Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali

Oggetto : Chiesa della Purificazione o dell’Angelo          
Ubicazione : Via Guglielmo Marconi
Diocesi : Pozzuoli
Parrocchia :  
Proprietà : Curia Vescovile di Pozzuoli
Dati catastali : Foglio 76 particella E
Autore : Ignoto
Epoca : 1702                            
Vincoli :  

M. N., Pozzuoli, gennaio 1983

Collegamento con Beni artistici

Vincenzo Cafaro – Abbascio o’ mare, Napoli, Edizione Conte, 1943

Pag. 14 – 16

Ma se la chiesa di S. Barbara fu assorbita dalla Nostra, lo stesso non può dirsi di un’altra che sorse da essa.
Anzi questa col tempo ha superato in magnificenza e ricchezza la madre, divenendo ambita confraternita di persone civili, e galantuomini, e gente di campagna.(8)
Messa sugli scogli, in mezzo al mare, che ne’ momenti di grande ira le ricopre fino al tetto di onde, non poteva rimanere per lungo tempo incolume, e cominciò lentamente a riunire. Fu allora che la Confraternita ottenne dalla Città (9) un’altra area in amaenissimo maris conspectu, nella prima svoltata della via che dall’attuale Porta di Pozzuoli mena al Duomo e alla Solfatara. Edificata nel 1702, i confratelli con danaro proprio, avitae pietatis aemuli, nel 1743, l’adornarono di varie sacre suppellettili, e a ricordo del fatto apposero due belle epigrafi in lingua latina ne’ pilastri laterali dell’entrata.
In una cronaca di Pozzuoli in parte inedita, mano scritto presso di me del Del Giudice dal 1700 al 1763, all’anno 1743 si legge questa annotazione, che potrebbe anche dare una certa spiegazione al fervore religioso di quel tempo: 1743 Gennaro Corre in questo Regno il male epidemico, ed in Napoli ne muoiono molti qui però colla grazia di Dio non vi è morte.
Fu dedicata anche alla Purificazione della Beatissima Vergine, e la prima si chiamò la vecchia chiesa della Purificazione a mare o la chiesa della Purificazione a mare e la seconda la nuova chiesa della Purificazione. Il popolo chiama quest’ultima la chiesa dell’Agnolo. Esistono in essa due piccole statue dell’arcangelo S. Michele e dell’Angelo custode: sarà forse per questo.
Di più, sperimentantosi l’accesso alla vecchia chiesa impraticabile per causa de’ marosi d’inverno, i confratelli decisero di riunirsi dalla prima domenica di novembre fino alla prima domenica di maggio, nella nuova chiesa e in quelli estivi nella chiesa a mare, celebrandovi con grande solennità la festa dell’Assunta.
Ma col tempo sorsero liti e contestazioni per la nomina di un vice - cappellano in dipendenza del P. Spirituale della Congrega e per la questua in città; perché la lontananza aveva resi un po’ indipendenti i marinari di laggiù, che già fin d’allora vi avevano cominciato ad esercitare un eccessivo predominio; e ciò per l’incuria e l’oscitanza de’ confratelli si che Mons. Rosini nella Santa visita, nel 1804 , emanò un decreto con cui nominò un rettore colla facoltà di raccogliere oblazioni sia di roba che di danari, di prendere in consegna tutto e darne conto anno per anno alla Curia vescovile, affermando, che nullus adest Patronatus, sive beneficiatus, sed libere sub nostra cura existit.
E poiché i confratelli continuavano a questuare, il Sottointendente di Pozzuoli, il 28 agosto 1816, concedeva tale permesso solo alla vecchia chiesa negandolo alla nuova, la quale doveva ripetere il proprio mantenimento dalla pietà de’ confratelli. E non chetandosi ancora, un altro provvedimento prendeva poi Mons. Purpo, il 5 agosto 1843, per allontanare ogni disguilibrio che sogliono apportare le vertenze tra due parti con un accordo per la celebrazione de’ divini uffici nella festività dell’Assunta.(1)
A porre una tregua alle liti venne il maremoto del 4 dicembre 1871, per cui la chiesetta fu completamente inghiottita dalle onde e si perdette finanche il segno dove essa sorgeva. Solo la tela della Vergine si vide come per miracolo galleggiare sulle acque, rinnovando così il prodigio già altre volte osservato che ogni qualvolta il mare riempiva il tempietto. La lasciava incolume mentre devastava e portava via ogni cosa.

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Pag. 17 – 18

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Terminata la chiesetta, ricominciarono le liti con più acredine. I confratelli della Purificazione accampavano diritti di patronato e di proprietà perché si era edificata su suolo di loro proprietà e per l’esistenza dell’immagine della Purificazione, i marinai obbiettavano l’abbandono e la noncuranza di essi e solo ora il ricordo della chiesa, quando essa era stata riedificata. Si sperpero danaro dall’una parte e le cose si protraevano all’infinito, quando si venne ad una transazione dinanzi all’Ordinario Mons. De Vivo firmato con atto pubblico pel notaio Giovannangelo Oriani nel dì 12 agosto 1876. Con questa si stabiliva che tutte e due le chiese erano indipendenti, e che solo a ricordo del passato nella festa del 2 febbraio una rappresentanza di marinai si portava alla chiesa nuova sedendo in apposito stallo e ricevendo tutti gli onori dovuti, e nella festa del 15 agosto similmente avrebbe fatto la banca della Congrega nella chiesa a mare. E qui una questione elegante dovevano tutti indossare il tosone della Purificazione, oppure ognuno il tosone della propria chiesa?

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Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli…. in pillole. Edizione D. Conte, Pozzuoli 1959

Pag. 58, 59

CHIESA DELLA PURIFICAZIONE
(Via Marconi)

Fu eretta nel 1702 su suolo donato dal Comune il 27 febbraio 1701 alla Confraternita della Purificazione. Restaurata nel 1743, rifatta a spese di Giuseppe Assante nel 1892.
Si ammirano lungo le pareti, discrete tele del ‘700 raffiguranti:

A destra entrando:

1. Madonna, S. Domenico. S. Gennaro (ignoto autore).
2. S. Enrico (a devozione di Enrico di Fraia).
3. S. Michele Arcangelo (medaglione di ignoto autore).
4. Crocifissione (a destra di Antonio Scala).
5. Madonna, S. Antonio di Padova e S. Francesco d’Assisi (a devozione di Francesco Antonio
    di Costanzo).
6. S. Aniello (medaglione di ignoto autore).

A sinistra entrando:

1. S. Silvestro Papa che battezza Costantino (a divozione di F. Silvestro Sabbatino).
2. Gesù cade sotto la croce (a devozione di Francesco di Falco e Simone Murolo).
3. S. Ignazio di Lojola (medaglione di ignoto autore).
4. S. Nicola di Bari (a devozione di F. Cle.ro e Nicola di Bonito).
5. S. Prospero (a devozione del Rev. Sig. Fabbr. D. Prospero Di Costanzo Canonico e Vicario
    Generale).
6. S. Francesco (medaglione di ignoto autore).
7. S. Pietro (medaglione di ignoto autore).
8. Purificazione di Maria SS. (sulla porta della sagrestia autore ignoto).

Nella volta sono affrescati i misteri più importanti della vita della Madonna: Immacolata Concepimento, Assunzione e Incoronazione in cielo. Il coro ligneo dei Confratelli è del 1757.
Sotto la chiesa vi è una vasta sepoltura che ha tutto l’aspetto di una cripta. Non si conosce l’epoca certa della sua fondazione che fu probabilmente contemporanea a quella della Chiesa.

Raimondo Annecchino – Storia di Pozzuoli e della zona flegrea. Pozzuoli, 1960.

Pag. 329

La chiesa della Purificazione fu eretta nel 1702 ad opera dei confratelli della chiesetta della Purificazione a mare su suolo amaenissimo maris conspectu loro concesso dalla città di Pozzuoli, con atto del 27 febbraio 1701 del notaio Vincenzo Costantino, fu messa in piena efficienza ed arricchita anche di svariate suppellettili sacre parecchi anni dopo, cioè nel 1743. I confratelli accudivano ad entrambe le chiese, e si riunivano nei mesi invernali nella nuova chiesa e nei mesi estivi nella chiesa a mare, dove celebravano con grande solennità la festa dell’Assunta che ricorre il 15 agosto. Tra i confratelli della nuova chiesa ed i marinai della vecchia chiesetta sorsero dissidi occasionali soprattutto dall’esercizio della questua, dissidi che neppure l’intervento del Vescovo riuscì a comporre. Dopo una sosta di pendente dalla distruzione della chiesa a mare, travolta dalle onde nel maremoto del 4 dicembre 1872, non appena questa fu ricostruita, i litigi ricominciarono con maggiore asprezza tra i confratelli della chiesa della Purificazione che sostenevano il loro diritto di patronato e di proprietà sulla chiesetta a mare, perché edificata su suolo di loro proprietà e per l’esistenza della immagine della Purificazione, ed i marinai che opponevano a questa pretese l’estinzione dei diritti dei confratelli per l’abbandono e la noncuranza in cui avevano lasciato la chiesa. La controversia ebbe termine mercé l’intervento del vescovo De Vivo con transazione rogata dal notaio Giovannangelo Oriani il 12 agosto 1876. Si stabilì che le due chiesette dovevano essere indipendenti, ed a ricordo del passato si stabilì che una rappresentanza della chiesetta a mare avrebbe partecipato ai apposito stallo alla festa del 2 febbraio nella chiesa, e che i dirigenti della confraternita di questa avrebbero fatto lo stesso nella chiesa a marealla festa del 15 agosto.

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli. Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964.

Pagg. 66, 67

PURIFICAZIONE

Eretta nel 1702 dalla confraternita detta "Purificazione" e dedicata alla Madonna sotto questo titolo. Nel 1743 dallo stesso pio sodalizio fu restaurata ed abbellita. In questa chiesa il 21 ottobre 1860 il popolo di Pozzuoli accorse numeroso per votare il plebiscito che acclamava Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. Sotto la chiesa si ammira la sepoltura più vasta ed originale delle chiese puteolane. È’ a tre navate con decorazioni a stucco intercalate da resti umani. Accede ad essa dalla sagrestia.

Facciata:

Preceduta da un sagrato pensile di gusto spagnolo, appare semplice e lineare.

Interno:

Ad una navata coperta fino al primo arco trionfale da una volta a botte unghiata e dal primo al secondo da una volta a vela. Sotto le volte, in medaglioni, affreschi raffiguranti l’Immacolata Concezione, l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine Maria. Sull’ingresso, cantoria con finestrone ed affresco avente per soggetto l’Assunzione della Madonna. Il coro ligneo dei confratelli fu eseguito nel 1757. Nel presbiterio, delimitato da coppie di colonne ioniche, ricordano quelle della chiesa del Purgatorio, trova posto l’altare maggiore e l’ingresso alla sagrestia. Il presbiterio è coperto da una rozza cupola.

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli. Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli.
                                                                         
Pozzuoli, 1974.

Notizie storico – critiche:

Eretta nel 1702 dalla confraternita della Purificazione e dedicata alla Madonna sotto questo titolo, fu restaurata ed abbellita nel 1743 dallo stesso pio sodalizio. In questa chiesa il 21 ottobre 1860 il popolo di Pozzuoli acclamò plebiscitariamente Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Una lapide all’esterno del tempio, lato destro uscendo dal sagrato, ricorda l’avvenimento. Sotto la chiesa si ammira la sepoltura più vasta ed originale delle chiese puteolane. E’ a tre navate con decorazioni a stucco intramezzate da resti umani. Ad essa si accede dalla sacrestia.

Descrizione:

La facciata, preceduta da un sagrato pensile, appare semplice e lineare. L’interno è ad una navata coperta fino al primo arco trionfale da una volta a botte unghiata e dal primo al secondo da una volta a vela. Sotto le volte, in medaglioni, affreschi molto ritoccati, raffiguranti l’Immacolata Concezione, l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine Maria. Sull’ingresso, cantoria con finestrone ed affresco avente per soggetto l’Annunciazione della Madonna. Nel presbiterio, delimitato da coppie di colonne ioniche, trova posto l’altare maggiore e l’ingresso alla sacrestia. Il presbiterio è coperto da una rozza cupola a pianta ellissoidale.

Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976.

Pag. 50

Chiesa della Purificazione – Via Guglielmo Marconi

Eretta nel 1702 dalla confraternita della Purificazione della Beata Maria Vergine e dedicata alla Madonna sotto questo titolo, fu restaurata ed abbellita nel 1743.
Sotto la chiesa si ammira la sepoltura più vasta delle chiese puteolane. E’ a tre navate con decorazione a stucco intramezzate da resti umani esumati.

AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986

Pagg. 119, 120

Purificazione

Cenni storici

Costruita nel 1702 dalla confraternita della purificazione della vergine Maria e dedicata alla Madonna sotto questo titolo, fu dal predetto sodalizio restaurata ed abbellita nel 1743.
In questa chiesa, il 21 ottobre 1860, il popolo di Pozzuoli acclamò plebiscitariamente Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. Una lapide, a sinistra di chi guarda l’ingresso del sagrato, ricorda l’avvenimento.
Sotto la chiesa si ammira l’ampia e luminosa cripta, decorata con elementi in stucco e ossa umane. Si accede ad essa dalla sacrestia.

Descrizione

La facciata, preceduta da un sagrato pensile di gusto spagnoleggiante, appare semplice e lineare.
L’interno è ad una navata, coperta fino al primo arco trionfale da una volta a botte unghiata e dal primo al secondo da una volta a vela. Sotto queste, in medaglioni, affreschi raffiguranti: l’Immacolata Concezione, l’Assunzione e la incoronazione della vergine Maria.
Sull’ingresso c’è la cantoria con finestrone ed un affresco avente per soggetto l’Annunciazione della Madonna.
Il coro ligneo dei confratelli fu eseguito nel 1757.
Nel presbiterio, delimitato da coppie di colonne ioniche, trovano posto l’altare maggiore e l’ingresso alla sacrestia.
Una rozza cupola a pianta ellissoidale copre il presbiterio.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

Pag. 56

Via Guglielmo Marconi, chiesa della Purificazione

"La chiesa della Purificazione fu edificata nel 1702 ad opera dei confratelli della chiesatta della Purificazione a mare sul suolo amaenissimo maris conspectu loro concesso dalla città di Pozzuoli, con atto del 27 febbraio 1701 del notaio Vincenzo Costantino; fu messa in piena efficienza ed arricchita anche di svariate suppellettili sacre parecchi anni dopo, cioè nel 1743. I confratelli accudivano ad entrambe chiese, e si riunivano nei mesi invernali nella nuova chiesa e nei mesi estivi nella chiesa a mare, dove celebravano con grande solennità la festa dell'Assunta che ricorre il 15 agosto. Tra i confratelli della nuova chiesa e i marinai della vecchia chiesetta sorsero dissidi occasionati soprattutto dall'esercizio della questua, dissidi che neppure l'intervento del Vescovo riuscì a comporre. Dopo una sosta dipendente dalla distruzione della chiesetta a mare, travolta dalle onde del maremoto del 4 dicembre 1872, non appena questa fu ricostruita, i litigi ricominciarono con maggiore asprezza tra i confratelli della chiesa della Purificazione che sostenevano il loro diritto di patronato e di proprietà sulla chiesetta a mare, perché edificata su suolo di loro proprietà e per l'esistenza dell'immagine della Purificazione, ed i marinai che opponevano a queste pretese l'estinzione dei diritti dei confratelli per l'abbandono e la noncuranza in cui avevano lasciato la chiesa. La controversia ebbe termine mercé l'intervento del vescovo De Vivo con la transazione rogata dal notaio Giovannangelo Oriani il 12 agosto 1876. Si stabilì che le due chiese dovevano essere indipendenti, ed a ricordo del passato si stabilì che una rappresentanza della chiesetta a mare avrebbe partecipato in apposito stallo alla festa del 2 febbraio nella chiesa, e che i dirigenti della confraternita di questa avrebbero fatto lo stesso nella chiesa a mare alla festa del 15 agosto." (Annecchino 1960, pp. 329-330).

La chiesa, denominata dal volgo "dell'Agnolo" per l'esistenza di due statue lignee policrome (secolo XVIII) raffigurante l'Angelo Custode e l'Arcangelo Michele, sovrasta una interessante cripta con decorazione a stucco, intercalate da resti umani. In questa chiesa, il 21 ottobre 1860, si svolse il plebiscito per l'adesione al Regno d'Italia. L'Amministrazione civica, a ricordo dell'avvenimento, pose, nel 1878, questa lapide marmorea sulle parete esterna della chiesa, prospiciente la via Guglielmo Marconi:

QUI
A DÌ XXI DI OTTOBRE MDCCCLX
IL POPOLO DI POZZUOLI
CHIAMANDO UNANIMAMENTE
VITTORIO EMANUELE
PRIMO RE D'ITALIA
CONSACRO' PER LA SUA PARTE
L'UNITA' E LA LIBERTA'
DELLA PATRIA
IL COMUNE
NE DEDICO' LA MEMORIA
MDCCCLXXVIII

Seriamente danneggiata dal bradisismo del 1983, la chiesa è stata oggetto di importanti e molto discutibile opere di restauro.

Pag. 65

Chiesa dell'Assunta a mare.

"Il tempo della fondazione rimonta ai principi del secolo decimosettimo, e si deduce da ciò, che essa nel 1601 non venne compresa tra le chiese e le cappelle della diocesi, nella visita pastorale di Monsignor Vairo; mentre nel 1637, sotto il vescovo De Leòn, riceveva la imposizione del cattedratico per la sua edificazione. E' dedicata a S. Maria della Purificazione e nei primi tempi era servita da una confraternita laicale; ma, non potendo questa in tutte le stagioni compiere gli uffici divini, imperocchè i marosi in tempo d'inverno ne impedivan l'accesso, venne abbandonata e sostituita da nuova chiesa in luogo più alto non soggetto a vicende marine, colà dove presentemente sorge la chiesa dell'Angelo o Purificazione. Ciò avvenne nel 1701, rilevandosi dall'istromento per notaio Vincenzo Costantino del 27 febbraio di detto anno che il Municipio d'allora donava alla Confraternita della Purificazione un pezzo di terra demaniale in suburbio nel luogo chiamato via nova, per farvi una chiesa, stante che il mare avea danneggiato e quasi distrutto quella sul lido. All'antica chiesuola rimase lo stesso titolo della Purificazione, ma per distinguerla dalla nuova la si diceva, come lo si dice oggidì nella bocca del popolo, a Mprofecata a mare. (Nel nostro dialetto Mprofecata equivalente a Purificata, e quindi si toglie per nome proprio più comunemente si accorcia dell'ultima sillaba e diventa Mprofeca).
Cessato il culto da parte della Confraternita fu ripreso con fervore da' marinai pescatori, i quali, per la conservazione di questa cappelle, che han sempre tenuto per santuario e riguardato come stella del loro mare, concorrono mettendo da banda porzione di lucro della pesca; ed in compenso della lor devozione, allorché quei nostri cento battellini pescherecci partono per Corsica, Sardegna, pel littorale toscano, la campanella della Purificazione li accompagna con ritocchi a festa, come se augurasse buona preda e li benedicesse nel loro viaggio; similmente, al ritorno, non prima ne spunta uno a Capo di Miseno, la campanella dà il lieto annunzio alle famiglie, ed è la prima che dice il benvenuto ai reduci i quali ricambiano il saluto a colpi di moschetto apparecchiandosi nello scentere a terra a rassegnarsi a tutti gli eventi della sorte verificati durante l'assenza di dieci mesi dalla casa, a piaceri e dolori, a fedeltà ed oblio, a nascite e morti.
La piccola chiesa, di cui parliamo, non è proprio quella che vedesi oggi, la quale è costruita di recente e finisce nel punto in cui cominciava l'antica. Già la fabbrica, ròsa dai flutti, non si trovava nelle migliori condizioni del mondo, e nella state si cercava di ripararla alla meglio, ma sempre con opere leggiere che alla prima marèa eran portate via, quando il terribile maremoto del 4 dicembre 1872 l'inghiottì in un baleno. Enormi cavalloni, spinti da un violento libeccio, frangendosi rincontro al muro sinistro dell'edificio, irruppero pe' finestroni e sbarrarono la porta; a quella scossa la volta si fende e cade, un'altra ondata travolge le mura, in pochi minuti i flutti s'incalzavano liberi sopra un'area piana, altèri della vittoria. Memorabile giornata, in cui molte navi andarono a secco, alquante case sul lido rovinarono, la darsena appena costruita fu distrutta, coi più sforzi perché non si deplorassero vittime e naufraghi." (De Fraja 1886, p. 2).

Bibliografia

Vincenzo Cafaro – Abbascio o’ mare, Napoli, Edizione Conte, 1943

Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli…. in pillole. Edizione D. Conte, Pozzuoli 1959

Raimondo Annecchino – Storia di Pozzuoli e della zona Flegrea. Pozzuoli, 1960.

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli. Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964.

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli. Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli.
                                                                         
Pozzuoli, 1974.

Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976.

AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

 

Particolare dal disegno del G. Ricciardelli, Napoli 1768.

 

Disegno di Achille Vianelli, Napoli 1830

 

Foto 1: veduta da Sud - Est

Compagnone Gennaro, Enrico Erra - gennaio 1983

 

Foto 2: facciata

Compagnone Gennaro, Enrico Erra - gennaio 1983

 

Foto 3: interno

Compagnone Gennaro, Enrico Erra - gennaio 1983

 

Foto 4: interno

Compagnone Gennaro, Enrico Erra - gennaio 1983

 

Foto 5: cripta, lato sud.

Compagnone Gennaro, Enrico Erra - gennaio 1983

 

Foto 6: cripta, lato nord.

Compagnone Gennaro, Enrico Erra - gennaio 1983

 

Foto 7: veduta della chiesa da Nord - Est, la foto mostra i lavori di restauro in corso riguardanti la parte strutturale e la copertura.

Adinolfi Aldo - marzo 1984

 

Foto 8: veduta laterale, da Sud - Ovest, della chiesa sottoposta a lavori di somma urgenza a seguito degli eventi sismici in corso (v. foto7).

Adinolfi Aldo - marzo 1984

 

Foto 9: veduta della chiesa da via Marconi dopo i lavori di consolidamento operati a seguito degli eventi sismici 1984 - 1985.

Adinolfi Aldo - agosto 1984

 

 

(8) Visitatio Episcoporum – Mons. De Vivo – pag.15 – Curia di Pozzuoli.

(9) La cessione dell’area fu fatta con istrumento per Notaio Vincenzo Costantino del 27 febbraio 1701
        – Vedi Cartella citata.

(1) Le Vite de’ Re di Napoli di Bastian Bracardi napoletano  chiamato Domenico Lalli – in Venezia, 1738 appresso
         Francesco Pitteri – Vita di Ladislao – pag.221 – Per la vita di questo monarca che ebbe virtù e vizi non comuni si
         puòconsultare anche: Mémoires ecc. sur le rovaume de Naples par M. le comte G. Orloff publié avec des notes et additions
         par Amaury Duval – Paris – chez Chasseriau 1819 Tome premier – Ladislas – pag. 209 e 386.