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Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali
M. N., Pozzuoli, gennaio 1983 Collegamento con Beni artistici Vincenzo Cafaro – Abbascio o’ mare, Napoli, Edizione Conte, 1943 Pag. 14 – 16 … Ma se la chiesa di S. Barbara fu
assorbita dalla Nostra, lo stesso non può dirsi di un’altra che sorse
da essa. ….. Pag. 17 – 18 .…. Terminata la chiesetta, ricominciarono le liti con più acredine. I confratelli della Purificazione accampavano diritti di patronato e di proprietà perché si era edificata su suolo di loro proprietà e per l’esistenza dell’immagine della Purificazione, i marinai obbiettavano l’abbandono e la noncuranza di essi e solo ora il ricordo della chiesa, quando essa era stata riedificata. Si sperpero danaro dall’una parte e le cose si protraevano all’infinito, quando si venne ad una transazione dinanzi all’Ordinario Mons. De Vivo firmato con atto pubblico pel notaio Giovannangelo Oriani nel dì 12 agosto 1876. Con questa si stabiliva che tutte e due le chiese erano indipendenti, e che solo a ricordo del passato nella festa del 2 febbraio una rappresentanza di marinai si portava alla chiesa nuova sedendo in apposito stallo e ricevendo tutti gli onori dovuti, e nella festa del 15 agosto similmente avrebbe fatto la banca della Congrega nella chiesa a mare. E qui una questione elegante dovevano tutti indossare il tosone della Purificazione, oppure ognuno il tosone della propria chiesa? …. Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli…. in pillole. Edizione D. Conte, Pozzuoli 1959 Pag. 58, 59 CHIESA DELLA PURIFICAZIONE Fu eretta nel 1702 su suolo donato dal Comune il 27
febbraio 1701 alla Confraternita della Purificazione. Restaurata nel
1743, rifatta a spese di Giuseppe Assante nel 1892. A destra entrando:
A sinistra entrando:
Nella volta sono affrescati i misteri più importanti
della vita della Madonna: Immacolata Concepimento, Assunzione e
Incoronazione in cielo. Il coro ligneo dei Confratelli è del 1757. Raimondo Annecchino – Storia di Pozzuoli e della zona flegrea. Pozzuoli, 1960. … Pag. 329 La chiesa della Purificazione fu eretta nel 1702 ad opera dei confratelli della chiesetta della Purificazione a mare su suolo amaenissimo maris conspectu loro concesso dalla città di Pozzuoli, con atto del 27 febbraio 1701 del notaio Vincenzo Costantino, fu messa in piena efficienza ed arricchita anche di svariate suppellettili sacre parecchi anni dopo, cioè nel 1743. I confratelli accudivano ad entrambe le chiese, e si riunivano nei mesi invernali nella nuova chiesa e nei mesi estivi nella chiesa a mare, dove celebravano con grande solennità la festa dell’Assunta che ricorre il 15 agosto. Tra i confratelli della nuova chiesa ed i marinai della vecchia chiesetta sorsero dissidi occasionali soprattutto dall’esercizio della questua, dissidi che neppure l’intervento del Vescovo riuscì a comporre. Dopo una sosta di pendente dalla distruzione della chiesa a mare, travolta dalle onde nel maremoto del 4 dicembre 1872, non appena questa fu ricostruita, i litigi ricominciarono con maggiore asprezza tra i confratelli della chiesa della Purificazione che sostenevano il loro diritto di patronato e di proprietà sulla chiesetta a mare, perché edificata su suolo di loro proprietà e per l’esistenza della immagine della Purificazione, ed i marinai che opponevano a questa pretese l’estinzione dei diritti dei confratelli per l’abbandono e la noncuranza in cui avevano lasciato la chiesa. La controversia ebbe termine mercé l’intervento del vescovo De Vivo con transazione rogata dal notaio Giovannangelo Oriani il 12 agosto 1876. Si stabilì che le due chiesette dovevano essere indipendenti, ed a ricordo del passato si stabilì che una rappresentanza della chiesetta a mare avrebbe partecipato ai apposito stallo alla festa del 2 febbraio nella chiesa, e che i dirigenti della confraternita di questa avrebbero fatto lo stesso nella chiesa a marealla festa del 15 agosto. … Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli. Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964. Pagg. 66, 67 PURIFICAZIONE Eretta nel 1702 dalla confraternita detta "Purificazione" e dedicata alla Madonna sotto questo titolo. Nel 1743 dallo stesso pio sodalizio fu restaurata ed abbellita. In questa chiesa il 21 ottobre 1860 il popolo di Pozzuoli accorse numeroso per votare il plebiscito che acclamava Vittorio Emanuele II primo re d’Italia. Sotto la chiesa si ammira la sepoltura più vasta ed originale delle chiese puteolane. È’ a tre navate con decorazioni a stucco intercalate da resti umani. Accede ad essa dalla sagrestia. Facciata: Preceduta da un sagrato pensile di gusto spagnolo, appare semplice e lineare. Interno: Ad una navata coperta fino al primo arco trionfale da una volta a botte unghiata e dal primo al secondo da una volta a vela. Sotto le volte, in medaglioni, affreschi raffiguranti l’Immacolata Concezione, l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine Maria. Sull’ingresso, cantoria con finestrone ed affresco avente per soggetto l’Assunzione della Madonna. Il coro ligneo dei confratelli fu eseguito nel 1757. Nel presbiterio, delimitato da coppie di colonne ioniche, ricordano quelle della chiesa del Purgatorio, trova posto l’altare maggiore e l’ingresso alla sagrestia. Il presbiterio è coperto da una rozza cupola. Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli.
Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli. Notizie storico – critiche: Eretta nel 1702 dalla confraternita della Purificazione e dedicata alla Madonna sotto questo titolo, fu restaurata ed abbellita nel 1743 dallo stesso pio sodalizio. In questa chiesa il 21 ottobre 1860 il popolo di Pozzuoli acclamò plebiscitariamente Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Una lapide all’esterno del tempio, lato destro uscendo dal sagrato, ricorda l’avvenimento. Sotto la chiesa si ammira la sepoltura più vasta ed originale delle chiese puteolane. E’ a tre navate con decorazioni a stucco intramezzate da resti umani. Ad essa si accede dalla sacrestia. Descrizione: La facciata, preceduta da un sagrato pensile, appare semplice e lineare. L’interno è ad una navata coperta fino al primo arco trionfale da una volta a botte unghiata e dal primo al secondo da una volta a vela. Sotto le volte, in medaglioni, affreschi molto ritoccati, raffiguranti l’Immacolata Concezione, l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine Maria. Sull’ingresso, cantoria con finestrone ed affresco avente per soggetto l’Annunciazione della Madonna. Nel presbiterio, delimitato da coppie di colonne ioniche, trova posto l’altare maggiore e l’ingresso alla sacrestia. Il presbiterio è coperto da una rozza cupola a pianta ellissoidale. Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976. Pag. 50 Chiesa della Purificazione – Via Guglielmo Marconi Eretta nel 1702 dalla confraternita della
Purificazione della Beata Maria Vergine e dedicata alla Madonna sotto
questo titolo, fu restaurata ed abbellita nel 1743. AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986 Pagg. 119, 120 Purificazione Cenni storici Costruita nel 1702 dalla confraternita della
purificazione della vergine Maria e dedicata alla Madonna sotto questo
titolo, fu dal predetto sodalizio restaurata ed abbellita nel 1743. Descrizione La facciata, preceduta da un sagrato pensile di gusto
spagnoleggiante, appare semplice e lineare. Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987. Pag. 56 Via Guglielmo Marconi, chiesa della Purificazione "La chiesa della Purificazione fu edificata nel 1702 ad opera dei confratelli della chiesatta della Purificazione a mare sul suolo amaenissimo maris conspectu loro concesso dalla città di Pozzuoli, con atto del 27 febbraio 1701 del notaio Vincenzo Costantino; fu messa in piena efficienza ed arricchita anche di svariate suppellettili sacre parecchi anni dopo, cioè nel 1743. I confratelli accudivano ad entrambe chiese, e si riunivano nei mesi invernali nella nuova chiesa e nei mesi estivi nella chiesa a mare, dove celebravano con grande solennità la festa dell'Assunta che ricorre il 15 agosto. Tra i confratelli della nuova chiesa e i marinai della vecchia chiesetta sorsero dissidi occasionati soprattutto dall'esercizio della questua, dissidi che neppure l'intervento del Vescovo riuscì a comporre. Dopo una sosta dipendente dalla distruzione della chiesetta a mare, travolta dalle onde del maremoto del 4 dicembre 1872, non appena questa fu ricostruita, i litigi ricominciarono con maggiore asprezza tra i confratelli della chiesa della Purificazione che sostenevano il loro diritto di patronato e di proprietà sulla chiesetta a mare, perché edificata su suolo di loro proprietà e per l'esistenza dell'immagine della Purificazione, ed i marinai che opponevano a queste pretese l'estinzione dei diritti dei confratelli per l'abbandono e la noncuranza in cui avevano lasciato la chiesa. La controversia ebbe termine mercé l'intervento del vescovo De Vivo con la transazione rogata dal notaio Giovannangelo Oriani il 12 agosto 1876. Si stabilì che le due chiese dovevano essere indipendenti, ed a ricordo del passato si stabilì che una rappresentanza della chiesetta a mare avrebbe partecipato in apposito stallo alla festa del 2 febbraio nella chiesa, e che i dirigenti della confraternita di questa avrebbero fatto lo stesso nella chiesa a mare alla festa del 15 agosto." (Annecchino 1960, pp. 329-330). La chiesa, denominata dal volgo "dell'Agnolo" per l'esistenza di due statue lignee policrome (secolo XVIII) raffigurante l'Angelo Custode e l'Arcangelo Michele, sovrasta una interessante cripta con decorazione a stucco, intercalate da resti umani. In questa chiesa, il 21 ottobre 1860, si svolse il plebiscito per l'adesione al Regno d'Italia. L'Amministrazione civica, a ricordo dell'avvenimento, pose, nel 1878, questa lapide marmorea sulle parete esterna della chiesa, prospiciente la via Guglielmo Marconi: QUI Seriamente danneggiata dal bradisismo del 1983, la chiesa è stata oggetto di importanti e molto discutibile opere di restauro. Pag. 65 Chiesa dell'Assunta a mare. "Il tempo della fondazione rimonta ai principi
del secolo decimosettimo, e si deduce da ciò, che essa nel 1601 non
venne compresa tra le chiese e le cappelle della diocesi, nella visita
pastorale di Monsignor Vairo; mentre nel 1637, sotto il vescovo De Leòn,
riceveva la imposizione del cattedratico per la sua edificazione. E'
dedicata a S. Maria della Purificazione e nei primi tempi era servita da
una confraternita laicale; ma, non potendo questa in tutte le stagioni
compiere gli uffici divini, imperocchè i marosi in tempo d'inverno ne
impedivan l'accesso, venne abbandonata e sostituita da nuova chiesa in
luogo più alto non soggetto a vicende marine, colà dove presentemente
sorge la chiesa dell'Angelo o Purificazione. Ciò avvenne
nel 1701, rilevandosi dall'istromento per notaio Vincenzo Costantino del
27 febbraio di detto anno che il Municipio d'allora donava alla
Confraternita della Purificazione un pezzo di terra demaniale in suburbio
nel luogo chiamato via nova, per farvi una chiesa, stante che il
mare avea danneggiato e quasi distrutto quella sul lido. All'antica
chiesuola rimase lo stesso titolo della Purificazione, ma per
distinguerla dalla nuova la si diceva, come lo si dice oggidì nella
bocca del popolo, a Mprofecata a mare. (Nel nostro dialetto Mprofecata
equivalente a Purificata, e quindi si toglie per nome proprio più
comunemente si accorcia dell'ultima sillaba e diventa Mprofeca). Bibliografia Vincenzo Cafaro – Abbascio o’ mare, Napoli, Edizione Conte, 1943 Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli…. in pillole. Edizione D. Conte, Pozzuoli 1959 Raimondo Annecchino – Storia di Pozzuoli e della zona Flegrea. Pozzuoli, 1960. Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli. Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964. Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli.
Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli. Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976. AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986 Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.
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Francesco Pitteri – Vita di Ladislao – pag.221 – Per la vita di questo monarca che ebbe virtù e vizi non comuni si puòconsultare anche: Mémoires ecc. sur le rovaume de Naples par M. le comte G. Orloff publié avec des notes et additions par Amaury Duval – Paris – chez Chasseriau 1819 Tome premier – Ladislas – pag. 209 e 386. |