero per conseguenza un tempio al suo Nome dedicato; e siccome poi sappiamo a un dipresso a quali Deità appartenessero gli altri tutti che sono in Pozzuolo: così questo, di cui nulla si sa, può con verisimiglianza a Diana attribuirsi. Si aggiunge a ciò il vederlo situato vicino all’Anfiteatro; luogo tutto proprio un nume che presedeva (3) agli spettacoli de’ gladiatori, anzi in onore del quale (4) furono i detti spettacoli inventati. Questo tempio nel suo esteriore è di forma quadrata e nell’interno rotonda, che perciò non si sa intendere come potesse essere ornato da cento colonne di finissimo lavoro, come alcuni moderni hanno scritto (5), mentre né la sua struttura, sembra che richiedesse quest’ornamento, né veggonsi segni di archi che possono indicare un così grandioso colonnato. Paoli Paolo Antonio - Antiquitatum Puteolis, Cumi, Baiis existentium reliquiae. Napoli 1768. Tavola Ventesimanona Pianta del Tempio di Diana alla quale è sottoposta quella del Tempio di Nettuno. Da essa può conoscersi la maglificenza di quest’edificio. La porzione AA è quella dove i muri sono anche in piedi(3) benché in gran parte sepolti. La porzione puteggiata BB non mostra che vestiej ai muri diroccati. Finalmente in CC si esprime un sotterraneo che è ben conservato, e che sosteneva la terza porzione, ove forse era il Portico che dominava sul mare, all’aspetto appunto Bacoli De Jorio Andrea - Guida di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1817 Tempio di Diana I moderni scrittori delle cose di Pozzuoli chiamarono questa fabbrica, quadrata all’esterno e nell’interno rotonda, Tempio di Diana. Loffredo dice essersi rinvenuta nella tribuna di sifatto Tempio, una statua di questa Dea in atto di gittar acqua sopra Atteone (1). Tutto il restoche dir si volesse su questo monumento, che anche indica la romana grandezza, sarebbe parto della vivida immaginazione, e non di sodi argomenti; giacché essa è tale da poter essere stata destinata sì per un tempio, che per una sala di bagno. Pasquale Panvini - "Il forestiere" alle
antichità e curiosità di Pozzuoli, Cuma, Baja e Miseno Tempio di Diana - tav. XII Proseguendo l’istesso cammino dopo, pochi passi ci si
presentarono gli avanzi di due magnifici tempj, uno di Diana sulla dritta,
e l’altro detto di Nettuno sulla sinistra dell’antica via Antignana, l’uno
di rimpetto l’altro. Palatino Lorenzo - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Tempio di Diana Incamminandosi per la strada del Girone verso San
Francesco si osservano a mano destra, ed in piccola distanza dall’Anfiteatro
gli avanzi creduti essere del tempio di Diana, dando per ragioni, che
trovandosi il tempio vicino all’Anfiteatro, doveva essere dedicato a
questa Dea, perché secondo Lipsio, Diana presedeva a’ giuochi
gladiatorj. Dubois Charles - Pouzzoles antique (Histoire et Topographie). Paris 1907 Un peu au nord des thermes est un grand èdifice, carrè à l’extèrieur, et rond à l’intèrieur, appelè Tempio di Diana (Plan gènèral, n° 16). On en trouve un plan et une vue dans le recueil de Paoli. (4) Le diamètre de l’édifice à l’intérieur est de 14 m. 90; la longueur des murs extérieurs était d’environ 19 métres sur chaque coté. La maconnerie est en blocage et en briques. Dans ce monument, dont la destination demeure incertaine, ont été retoruvées, il y a déja plusieurs siécles, quelques statues, dont l’une aurait représenté une déesse (qu’on crut etre Diane, d’ou la désignation de Tempio di Diana), ayant à sa droite un lion et à sa gauche une panthère.(5) Il se pourrait que les animaux désignés comme un lion et comme une panthére (?) fussent les lion de Cybèle; car, d’après les renseignements fournis par un autre auteur, on aurait retrouvé dans le meme monumentune statue de cette.(6) De là furent également extraits des fragments de colonnes et de chepiteaux, des inscriptions à l’empereur Trajan, et une statue qui, à en juger d’après la corne d’abondance et le gouvernail qu’elle tenait, parut etre celle de la Fortune.(7) Sommella Paolo - "Forma e Urbanistica di Pozzuoli
Romana". In "Puteoli, Studi di Storia Ninfeo
AA. VV. - I Campi Flegrei, un itinerario archeologico.
A cura del Progetto Eubea. Marsilio Il Ninfeo <<di Diana>>Di fronte alle Terme <<di Nettuno>>, alle spalle del n. civico 21 di via Terracciano, sono visibili gli imponenti ruderi del Ninfeo <<di Diana>>. L’edificio, che deve il suo nome al ritrovamento in sito di una statua della dea, era forse collegato funzionalmente alle vicine terme.
Rimasto sempre in vista, costituì uno degli elementi caratteristici del paesaggio puteolano, oggetto di numerose raffigurazioni di incisori e vedutisti, dalle quali risulta la sua precoce rovina. Il ninfeo, costruito in opera laterizia (fine II-inizi III sec. d.C.), presentava il perimetro esterno rettangolare con il lato breve, in cui si apriva l’ingresso, concavo. La sala interna, a pianta circolare, era illuminata da ampi finestroni. Ben conservati risultano oggi solo il basamento circolare e parte dell'alzato con evidenti restauri moderni. Nel 1922, uno scavo condotto nei pressi portò alla luce i resti di un tempietto prostilo, a quattro colonne, della stessa epoca del ninfeo. Parte della ricca decorazione architettonica (architrave, capitelli ecc.) è visibile nel lapidario dell’Anfiteatro Maggiore. Da via Terracciano, imboccando via Milite Ignoto, si incrocia via Oberdan. In fondo a quest'ultima, sulla sinistra, si possono scorgere, inglobati in un’abitazione privata, i pochi resti di un piccolo tempio (fine ll sec. d. C.), identificabile forse con quello di Antonino Pio noto da un'epigrafe. Sopravvivono oggi le strutture del podio, in opera laterizia, e tracce delle semicolonne che circondavano la cella. Da via Oberdan, procedendo verso la città bassa, si raggiunge via Ragnisco. BIBLIOGRAFIA Antonio Parrino - Nuova Guida de’ Forastieri. Napoli, 1750 Loffredo Ferrante - L’Antichità di Pozzuolo e luoghi convicini. Napoli, 1752 Paoli Paolo Antonio - Antiquitatum Puteolis, Cumis Baiis existentium reliquiae. Napoli 1768 De Jorio Andrea - Guida di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1817 Pasquale Panvini - "Il forestiere" alle
antichità e curiosità di Pozzuoli, Cuma, Baja e Miseno Palatino Lorenzo - Storia di Pozzuoli e contorni. Napoli, 1826. Dubois Charles - Pouzzoles antique (Histoire et Topographie). Paris 1907 Sommella Paolo - "Forma e Urbanistica di Pozzuoli
Romana". In "Puteoli, Studi di Storia AA. VV. - I Campi Flegrei, un itinerario archeologico.
A cura del Progetto Eubea. Marsilio Da Paoli Paolo Antonio - Antiquitatum Puteolis, Cumis Baiis existentium reliquiae. Napoli 1768 Tavola Ventesimanona
Tavola Ventesimasettima
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