Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali

Oggetto : Chiesa di Gesù e Maria, detta di San Vincenzo 
Ubicazione : Via Giacomo Matteotti
Diocesi : Pozzuoli
Parrocchia : San Vincenzo Ferrer
Proprietà : Curia Vescovile di Pozzuoli
Dati catastali : Foglio 76 particella I
Autore : Ignoto
Epoca : Prima metà Secolo XVI
Vincoli : Per il convento annesso alla chiesa vincolo ai sensi L. 1089 

M. N., Pozzuoli gennaio 1983

Collegamento con Beni artistici

Chiesa di San Vincenzo Ferrer

Nella parte bassa, orientale, di Pozzuoli, al lato destro della strada che, dalla Porta Grande, conduceva a Napoli, sorgeva nei primi anni del ‘500 una chiesa detta di San Leonardo della chiaia maggiore. Unito alla chiesa vi era un pezzo di terra di proprietà di Luigi della Torre, che con un atto del 29 aprile 1515, donò il tutto ai Domenicani di San Pietro martire di Napoli. Su questo terreno i Domenicani eressero, nello stesso anno, un convento a cui fu dato il titolo di Gesù e Maria, nome assunto anche dalla chiesa, anche se per molto ancora rimase la devozione per san Leonardo.
Circa la fondazione di questa chiesa, non si hanno notizie, ma è probabile che sia stata edificata tra la fine del ‘400 e i primi decenni del ‘500. Bisogna tenere presente che nel XIV secolo, per effetto del bradisismo discendente, il mare lambiva la rocca di Pozzuoli (Rione Terra) e, solo verso la fine del XV secolo per l’inversione del fenomeno la terra riemergerà dal mare.
Il culto a San Leonardo si diffuse in Italia meridionale con la venuta degli Angioini. Per alcuni miracolosi interventi questo monaco eremita francese, finì per essere considerato il protettore delle partorienti, degli schiavi e dei prigionieri di guerra. Questi suoi poteri spiegano, forse, il perché la chiesa si trovasse in quel luogo; il Santo avrebbe dovuto proteggere la città dalle minacce provenienti dal mare e, in modo particolare dalle incursioni dei Saraceni.

Quello di Gesù e Maria è tuttora il titolo di questa chiesa, anche se è da tutti conosciuta come di San Vincenzo.

Nel 1847, infatti, il rettore, canonico Isidoro Di Costanzo, introdusse il culto per san Vincenzo Ferrer.

Nel 1852, probabilmente, lo stesso canonico fece realizzare un trittico maiolicato, ancora visibile, sulla parete esterna della chiesa e che raffigura, al centro una Crocifissione, l'apoteosi di san Vincenzo Ferrer su una veduta di Pozzuoli a destra, e a sinistra la Madonna del Rosario.

Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli… in pillole. Pozzuoli, Ed. Conte, 1959

Pag. 55

CHIESA DI S. VINCENZO FERRERI
(Via Giacomo Matteotti)

Già eretta nel 1580 col titolo di Gesù e Maria, mutato poi in quello di S. Vincenzo Ferreri, per opera dei Padri Domenicani (officiarono la Chiesa sino al 1806) e per lo zelo del Rettore Can. Isidoro Di Costanzo che nel 1848 introdusse ufficialmente e solennemente il culto al Santo. È l’unica Chiesa, dopo San Raffaele, che conserva quasi intatte le originarie linee del restauro barocco. Oltre all’altare maggiore, sormontato da un discreto quadro di un ignoto del ‘700, raffigurante la Vergine col Bambino S. Vincenzo Ferreri e S. Vito, e quello in fondo a sinistra con la bellissima tela rappresentante la Vergine del Rosario (ignoto del sec. XVII), si, ammirano nelle quattro cappelle laterali, dei magnifici pavimenti in maiolica e dei graziosi altari policromi del tardo ‘700. Nella prima Cappella a sinistra di chi entra, c’è un bel dipinto su legno di Giacinto Diano, raffigurante la vocazione di S. Pietro.

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli: Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964

Pag.60 – 61

S. VINCENZO

Fu eretta nella prima metà del ‘500 col titolo di Gesù e Maria ed affidata con l’annesso convento ai Frati Domenicani che l’officiarono fino al 1806, anno della loro soppressione. Nella seconda metà del ‘700 fu ampliata ed arricchita di pregevoli altari marmorei e pavimenti maiolicati. Il culto a San Vincenzo Ferreri, introdotto nel 1847 dal Rettore della Chiesa Can. Isidoro Di Costanzo, ha sostituito il titolo originario della Chiesa.

Facciata

Nella sua semplicità non presenta caratteri artistici importanti.

Interno

La pianta è a croce latina con cappelle laterali costruite nella seconda metà del ‘700. La navata centrale è coperta da una volta a botte, decorata con motivi geometrici a stucco. Sull’ingresso, un grande arco a sesto ribassato, con cassettoni esagonali, sorregge la cantoria. La chiave dell’arco delle cappelle è ornata con cartigli in stucco di ispirazione barocca. Degna di rilievo è la decorazione della cupola centrale.

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli: Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli.
                                                                         
Pozzuoli, 1964.

Notizie storico – critico:

Fu eretta nella prima metà del ‘500 col titolo di Gesù e Maria ed affidata con l’annesso convento ai Padri Domenicani che l’officiarono fino al 1806, anno della loro soppressione nel Regno di Napoli. Nella seconda metà del ‘700 fu ampliata con cappelle, arricchita di decorazioni a stucco, di pregevoli altari marmorei e di pavimenti maiolicati. Il culto a S. Vincenzo Ferreri, promosso dai Padri Domenicani, sostituì il titolo originario della chiesa.

Descrizione:

L’esterno, eccetto un trittico maiolicato del secolo XVII sul lato destro, non presenta nessun carattere architettonico degno di rilievo. La pianta è a croce latina con cappelle laterali costruite nella seconda metà del ‘700. La navata è coperta da una volta a botte, decorata con motivi geometrici a stucco. Sull’ingresso un grande arco a sesto ribassato con cassettoni esagonali, sorregge la cantoria. La chiave dell’arco delle cappelle è ornata con cartigli in stucco di ispirazione barocca. Degne di rilievo sono le decorazioni a stucco della cupola centrale e di quella della seconda cappella a destra.

Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976

Pag. 47

Chiesa di Gesù e Maria, detta di San Vincenzo.
Via Matteotti

Costruita con l’annesso convento nella metà del ‘500, fu affidata ai Padri Domenicani che l’officiarono fino al 7 agosto 1809, data della loro soppressione nel Regno di Napoli.
Nella seconda metà del ‘700 fu rimaneggiata nelle sue linee architettoniche ed arricchita di pregevoli altari marmorei.

AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986

Pag. 111

San Vincenzo Ferrer

Cenni storici

Fu eretta con l’attiguo convento dei frati domenicani nella prima metà del ‘500 e dedicata a Gesù e Maria.
Nella seconda metà del ‘700 fu ampliata con cappelle, arricchita di pregevoli altari marmorei, di pavimenti maiolicati e di decorazione a stucco.
Dopo la soppressione di frati domenicani, decretata nel 1809 dal re di Napoli Gioacchino Murat, la cura della chiesa passò al clero diocesano.
Il culto a san Vincenzo Ferrer, introdotto nel 1847 dal rettore della chiesa canonico Isidoro Di Costanzo, ha fatto si che essa venisse denominata dai fedeli san Vincenzo.
È chiesa parrocchiale dal 5 agosto 1949.

Descrizione

L’esterno, eccetto un trittico maiolicato del 1852 sul lato destro, non presenta nessun carattere architettonico e artistico degno di rilievo.
La pianta è a croce latina con cappelle laterali costruite nella seconda metà del ‘700.
La navata è coperta da una volta a botte, decorata con motivi geometrici a stucco.
Sull’ingresso una grande volta a sesto ribassato con cassettoni esagonali, sorregge la cantoria.
La chiave dell’arco delle cappelle è ornata con cartigli in stucco di ispirazione barocca.
Molto belle sono le decorazioni a stucco della cupola centrale e di quelle della seconda cappella a destra.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

Pag. 51

Corso Matteotti, chiesa di San Vincenzo

La chiesa con annesso convento, fu eretta all'inizio del secolo XVI col titolo di Gesù e Maria ed era officiata dai frati Domenicani di San Pietro Martire in Napoli (Lopez 1986 e 1987). Nel 1584 fu istituita in essa una congrega laicale detta del SS. Rosario (Lopez 1986).
I Domenicani, oltre la pratica religiosa, svolgevano anche attività ricettiva per i bisognosi di cure termali; infatti, tre "camerini" e un'abitazione erano destinati a tale funzione.
Ampliata e quasi rifatta nella seconda metà del secolo XVIII, la chiesa fu dotata di pregevoli altari policromi e pavimenti maiolicati.
Soppresso l'Ordine dei Domenicani nel regno di Napoli (1809), il convento fu ceduto al Comune di Pozzuoli e la chiesa passò tra i beni della Mensa vescovile. Nel 1847, il rettore, canonico Isidoro di Costanzo, introdusse il culto di San Vincenzo Ferrer (oggi la chiesa è meglio conosciuta col nome del Santo domenicano spagnolo).
Sulla parete esterna della chiesa, lungo il corso Matteotti, è ubicato un bellissimo trittico maiolicato (1852) raffigurante la Madonna del Rosario, la Crocifissione e l'apoteosi di San Vincenzo Ferrer, sotto la quale si intravede uno scorcio, alquanto fantastico ed elementare, del centro antico di Pozzuoli.
Per effetto del bradisismo (1983), la chiesa è stata chiusa al culto e sottoposta a radicali interventi di ripristino statico e di restauro.

Pag. 139

Pozzuoli. Litografia di Vianelli 1830. Disegno di Achille Vianelli, litografia Domenico Cuciniello e Lorenzo Bianchi.

 

La veduta è stata riprodotta dall'attuale corso Umberto I (via Regia, ampliata nel 1568 dal viceré don Pedro Afan de Rivera duca d'Alcalà). Sull'estrema sinistra il grande convento-ospizio stagionale dei frati Minori Cappuccini di San Gennaro alla Solfatara, seguito da alcune case dislocate su corso Matteotti con il convento dei Domenicani (San Vincenzo).
Sul rione Terra sono visibili la strada di accesso col

palazzo Migliaresi e la mole della cattedrale. A destra dell'ingresso al rione, la chiesa del Purgatorio, il palazzo Maglione e la chiesa della Purificazione o dell'Angelo.

Dal capitolo su ospizio dei Cappuccini di San Gennaro.

Con i contributi concessi dai comuni di Napoli e di Pozzuoli e con le offerte dei fedeli, si dette inizio all'opera il 1° agosto del 1676. La costruzione, anche se osteggiata dai vicini Domenicani di Gesù Maria (San Vincenzo), i quali temevano che la cappella dell'erigendo ospizio dei frati Cappuccini avesse inciso sull'affluenza dei fedeli alla loro chiesa, fu completata in pochi anni e nel 1690 era già pienamente funzionante.

Bibliografia

Angelo D’Ambrosio – Storia di Pozzuoli… in pillole. Pozzuoli, Ed. Conte, 1959

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli: Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964

Angelo D’Ambrosio – Raffaele Giamminelli: Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli.
                                                                         
Pozzuoli, 1964.

Angelo D’Ambrosio – Storia della mia terra. Pozzuoli, 1976

AA. VV. (Angelo D’Ambrosio) – Guida di Pozzuoli. Napoli, 1986

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

 

 

Particolare dal disegno del G. Ricciardelli, Napoli 1768.

 

Disegno di Achille Vianelli, Napoli 1830

 

Foto tratta dall’Archivio Fratelli Alinari (coll. Brogi), n. 5721. Prima del 1878.

Raccolta di cartoline inerenti alla zona

Due cartoline a cavallo tra l’800 ed il ‘900

 

Cartolina tra gli anni 1930 - 1945

 

Foto 1: veduta dall’alto.

Adinolfi Aldo, gennaio 1983.

 

Foto 2: facciata.

Adinolfi Aldo, gennaio 1983.

 

Foto 3: interno.

Adinolfi Aldo, gennaio 1983.

 

Foto 4: danni interni riportati dalla struttura dopo l’evento sismico
del  4. 10. 83.

Adinolfi Aldo, dicembre 1984.

 

Foto 5: danni riportati dalla struttura dopo l’evento sismico del 4. 10. 83; il campanile è stato successivamente abbattuto.

Adinolfi Aldo, dicembre 1984.

 

Foto 6: veduta della parete ovest nel corso del lavoro di consolidamento, da notare l’abbattimento del muro perimetrale posto nella parte alta delle pareti.

Adinolfi Aldo, aprile 1984.

 

Foto 7: veduta della parete nord durante il corso dei lavori di consolidamento.

Adinolfi Aldo, aprile 1984.

 

Foto 8: parete ovest; a sinistra la chiesa sottoposta ai lavori di consolidamento, a destra la parete pertinente al convento ancora leggibile nei particolari della pianta.

Adinolfi Aldo, aprile 1984.

 

Foto 9: veduta dall’alto, dopo i lavori di consolidamento e restauro effettuati a seguito dei danni riportati dalla struttura per gli eventi sismici 1983 - 1984.

Adinolfi Aldo, agosto 1984.