(3)
Il diploma originale di questa concessione si conserva
nell'Archivio della Curia vescovile di Pozzuoli, anzi ne era il più
antico, come risulta dal Repertorium Scripturarum Arch. Puteol.
Compilato nel 1758 dal can. Saccone. È riportato dall'Ughelli, Italia
Sacra, cit., VI, col. 276-278, n. XII. Cfr. De Meo, Annali
critico-diplomatici, ecc., cit., ad ann. 1121, n. 14; G. Cappelletti, Le
chiese d'Italia, Venezia 1864, XIX, p. 653 sg.; B. Cantera, Memorie
storiche della Chiesa puteolana, Napoli1886, p. 13.
(1)
Cfr. documento I, pp. 43 - 46.
(2)
Cfr. Reggi Neapolitani Archivi Monumenta edita ac illustrata, V, Neapoli
1857, pp. 231 - 235.
(13)
Cfr. op. sop. cit., pp. 336 - 340.
(4)
Cf. documento II, pp. 47 - 49.
(5)
Di questo atto manca il documento originale. Abbiamo soltanto dei
sommari manoscritti in : ARCHIVIO VESCOVILE - POZZUOLI, Sez. II,
Persone, fasc. <<De episcopis puteolanis>>, f. 3; ARCHIVIO
DI STATO - NAPOLI, Monasteri soppressi 1563 bis, <<Liber secundus
seu passum primum Instrumentorum originalium, quae continentur in
Archivio Monasterii S. Petri ad Castellum hobie S. Sebastiani descriptum
a suo originali magna cum sollicitudine ab V. I. d. Michelangelo
Chiarito in anno domini 1760 mensis decembri>>, ff. 61v. - 62 r.;
BIBLIOTECA NAZIONALE - NAPOLI, Sez. manoscritti e libri rari, Codice
Brancacciano II C 1, <<Vescovi e notizie>>, f. 327.
Trascriviamo il testo del documento del sommario conservato
nell'Archivio Vescovile di Pozzuoli, perché è il più completo dei tre
sopra menzionati. <<Joannes Eugenio Papa III anno MCLIII, de qua
fit mentio in quodam istrumento sub eodem anno, quo ipse Joannes
Puteolane Ecclesie episcopus dedit atque concessit Petro venerabili
sacerdoti monaco, integram ecclessiam S. Angeli criste montis cum
parochia quod istrumentum conservatur in Archivio monialium S.
Sebastiani de Neapoli in Repertorio Tom. II de S. Pietro a Castello fol.
64>>.
(6)
Del documento originale, andato disperso negli archivi Vescovili di
Pozzuoli e di S. Pietro ad aram in Napoli, non vi è traccia nemmeno in
quello Segreto Vaticano. Disponiamo però di un sommario manoscritto,
custodito nell'Archivio di Stato di Milano, il cui testo riteniamo
opportuno trascrivere: <<1448. 10. Settembre. Bullae Pontificiae et
Privilegia Regia, quae reperiuntur in Archivio Sancti Petri ad Aram
Neapolis Congregationis Canonicorum regularium lateranensium ordinis
Sancti Augustini. Bulla brevis in carta haedina cum sigillo plumbeo
appenso inscripto S. Paulus S. Petrus Clemens Papa III et est abbatem S.
Petri ad aram super ecclesiam sancti Angeli de monte xristi et incipit
Clemens episcopus servus servorum Dei. Dilectio filio Ni(colao) abbati S.
Petri ad Aram salutem et(apostolicam benedictionem). Quae ad sedada
litigia pro bono pacis a delegatis iudicibus ordinantur, ne iterum sub
dubium reducantur pacis a deligatis indicibus ordinantur, ne iterum sub
dubium reducantur quo partes suscitato litigio fatigentur, firmari decet.
Datum Laterani V kalendas decembris ponticatus (nostri anno) primo.
Floriut anno 1188>> ARCHIVIO DI STATO - MILANO, Fondo di religione
p. a., Brescia S. Affra, alias S. Salvatore, cart. 3328, fol. 1. Su questa
bolla di Clemente III (1187 - 1191) cfr. anche G. PERNOTTO, Generalis
totius Sacri Ordinis Clericorum Canonicorum Historia tripartita, Romae
1624, p. 668; P. F. KEHNR Nachträge zu den Papsturkunden Italiens, VI,<<
Nachchrich von der Königlichen Gesellschaft der Wissenschaften zu
Göttingen>>, Philogish - historische Klasse 1912, 4, p. 375, n. 30;
P. F. KEHR, Italia Pontificia, VIII, Berolini 1935, pp. 454, 467. Infine,
crediamo opportuno concludere questa nota, ricordando che il monastero di
S. Pietro ad aram possedeva alcuni beni a Pozzuoli, Soccavo, Fuorigrotta,
al Fusaro (ARCHIVIO DI STATO - NAPOLI, Monasteri soppressi, n. 5462, fasc.
1, f. 18) ed una terra a Campiglione, presso le falde del monte
Sant'Angelo [G. DE BLASIIS, La chiesa e la badia di S. Pietro ad Aram, in
<<Archivio Storico per le Provincie Napoletane>>, XXIII
(1898), pp. 211, 248 - 250; C. CATERINO, Storia della minoritica provincia
napoletana di S. Pietro ad Aram, voll. III, Napoli 1926 - 1927, pp.253 (I
vol.), 263 (III vol.)]. Fu forse, la vicinanza di questo terreno a quelli
della chiesa di monte Sant'Angelo, con probabili sconfinamenti da ambo le
parti, durante il corso degli anni, a far sorgere la controversia tra il
vescovo di Pozzuoli e l'abate di S. Pietro ad aram? È una ipotesi e,
purtroppo, tale resterà per l'assoluta mancanza di documenti sulle
origini e gli sviluppi della vicenda.
(7)
Cfr. note 14 e 15 del I capitolo.
(8)
Cfr. nota 23 del I capitolo.
(9)
Paolino era veneziano ed apparteneva all'Ordine dei Frati Minori. Prima di
essere nominato vescovo di Pozzuoli, svolse un'intensa attività
diplomatica, distinguendosi per la prudenza e l'abilità nel trattare. A
lui, infatti, la repubblica veneta affidò, nel 1315, i delicati incarichi
di chiedere al re di Napoli Roberto D'Angiò, il risarcimento dei danni
arrecati dai suoi sudditi ai veneziani e di stipulare, nell'anno seguente,
la pace tra Napoli e Venezia. Fu proprio in queste circostanze che il re
angioino ebbe modo di conoscere e di apprezzare le qualità di Paolino cui
fu legato, per tutta la vita, da una profonda stima e sincera amicizia.
Chi volesse conoscere i molteplici aspetti della vita di Paolino: frate
minore, diplomatico, letterato, scrittore e vescovo di Pozzuoli (1324 -
1344) potrà utilmente consultare: R. CAGGESE, Roberto d'Angiò e i suoi
tempi, vol. II, Firenze 1922 - 1930; A. GHINATO, Fr. Paolino da Venezia O.
F. M., Vescovo di Pozzuoli, Roma 1951. È doveroso segnalare anche la tesi
di laurea di Giovanni Pedata dal titolo <<Un frate di diplomatico e
scrittore del sec. XIV, Paolino veneziano, vescovo di Pozzuoli>>,
discussa nell'Università degli Studi di Salerno - Facoltà di Magistero,
Materie letterarie, anno accademico 1971 - 72. Per la cronologia
essenziale di Paolino, è indispensabile consultare: C. EUBEL, Bullarium
Franciscanum, V, Romae 1898, n. 541; C. EUBEL, Hierarchia Catholica medii
aevit, I, Monasterii 1898, p. 430; L. WADDING, Annales Minorum, VII, Ad
Claras Aquas 1931, p. 37.
(10)
ARCHIVIO DI STATO - NAPOLI. Monasteri soppressi, n. 2667, ff. 13, 49, 52,
56, 57, 62v., 67, 79, 80; n. 2668. Tra i frati residenti nel convento di
Sant'Angelo ci fu Ascanio Ceparo il quale, non si sa per quali motivi,
richiamò l'attenzione del Sant'Uffizio che nel 1586, incaricò il viceré
di Napoli Duca d'Ossuma di arrestarlo insieme a Giovanni Antonio Tadeo di
Pozzuoli (Cfr. B. CIOCCARELLO, Archivio della reggia giuristizione del
regno di Napoli, VIII, Venezia 1721, pag. 149). Inoltre, i frati furono
accusati nel 1679, di fare il contrabbando del tabacco (ARCHIVIO VESCOVILE
DI POZZUOLI, Sez. III, Luoghi sacri, cart. Chiesa monte S. Angelo, fasc.
1).
(11)
ARCHIVIO VESCOVILE DI POZZUOLI, Atti di S. Visita di Leonardo Vairo, anno
1601, ff. 100v. - 104.
(12)
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO, S. C. Concilio, Relationes ad limina, fasc.
Pozzuoli, relazione dei vescovi:
-
Lorenzo Mongiolo, anno 1628, f.
141;
-
Martino de Leòn y Càrdenas,
anni 1635, f. 424, 1640, f. 8, 1646, f. 20;
-
Carlo de Palma, anno 1678, f. 2;
-
Diego Ibànez de la Madrid y
Bustamente, anni 1684, f. 1559v., 1687, f. 2;
-
Domenico Marchese, anno 1691, f.
2.
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