Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali

Oggetto :

Chiesa della Santa Croce, detta del Purgatorio

Ubicazione :

Rampe Generale Enrico Tellini

Diocesi :

Pozzuoli

Parrocchia :

 

Proprietà :

Curia Vescovile di Pozzuoli

Dati catastali: 

Foglio 76 particella D

Autore :

Ignoto

Epoca :

1639

Vincoli :

                                                          

M. N., Pozzuoli, gennaio 1983

Collegamento con Beni artistici

Note storiche sulla chiesa del Purgatorio

La chiesa del Purgatorio, come si apprende da una relatione ad limina del vescovo Martino de Leòn y Cardenas (1631-1650), fu edificata nel 1639. A volerne la costruzione fu la Confraternita della Pietà o della Buona Morte, che si trovava priva di un luogo di riunione e di culto, dopo che la precedente sede, la chiesa di San Celso al rione Terra, era andata in rovina nel 1626. I confratelli acquistarono il suolo dal Municipio di Pozzuoli e, sempre a proprie spese, fecero costruire la nuova chiesa dedicandola a Santa Maria della Pietà. Il 24 febbraio 1779 fu consacrata, dal vescovo Giordano Dandolfi (1775-1789), alla invenzione della Croce (dal latino invenire = ritrovare, riscoprire) dedicata cioè al ritrovamento, a Gerusalemme, della croce con cui fu crocifisso Cristo; avvenimento leggendario che, veniva celebrato dalla chiesa, il 3 maggio. Questa ricorrenza è stata abolita dal nuovo Calendario Liturgico successivo al Concilio Ecumenico Vaticano II. Per questo motivo la chiesa fu chiamata della Santa Croce, denominazione che costituisce tuttora il titolo dedicatorio. A ricordo della consacrazione fu apposta la seguente lapide:

DEO OPT. MAX.
ECCLESIAM HANC
IN HONOREM SALUTIFERAE CRUCIS
NUNCUPATAM
HIERONIMUS DANDOLPHIUS EPISC. PUTEOLANUS
SOLEMNI CUM PRECATIONE AC RITU
CONSECRAVIT DIE XXIV FEBRUARII
ANNI MDCCLXXIX
DIEMQUE DEDICATIONIS
QUOTANNIS DOMINICA QUINTA POST PASCHA
RECOLENDAM PRAESCRIPSIT
TEMPORE RECTORATUS U.I.D.
R. D. LEONARDI LANZETTA

Questa chiesa è però conosciuta da tutti i puteolani come quella del Purgatorio per un'antica devozione verso le anime del Purgatorio, che non sono totalmente purificate e, che, prima di poter essere ammesse in Paradiso devono completare l’espiazione dei loro peccati; espiazione che può essere abbreviata dalle preghiere dei fedeli. Ancora oggi sulle pareti della navata della chiesa vi è il Calendario Eucaristico Perpetuo, che consiste in dodici lapidi marmoree, una per ogni mese dell'anno, dov’è indicato per ciascun giorno il nome del defunto per la cui anima bisogna pregare o officiare una messa in suffragio.
La chiesa è stata ristrutturata e ampliata nel 1817. Nel 1937 per volere del vescovo Alfonso Castaldo (1934-1966) fu destinata all'adorazione del SS. Sacramento, com’è ricordato dalla seguente lapide:

L'ADORAZIONE AL SS. SACRAMENTO
PERPETUA PUBBLICA E SOLENNE
SUA ECC.ZA ALFONSO CASTALDO
VESCOVO PUTEOLANO
ISTITUI' FONTE DI GRAZIE
PER LA CITTA' E DIOCESI
NELLA FESTA DI CRISTA RE
31 OTTOBRE 1937
CLERO AUTORITA' AZIONE CATTOLICA POPOLO
UNITI NEL VOTO E NELLA PREGHIERA

Nel 1944 il vescovo Castaldo, in occasione dei suoi dieci anni di episcopato, fece erigere un trono in marmo per l’esposizione dell’Eucarestia. Questo trono, è posto sopra l’altare maggiore, situato al centro di una decorazione costituita da due colonne sormontate da un frontone, ed ha sulla base la seguente iscrizione:

HANC AEDICULAM
SS. EUCHARISTICI SACRAMENTI OSTENDANDI
CLERUS POPULUSQUE DIOCESIS
ILLMI AC REVMI ALFONSO CASTALDO
EPISCOPALIS CONSECRATIONIS X ANNO VERTENTE
EXSTRUENDAM CURARUNT
A. D. MCMXLIV

Dal 1937 e fino a pochi anni or sono, alcuni locali attigui all’edificio sacro hanno ospitato le suore dell'ordine religioso delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, che erano addette alla custodia della chiesa e alla adorazione del SS. Sacramento.
La chiesa si trova in un contesto urbanistico veramente singolare, visto che sorge tra l’antico palazzo Maglione, da un lato, e la strada di accesso al rione Terra dall’altro. La grande scalinata (oggi chiamata rampe Tellini), che fu costruita contemporaneamente ad essa, la collega a Porta Napoli e alla piazza maggiore e alla zona alta di Pozzuoli. Si accede, alla chiesa, da una breve rampa di scale in piperno, della stessa pietra è anche il portale d’ingresso.
L’interno è a croce latina ad una navata, coperta da una volta a botte con decorazioni a riquadri bianchi in stucco; il tetto è a falde con capriate in legno.
Il transetto presenta ai lati, poco sotto i finestroni, delle finte balaustre che richiamano i matronei delle antiche basiliche cristiane.
L’altare maggiore, decorato con marmi policromi intarsiati, è del 1798. A destra di questo vi è l’altare dedicato a Gesù Nazareno, del XIX secolo, con paliotto in marmi policromi e decorazioni policrome in stucco. L’altare a sinistra del maggiore, anch’esso del XIX secolo, è consacrato alla Madonna e presenta un paliotto in marmi policromi. A destra dell’ingresso vi è il monumento funebre della baronessa Teresa Tomasetti.
Di grande interesse è, sopra l’entrata, la cantoria del 1782, in legno con pregevoli decorazioni e l’organo, ancora funzionante, del 1780, opera dell'organaro Francesco Cimmino. Anche sulla parete dietro la cantoria si ammirano delle decorazioni in stucco e in particolare, negli angoli, dei putti che reggono dei festoni.
La situazione descritta è antecedente al 1984, quando in conseguenza delle scosse telluriche dovute all’accentuarsi del bradisismo ascendente, l’edificio è stato notevolmente danneggiato dai crolli della controsoffittatura e di parte del tetto. Questi crolli hanno sfondato in più punti il pavimento, mettendo allo scoperto l’antica cripta della Confraternita. Durante questo periodo la chiesa è stata alla mercé di ladri e vandali, che hanno rubato il paliotto dell'altare maggiore e distrutto la balaustra in marmo che lo cingeva; sono state asportate, inoltre un’acquasantiera in marmo e diverse decorazioni degli altari, nonché lo stemma gentilizio che decorava la tomba della baronessa Tomasetti. Grazie al pronto intervento della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici è stato possibile mettere in salvo l’organo e la cantoria. Dopo i lavori di restauro, il paliotto dell'altare maggiore e tutte le altre decorazioni rubate sono state ricostruite in marmo bianco; rifatte anche le decorazioni in stucco, tranne nella parte di volta crollata dove è stato lasciato l'intonaco bianco.
Attualmente la chiesa è sede dell'Azione Cattolica Diocesana.

Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli… in pillole. Edizione D. Conte, Pozzuoli, 1959

Pag. 59, 60

CHIESA DEL PURGATORIO
(Gradoni Generale Tellini)

Fu eretta nel 1553 dai Confratelli della Buona Morte sotto il titolo di S. Maria della Pietà.
I confratelli, vestiti col cosiddetto "sacco nero", recitavano in questa chiesa l’ufficio dei defunti nei giorni di domenica e festività. La loro devozione alle anime purganti, fece si che la Chiesa fosse chiamata anche dopo lo scioglimento della Confraternita nel 1800, la chiesa del Purgatorio. Dal 31 ottobre 1937 la pietà eucaristica del Vescovo di Pozzuoli Mons. Alfonso Castaldo, volle in questa Chiesa, l’adozione pubblica e solenne e pertanto viene chiamata dai contemporanei anche Chiesa del SS. Sacramento.

Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli – Chiese di Pozzuoli, Napoli, 1964

Pag. 55 – 56

PURGATORIO

Fu eretta nel 1639 a spese della Confraternita "della Buona morte" e dedicata alla Madonna della Pietà. Consacrata nel 1769 alla Santa Croce dal vescovo Girolamo Dandolfi fu ampliata nel 1817.
La devozione antica e recente coltivata in questa chiesa alle anime purganti ha fatto si che venisse chiamata comunemente "Chiesa del Purgatorio". Il vescovo Alfonso Castaldo l’ha destinata nel 1937 all’adozione pubblica e solenne del SS. Sacramento.
La chiesa ha una sistemazione urbanistica prettamente barocca. Si accede ad essa mediante scale tortuose ma scenografiche.

Facciata:

Non presenta grandi arditezze ma con la sua semplicità e linearità si innesta bene nell’ambiente.

Interno:

La pianta della chiesa è a croce latina ad una navata coperta da una volta a botte ribassata e decorata con grandi riquadri. Sull’ingresso la volta a padiglione con due putti reggifestoni in stucco.
Il transetto è delimitato da gruppi di colonne ioniche sormontate da una piccola cupola. Le finte balaustre romane – gotici. Molto interessati la cantoria e l’organo (1782) con l’originale decorazione arabescata in ottimo stato di conservazione. Sulle pareti della navata centrale c’è il Calendario Eucaristico Perpetuo che indica per ciascun giorno il nome del fedele per il quale bisogna pregare o suffragare l’anima.

Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli – Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli.
                                                                           Pozzuoli, 1974.

Chiesa del Purgatorio

Notizie storico – critiche:

Fu eretta nel 1639 a spese della Confraternita "della buona morte" e dedicata alla Madonna della Pietà. Consacrata nel 1779 alla Santa Croce dal vescovo Girolamo Dandolfi, fu ampliata nel 1817. La devozione antica e recente coltivata in questa chiesa alle anime purganti ha fatto si che venisse chiamata "Chiesa del Purgatorio". Il vescovo Alfonso Castaldo l’ha destinata nel 1937 all’adorazione pubblica e solenne del SS. Sacramento.

Descrizione:

La chiesa ha una sistemazione urbanistica prettamente barocca. Si accede ad essa mediante scale tortuose. Non presenta grandi arditezze nella facciata che, con la linearità degli stucchi, s’innesta bene nell’ambiente. La pianta è a croce latina ad una sola navata coperta da volte a botte ribassata e decorata con grandi riquadri. Sull’ingresso la volta chiude a padiglione coin due putti reggifestoni in stucco. Il transetto è delimitato da gruppi di colonne ioniche sormontate da una piccola cupola. Molto interessante la cantoria e l’organo (anno 1780, organaro Francesco Cimmino), con l’originale decorazione arabescata. Sulle pareti della navata c’è il Calendario Eucaristico Perpetuo che indica per ciascun giorno dell’anno il nome del fedele per il quale bisogna pregare o suffragare l’anima.

Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976.

Pag. 50

Chiesa della Santa Croce.
(Rampe Generale Tellini)

Fu edificata nel 1639 dalla Confraternita della Morte che la dedicò alla Madonna della Pietà.
Consacrata nel 1779 alla Santa Croce dal vescovo Girolamo Dandolfi (1775 – 1789), fu ampliata nel 1817.
La devozione alle anime purganti, coltivata in questa chiesa, ha fatto sì che venisse chiamata "del Purgatorio".

AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986

Pagg. 117 – 118

Purgatorio

Cenni storici

Edificata nel 1639 dalla confraternita della morte in proporzioni molto più modeste e dedicata a Santa Maria della Pietà, fu ampliata nel 1817.
La devozione alle anime del purgatorio, introdotta in questa chiesa dal predetto pio sodalizio e radicatasi profondamente nei fedeli lungo il corso dei secoli, ha fatto sì che essa venisse denominata Purgatorio.
Nel 1937 il vescovo Alfonso Castaldo vi istituì l’adorazione quotidiana, pubblica e solenne al sacramento dell’Eucaristia.

Descrizione

La chiesa ha una sistemazione urbanistica prettamente barocca. Si accede ad essa mediante scale tortuose ma scenografiche.
Non presenta grandi arditezze nella facciata che, con la linearità degli stucchi, s’innesta bene nell’ambiente.
La pianta è croce latina ad una sola navata, coperta da una volta a botte ribassata e decorata con grandi riquadri.
Sull’ingresso la volta chiude a padiglione con due putti reggifestoni in stucco.
Il transetto è delimitato da gruppi di colonne ioniche sormontate da una piccola cupola.
Molto interessante la cantoria e l’organo (anno 1780, organaro Francesco Cimino) con l’originale decorazione arabescata.
Sulle pareti della navata c’è il calendario eucaristico perpetuo che indica in ogni giorno dell’anno il fedele per il quale bisogna pregare o di cui si deve suffragare l’anima.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

Pag. 31 - 33

Naturalmente, le prime costruzioni dovettero essere realizzate addossate alla parete tufacea del rione Terra e nei pressi del ponte (attuale porta Napoli), essendo questa zona del nascente borgo la più elevata rispetto al mare e ben protetta. Durante i lavori di consolidamento del muro di sostegno di via del Ponte (settembre 1985), dalla parte della rampa Tellini, sono venute alla luce strutture murarie non facilmente identificabili. Certamente, alcune di esse non erano di sostegno alla via del Ponte, per la loro disposizione molto disordinata, ma furono utilizzate per tale funzione dopo la sistemazione della gradinata, avvenuta intorno al 1639, con la costruzione della chiesa del Purgatorio. Per la tecnica costruttiva, potrebbero essere avanzi di costruzioni risalenti al XII o agli inizi del XIV secolo, la cui destinazione, però, rimane oscura. Molto probabilmente, potrebbe trattarsi di ricoveri per animali o di depositi di attrezzi agricoli o da pesca. Ipotesi attendibilissima per il rapporto molto ravvicinato tra città - campagna e città - mare.(5)

Pag. 54

Rampa Enrico Tellini, chiesa del Purgatorio.

"Fu eretta nel 1639 a spese della Confraternita "della Buona Morte" e dedicata alla Madonna della Pietà. Consacrata nel 1769 alla Santa Croce dal vescovo Gerolamo Dandolfi fu ampliata nel 1817.
La devozione antica e recente coltivata in questa Chiesa alle anime purganti ha fatto si che venisse chiamata comunemente "Chiesa del Purgatorio". Il vescovo Alfonso Castaldo l'ha destinata nel 1937 all'adorazione pubblica e solenne del SS. Sacramento.
La chiesa ha una sistemazione urbanistica prettamente barocca. Si accede ad essa mediante scale tortuose ma scenografiche." (D'Ambrosio 1964, p. 55).

La chiesa è stata seriamente danneggiata dai sismi del 1983-84, con il crollo del tetto che ha sprofondato il pavimento, mettendo allo scoperto l'interessante cripta della Confraternita.

Bibliografia

Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli… in pillole. Edizione D. Conte, Pozzuoli, 1959

Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli – Chiese di Pozzuoli, Napoli, 1964

Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli – Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli.
                                                                           Pozzuoli, 1974.

Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976.

AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

 

Particolare dal disegno del G. Ricciardelli, Napoli 1768.

 

Disegno di Achille Vianelli, Napoli 1830

 

Foto 1: facciata

Compagnone Gennaro, Erra Enrico - gennaio 1983

 

Foto 2: interno

Compagnone Gennaro, Erra Enrico - gennaio 1983

 

Foto 3: prospetto della chiesa sottoposta a lavori di consolidamento a seguito degli eventi sismici del 1983 - 1984.

Adinolfi Aldo - aprile 1984

 

Foto 4: particolare del pavimento dopo l’intervento di disfacimento, in evidenza la cripta.

Adinolfi Aldo - novembre 1985

 

Foto 5: particolare della cripta, sul lato dell’ingresso della chiesa.

Adinolfi Aldo - novembre 1985

 

Foto 6: veduta generale dall’ingresso, in alto i danni subiti dalla copertura.

Adinolfi Aldo - novembre 1985

 

Foto 7: particolare del tetto nella situazione attuale, liberato della controsoffittatura.

Adinolfi Aldo - novembre 1985

 

Foto 8: la facciata della chiesa, come si presenta, dopo i lavori di restauro resisi necessari dopo il bradisismo del 1983.

Adinolfi Aldo - maggio 1993

 

 

(5) Tra gli elementi rinvenuti era interessante la porzione di muro di sostegno dell'antica strada che dal ponte si dirigeva verso l'attuale via Guglielmo Marconi. Nei mesi di giugno e di luglio del 1986, per realizzare la nuova via d'accesso al rione Terra, è stato demolito tutto quanto portato alla luce