Catalogo dei Beni Architettonici e Monumentali

Oggetto : Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Ubicazione : Corso Vittorio Emanuele 
Diocesi : Pozzuoli
Parrocchia : Santa Maria delle Grazie
Proprietà : Comune di Pozzuoli
Dati catastali : Foglio 76 particella C
Autore : Architetto Achille Catalano                             
Epoca : 1860                            
Vincoli :  

M. N., Pozzuoli settembre 1982

Collegamento con Beni artistici

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Nel corso del medio evo l'estensione della città di Pozzuoli, era compresa nei limiti dell'attuale rione Terra. Durante il regno angioino la città comincia ad espandersi al di fuori di questi angusti confini; sorsero così degli edifici, prima addossati al costone dell’Acropoli e poi via via più lontani.
Fino al XV secolo l'area, dove attualmente sorge la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ancora non esisteva, in quanto, per effetto del bradisismo discendente, era completamente sommersa dal mare. Verso la fine del XV secolo si registrano i primi segnali di quel bradisismo ascendente che nel 1538 culminò con l'eruzione del Monte Nuovo. La città fu più volte scossa da violenti terremoti ed agli inizi del XVI secolo un'ampia fascia di costa, dal rione Terra al tempio di Serapide ed oltre, emerse pian piano dalle acque. I puteolani chiesero al re Ferdinando II il Cattolico (1452-1516) il permesso di poter utilizzare questa superficie di terra che il mare lasciava allo scoperto. Il sovrano aragonese, il 23 maggio 1511, accolse l'istanza dei puteolani, i quali poterono così edificare nuove abitazioni.
In questo spazio lasciato dal mare sorse anche una chiesa, appunto quella che oggi è conosciuta come Santa Maria delle Grazie.
Quando fu edificata, agli inizi del XVI secolo venne dedicata alla visita della vergine Maria ad Elisabetta.
L'edificio, in posizione molto vicina al mare, si apriva verso quell'ampio spazio che diventerà la Piazza Maggiore di Pozzuoli.
La chiesa, di dimensioni molto più piccole di quelle attuali, nacque, probabilmente, per sostituire altre due del rione Terra, Sant'Agnese e Sant'Agata, che furono soppresse, forse, perché danneggiate dai continui terremoti di quegli anni.
Fu elevata a parrocchia col titolo di Santa Maria delle Grazie, il 15 novembre 1624, con decreto del vescovo Lorenzo Mongiò (1617-1630), quando quella da cui dipendeva, Santa Maria ad Portam, venne soppressa dallo stesso Vescovo.
La più antica parrocchia della diocesi di Pozzuoli aveva competenza su un vastissimo territorio, che oltre alla nostra città, comprendeva anche Bacoli, Miseno, Monte di Procida, Licola, Agnano o Bagnoli. Con la creazione di parrocchie in queste zone e di altre in Pozzuoli, l'area di competenza di Santa Maria delle Grazie nel tempo si è ormai ridotta solo ad una parte del centro della città.
Verso la fine del '500, ad opera di una Confraternita di laici, fu costruito un ospedale per l'assistenza dei malati che venivano a curarsi alle terme flegree. L'edificio era addossato alla parete nord della chiesa, e da questa prese anche il nome. Questo ospedale prese il posto di quello di Santa Marta, presso il quadrivio dell'Annunziata, chiuso dopo pochi anni perché già insufficiente.
La Confraternita amministrò sia l'ospedale che la chiesa fino agli inizi dell'800, quando fu sostituita dalla Commissione di Beneficenza.
Nel settecento il bradisismo cominciò una fase discendente i cui effetti si fecero subito sentire nella parte bassa della città, che era spesso allagata, tanto che si dovevano usare le barche per attraversare la Piazza Maggiore.
Nel 1825, a spese del vescovo Carlo Maria Rosini (1797-1836), del Municipio di Pozzuoli e della Commissione di Beneficenza, furono eseguiti alcuni restauri, che però non sortirono alcun effetto, in quanto la chiesa continuava ad allagarsi e col tempo l’umidità e la corrosione della salsedine marina ne avevano compromesso le strutture. Una lapide posta sulla contraffacciate della chiesa, a destra dell'ingresso, ricorda questi lavori.

TEMPLVM HOC
ALMAE VIRAGINI ELISABETHAM CONVENIENTI NVNCVPATVM
E PERVETVSTO DAMIANAE GENTIS PATRONATV
IN REGIAE ESTAVRITAE IVRA DELATVM
LAICAE QVE CONFRATERNITATI COMMISSVM
SAECVLO XVII INEVNTE ET LEONARDO VAIRO EPIS. IVBENTE
PAROECIA S. MARIAE DE PORTA IN SE RECEPTA
TVM PER ANTISTITES TVM BENEFICENTIAE PVTEOL. CVRATORES
PARTITIS IVRIBVS DIV ADMINISTRATVM
MAIORVM INCVRIA TEMPORIS EDACITATE SQUALIDVM
SVBSILIENTIBVS MARINIS VNDIS CORROSVM
CAROLVS MAR. ROSINIVS EPIS. PVTEOL
SVBLATO PAVIMENTO NOVO TECTORIO INDVCTO
MVNIC. PVTEOL. MAGNA EX PARTE SVMTIBVS
REFICIVNDVM CVRAVIT
SOLEMNIQUE BENEDICTIONIS TIRV DEDICAVIT KAL. IVL. MDCCCXXV

Nel 1858 il vescovo Raffaele Purpo (1843-1876) la chiuse al culto, in quanto l’edificio risultava allagata da circa un metro d'acqua.
Il Municipio di Pozzuoli, proprietario dell'immobile, affidò all'architetto Achille Catalano i lavori di restauro, e questi, costatate le pessime condizioni statiche del fabbricato, giudicò più opportuno demolirlo e ricostruirlo dalle fondamenta.
Questa scelta non mancò di suscitare discussioni tra l'architetto e alcuni amministratori della città, in quanto, molti ritenevano più giusto ricostruire la chiesa in un luogo lontano dal mare e quindi più sicuro, altri proposero di edificare al posto della vecchia chiesa, dei magazzini, che dati in affitto potevano garantire nuove entrate al Municipio.
In tal senso il Decurionato approvò una deliberazione in cui si proponeva anche di sostituire l'architetto Catalano; ma l'allora sindaco Gennaro Punzo, non diede seguito alla deliberazione.
Pertanto la chiesa fu totalmente rifatta secondo i progetti del Catalano. Va ricordato, in particolare, che l'accesso alla chiesa venne assicurato da due ampie scalinate, in quanto il pavimento venne notevolmente rialzato rispetto al livello della strada. Questa ricostruzione è ricordata da un'iscrizione, posta sulla controfacciata a sinistra dell'ingresso.

QVOD TEMPLVM
CAROLVS M. ROSINIVS EP. PVTEOL. RESTAVRAVIT
QVA FABRORVM INSCITIA VEL PRAVITATE
MARIS QVA FLVCTVVM VI VEL ASPERCINE
ITA SQVALIDVM RVINOSUM CORRVPTUM FVIT
VT INTERDICERET RAPHAEL PVRPO EP. PVT. XXXIV POST ANNO
QVA RE PVTEOLANI MVNICIPI PROCERES
COMPLANARI CAMERATIONIBVS SVBSTRATIS DIPTERON SVRGERE
PILIS PARIETIBVS TECTORIO ALBARIO QVE OPERE CONVESTITIS
ALTARIBVS EXPOLITIS REFECTIS
TABVLIS FOEDITATE DETERSA AD PRISCVM NITOREM REVOCATIS
ODOEVM MARMOREIS COLVMNIS FVLCIRI
CVM PRISCIS PVTEOLANI SPLENDORIS MONVMENTIS COMPARANDVM
XL CIRCITER CENTVSSIVM MILLIA EXPENDI IVSSERVNT
OPVS TER QVINIS MENSIBVS ET INCHOATVM ET ABSOLVTVM
NE RES PVTEOLANORVM SACRA MORAS PATERETVR
IANVAR. PVNZO SYND. = ACHIL. CATALANO ARCHIT.

Alla fine dell'ottocento si ripresentò di nuovo il problema dell'acqua che invadeva il borgo di Pozzuoli. Questo fenomeno, conseguenza del bradisismo discendente, rendeva invivibile questa parte della città, tanto che Pozzuoli aveva, in Campania, il primato della mortalità per le malattie tubercolari.
Nel 1911 fu approvata dal Parlamento la legge per la bonifica della parte bassa di Pozzuoli (N. 311 del 13 aprile 1911) che prevedeva lavori di colmata delle strade, bonifica dei terreni e sistemazione delle fogne. Nel 1913 iniziarono i lavori di colmata, in seguito ai quali finirono con l'essere interrate anche le scale d'ingresso della chiesa.
Nel 1915 il parroco Antonio Poerio fece eseguire alcuni lavori di abbellimento, tra cui va ricordata la costruzione del pulpito marmoreo. Lo stesso parroco, nel 1923, nella navata destra fece aprire un vano e costruire una cappella intitolata al Sacro Cuore di Gesù.
Nel 1948 il parroco Michele Maddaluno fece eseguire degli ampliamenti, nel corso dei quali vennero create le absidi in fondo alle tre navate, fu decorato il soffitto e completato il pulpito marmoreo. Lo stesso parroco, nel 1964, fece rivestire con marmo le pareti e i pilastri della chiesa.
Altri lavori di consolidamento e restauro sono stati effettuati tra il 1973 e il 1975 e tra il 1983 e il 1984, per riparare i danni del bradisismo del '70, del terremoto del 1980 e del successivo bradisismo.
La facciata presenta delle linee e decorazioni molto semplici, spicca in essa una grande vetrata, posta nel 1958, che raffigura la Vergine che appare a Bernadette. La chiesa è affiancata sul lato sud da un alto campanile, sul lato di questo che guarda verso il largo Santa Maria delle Grazie vi è una meridiana, mentre dal lato della piazza Maggiore una piccola lapide posta sotto l'orologio, ammonisce sulla brevità del tempo e della vita umana.

ITQUE REDITQUE VIAM CONSTANS
QUAM SUSPICIS UMBRA
UMBRA FUGAX HOMINES
NON REDITURA SUMUS

L'interno ha perso l'originaria impostazione con la pianta a croce, per i continui rifacimenti e ampliamenti. Ha tre navate, ciascuna chiusa sul fondo da un'abside. La navata centrale coperta da una volta a botte, è decorata con motivi geometrici e floreali. Un arco trionfale con al centro lo stemma di Pozzuoli, separa la navata centrale dal presbiterio. Le navate laterali sono coperte a botte ribassata con piccole cupole ellissoidali.
A sinistra dell'ingresso, il primo altare che si incontra è quello dedicato a San Leonardo, costruito nel 1736. La statua del Santo, in legno policromato è del XIX secolo. Segue un secondo altare del 1737, in marmi policromi molto simile al precedente, ed è dedicato a San Paolo, la cui statua è del 1951
Nel transetto vi è l'altare dell'ultima cena, che è sovrastato da una tela attribuita al pittore puteolano Giacinto Diano (1731- 1803), che raffigura l'ultima cena di Gesù con i discepoli, dipinta nel 1760.
Questa navata è chiusa in fondo dalla cappella di San Biagio, è fatta costruire, con tutti gli arredi sacri, nel 1639 da una Confraternita di bottegai, macellai e fornai del Borgo. Dello stesso periodo è la statua del Santo di legno policromato. La cappella venne demolita e ampliata nel 1948.
L'altare maggiore come lo si vede oggi è quello che risulta dalla sistemazione secondo le norme liturgiche del Concilio Vaticano II. E' stato ricavato adattando vari pezzi del preesistente altare, e fu costruito nel corso dei lavori di restauro del 1973-1975. Due putti decoravano l'altare, uno è stato utilizzato come reggileggio, l'altro è stato rubato.
Il nuovo altare fu benedetto e consacrato dal vescovo Salvatore Sorrentino (1974-1993) il 18 ottobre 1975, e in esso sono state anche riposte delle reliquie di San Valentino martire. A ricordo dell'avvenimento, nell'altare, è stata murata una pergamena con la seguente dicitura:

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
POZZUOLI (NAPOLI)
A. D. 1975
18 OTTOBRE
PARROCO PIETRO MATARESE
IN OCCASIONE DELLA RIAPERTURA DELLA CHIESA,
DOPO I LAVORI DI RESTAURO STATICO,
SUA ECC. MONS. SALVATORE SORRENTINO
VESCOVO DI POZZUOLI
HA CONSACRATO QUESTO ALTARE,
RIPONENDO IN ESSO LE RELIQUIE DI S. VALENTINO MARTIRE

Questo intervento è stato molto discutibile avendo comportato l'inutile sacrificio del vecchio altare, che pur non essendo una eccezionale opera d'arte era comunque una testimonianza della vecchia chiesa e dell'artigianato che lo aveva prodotto.
Sulla parete di fondo dell'abside si trova un dipinto su tavola che raffigura la visita della vergine Maria ad Elisabetta.
Il quadro è datato al XVI secolo e faceva sicuramente parte dell'antico edificio di culto.
Al XVII secolo risale un crocifisso ligneo che una volta era sistemato a destra dell'entrata e dal 1975 posto a destra del nuovo altare. A sinistra vi è il battistero, del XIX secolo, costituito da una vasca in marmo con coperchio in bronzo.
Nell'abside destra, anche questa ampliata nel 1948, vi è la cappella dedicata a San Ciro e vi si trova una statua lignea del Santo, dell'800. A destra dell'ingresso si trova murata una iscrizione a ricordo dei lavori di restauro del 1948.

QUESTA CHIESA PARROCCHIALE
DEDICATA A MARIA SANTISSIMA DELLE GRAZIE
FU SOLENNEMENTE CONSACRATA
DA S. E. MONS. ALFONSO CASTALDO VESCOVO DI POZZUOLI
IL 1 LUGLIO 1939
A CURA E ZELO DEL REV.MO PARROCO
CAN. MICHELE MADDALUNO
IN SEGUITO
LO STESSO REVERENDISSIMO PARROCO
SPINTO DAL SUO AMORE FILIALE VERSO MARIA SS.
E VOLENDO RENDERE PIU' DECOROSA LA SUA
CHIESA PARROCCHIALE
L'AMPLIO' AGGIUNGENDOVI L'ABSIDE CENTRALE
CON LE DUE ABSIDI LATERALI
L'ARRICCHI' DEL PAVIMENTO E DELLA SCALA MARMOREA DEL
PULPITO NONCHE' DELL'ORGANO POLIFONICO
LA DECORO' CON AFFRESCHI E MOTIVI ORNAMENTALI
PREPARANDO ALLA FEDE E PIETA' RELIGIOSA DEL POPOLO
LA DEGNA CASA DELLA PREGHIERA
------
PERCHÉ SI PERPETUI IL RICORDO A GLORIA DI
DIO E DELLA BEATA VERGINE MARIA
------

POZZUOLI 2 LUGLIO 1952

Nel transetto in posizione simmetrica a quello dell'ultima cena vi è l'altare di san Giuseppe, con un dipinto su tela, anch'esso attribuito a Giacinto Diano e raffigurante San Giuseppe col bambino Gesù e i santi Nicola e Giovanni battista.
La navata destra ha subito delle modifiche dalla creazione di uno spazio adattato a penitenzieria e dall'apertura della cappella del Sacro Cuore.
Nella penitenzieria vi sono due altari, uno dedicato a sant’Antonio e l'altro all'Immacolata; la statua di sant'Antonio è del 1948, quella dell'Immacolata del XIX secolo.
In questo ambiente si ammirano due dipinti, uno raffigurante le nozze di Cana e l'altro Mosé che parla al popolo. Sono due tele, la cui attribuzione è incerta, ma pare siano state dipinte nell’800 da Nicola Malinconico o da qualche suo allievo .
Nella cappella del Sacro Cuore sono da segnalare, una iscrizione che ne ricorda l'edificazione

SACRATISSIMO JESU CORDI
QUI PACIS ET GLORIAE REX
NEMINEM SIBI FRUSTRA SINIT CONFIDERE
AEDICULAM HANC AERE PROPRIO EXTRUENDAM
GERARDI PATRIS VOLUNTATI PIE OBSEQUUTUS
ANTONIUS POERIO HUJUS ECCLESIAE PAROCHUS
EREXIT PERFECIT DEDICAVITQUE
D. S. MCMXXIII

Un’altra ricorda coloro che concorsero all'acquisto e all'alimentazione delle dodici lampade, ad olio, poste nella cappella

A. M. I. A.
PERCHE’NEL COMPIMENTO DELLE SUE DODICI PROMESSE
IL CUORE DIVINISSIMO DI GESU'
SIA SEMPRE PIU' CONOSCIUTO ADORATO AMATO
IN PERPETUO ARDERANNO IN QUESTA CAPPELLA DODICI LAMPADE
MISTICO FIDUCIOSO OMAGGIO DI ALTRETTANTI CUORI

1 PROMESSA DEL GIUDICE MARIA E ORSOLA
2 LE FAMIGLIE DI POZZUOLI
3 NIOLA AMALIA
4 I COMMERCIANTI DI POZZUOLI
5 LABORATORIO DI S.M. DELLE GRAZIE
6 I PESCATORI DI POZZUOLI
7 GLI STUDENTI DI POZZUOLI
8 PUNZO ELVIRA DESTRIERI ANN.TA COSTIGLIOLA
9 LOPEZ MARGHERITA NATA VITALE
10 PARROCO ANTONIO POERIO
11 LABORATORIO DEL SACRO CUORE DI GESÙ
12 I FANCIULLI DI POZZUOLI

GIUGNO 1927

All'inizio della navata è posto l'altare dedicato alla SS. Addolorata, con una statua lignea della Madonna, del XIX secolo.
In sagrestia trova posto un dipinto raffigurante il martirio di santa Caterina d'Alessandria, risalente al XVII-XVIII
secolo e probabilmente si trovava nell'antica chiesa demolita nel 1858.
Nella cupola centrale, i pennacchi sono stati decorati, nel 1948, con dipinti ad olio, opera del pittore puteolano Leon Giuseppe Buono (1887-1975), un'artista di questo secolo, che insieme ad altri dello stesso periodo ha costituito un gruppo di artisti che ha raggiunto nel campo pittorico notevole fama sia in Italia che all'estero.
Sulla parete esterna dell'abside della chiesa, che affaccia sul porto, è stata posta una epigrafe a ricordo della visita del papa Giovanni Paolo II a Pozzuoli

PRESSO IL LIDO OVE APPRODO' L'APOSTOLO PAOLO
IL SUCCESSORE DI PIETRO E VESCOVO DI ROMA
GIOVANNI PAOLO II
IN VISITA PASTORALE ALLA CITTA'
SOSTO'
IL 12 NOVEMBRE 1990
***
POZZUOLI ANNOVERA L'EVENTO
TRA I FASTI DELLA SUA STORIA MILLENARIA
E IL COMUNE CON QUESTO MARMO
NE TRAMANDA IL RICORDO

Accanto a questa è stata sistemata anche la lapide commemorativa dell’approdo di Paolo di Tarso, che dal 1918 si trovava presso la Porta Napoli. Danneggiata nel 1986 nel corso dei lavori di ricostruzione della strada di accesso al rione Terra è stata restaurata e posta in questo nuovo sito.

PAOLO DI TARSO
APOSTOLO DELLE GENTI
MAGNIFICO ASSERTORE DELLA VERITA'
AI LIDI PUTEOLANI APPRODA
E QUI TRASCORRE SETTE GIORNI
COI FRATELLI NELLA FEDE
---
IL VESCOVO
E I CITTADINI PUTEOLANI
QUESTO PATRIO RICORDO
AFFIDANO AI POSTERI
AUSPICE DI NUOVE PURISSIME GLORIE
ANNO MCMXVIII

In occasione della visita del Papa, al centro delle due lapidi citate, è stata sistemata anche una terracotta policroma che raffigura l'arrivo dell'apostolo Paolo a Pozzuoli, opera dell'artista puteolano Giuseppe La Mura.

Pag. 57

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
(Corso Vittorio Emanuele)

Non si conosce con precisione la data di fondazione. È citata la prima volta nella RELATIO AD LIMINA di Mons. De Leòn del 1640. Fu rifatta completamente a spese del Comune nel 1825.
L’ultimo e radicale restauro, fu eseguito sotto la direzione del notissimo pittore Puteolano Prof. Leon Giuseppe Buono nel 1948 per lo zelo e cura del Parroco Mons. Michele Maddaluno.
Degni di rilievo sono: l’altare maggiore in marmi policromi con il grande dipinto su legni, raffigurante la Visita di Maria a S. Elisabetta, opera della Scuola Fiamminga del XVI Secolo e le due tele di Giacinto Diano aventi per soggetto: L’apoteosi di San Giuseppe (ultimo altare a destra della nevata laterale) e Ultima cena di Gesù con i discepoli (ultimo altare a sinistra della navata laterale).
Un notevole valore artistico è il pulpito in marmo, fatto eseguire in parte dal Parroco Don Antonio Poerio nel 1922, ampliate e completato con l’aggiunta della scala nel 1948, dal Parroco Mons. Michele Maddaluno.

Raimondo Annecchino – Storia di Pozzuoli e della Zona Flegrea. Pozzuoli, 1960

Pag. 325

Chiesa Santa Maria delle Grazie

La chiesa di Santa Maria delle Grazie fin dai primi tempi era posseduta come semplice patronato da Pietrangelo Damiano, patrizio puteolano. Nel 1528 per fellonia di costui fu devoluta al fisco, acquistando così il titolo di R. Estautita. Il re ne permise il servizio e governo ai confratelli laici. Verso il 1870 vi venne aggregato ed incorporato l’ospedale, che prese il nome appunto di Santa Maria delle Grazie.

Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli – Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964

Pag. 94, 95, 96.

SANTA MARIA DELLE GRAZIE

Eretta nella prima metà del ’500 in proporzioni molto modeste, fu restaurata nel 1825 dal Vescovo Carlo Maria Rosini. Il Municipio di Pozzuoli nell’anno 1860, su disegno dell’Architetto Achille Catalano, l’ampliò e la rifece quasi completamente. Nel 1948 furono aggiunte le absidi, decorate le cupole e le navate, mentre nel 1964 fu eseguito il rivestimento in marmo e travertino.

Facciata:

Affiancata da una altro campanile si presenta con uno schema classico. La sua decorazione è molto leggiera e delicata con motivi geometrici.

Interno:

La pianta, per rifacimento ed ampliamento subiti, ha perduto il suo carattere originario. È’ a tre cupole in corrispondenza delle tre absidi. La navata centrale è coperta da una volta a botte unghiata, decorata con motivi geometrici e floreali dipinti in oro zecchino, quelle laterali da volta a botte ribassata con cupolette elissoidali. Un grande arco trionfale, avente in chiave lo stemma di Pozzuoli, separa la navata centrale dal presbiterio. Sull’ingresso trova posto la cantoria poggiante su di un grande architrave marmoreo sostenuto da due colonne tuscaniche in marmo. Sulla cantoria un grande finestrone con vetrata istoriata raffigurante la Vergine Immacolata che appare a Bernadetta (1958). Le pitture nella cupola e nei pennacchi sono del pittore puteolano Leon Giuseppe Buono (1948).

Angelo D’Ambrosio, Raffaele Giamminelli – Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli,
                                                                           Pozzuoli, 1974.

Pag. 23 - 31

LA CHIESA PARROCCHIALE
(Testo Angelo D’Ambrosio)

Eretta, nei primi anni del secolo XVI,(16) quasi al centro dell’antico borgo e dedicata alla Madonna delle Grazie, fu, con molta probabilità, rimaneggiata ed ampliata quando sorse accanto ad essa, nella seconda metà del Cinquecento, l’ospedale che, costituendo con la chiesa un’unità architettonica, ne prese la denominazione.(17)
La costruzione dell’ospedale ed il restauro della chiesa, furono voluti da una confraternita di laici puteolani i quali, con il consenso del vescovo Giovanni Matteo Castaldo (1542 - 1585), assunsero il governo e l’amministrazione dell’uno e dell’altra, con l’obbligo di renderne conto ogni anno al vescovo.(18)
La prima descrizione della chiesa, che dall’aprile 1587 fungeva da succursale della parrocchia di Santa Maria della
porta,(19) la troviamo nel verbale della visita pastorale compiuta dal vescovo Leonardo Vairo il 23 novembre 1587. Data l’importanza del documento, si stima opportuno il contenuto.
La chiesa è in buone condizioni statiche sia all’interno e sia all’esterno. Ha quattro altari in pietra, compreso il maggiore. Questo, che è sormontato da una grande tavola raffigurante la visita della Vergine Maria ad Elisabetta, ha nel messo della mensa, con la tovaglia, la croce e i candelieri, un tabernacolo in legno dorato ove si conservano l’Eucarestia e l’olio degli infermi per gli ammalati del borgo e dell’ospedale.
A destra di chi guarda l’altare maggiore, trovano posto l’altare di Sant’Andrea apostolo, sovrastato da una tavola rappresentante il santo con santa Caterina martire, l’altare di Santa Maria, senza l’immagine della Vergine e l’altare di San Leonardo, privo anch’esso dell’effigie del santo titolare.
Nel 1594 è documentata la presenza, a destra di chi guarda l’altare maggiore, di un altare, eretto a spese del vescovo Leonardo Vairo (1587 - 1603) e dedicato alla conversione dell’apostolo San Paolo.(20)
In questa semplice struttura architettonica s’inserì, nel dicembre del 1639, a sinistra di chi guarda l’altare maggiore, un cappellone eretto in onore del santo vescovo e martire Biagio a spese di un gruppo di <<potecari, chianchieri, tavernari e fornari>> del borgo di Pozzuoli i quali, costituitisi in confraternita, ebbero l’approvazione dello statuto, in data 1° febbraio 1640, dal vescovo Martino de Leòn Càrdenas (1631 - 1650).(21)
I predetti, non si limitarono a edificare il cappellone, ma lo dotarono della statua del santo titolare, in legno policromo, e di tutti gli arredi sacri.
Nella seconda metà del secolo XVII, la chiesa parrocchiale fu arricchita di altri due altari. Al lato sinistro di chi guarda l’altare maggiore, dopo il cappellone di San Biagio, trovò posto l’altare di San Giuseppe e al lato destro, dopo l’altare di Santa Maria della Vittoria, quello di Sant’Antonio di Padova.(22)
La sistemazione di questi e degli altri altari, rimase invariata sino ai lavori di restauri, eseguiti nel 1825, a spese del vescovo Carlo Maria Rosini (1797 - 1836), della Commissione di Beneficenza  (23) e del Municipio di Pozzuoli.(24)
Ma, nonostante il predetto rifacimento, la chiesa, invasa quasi sempre durante l’inverno dalle acque del mare e corrosa dalla conseguente umidità, fu compromessa a tal punto nella sua staticità, che si stimò opportuno demolirla e ricostruirla dalle fondamenta. Il progetto, affidato nel 1858 dal Municipio di Pozzuoli, (25) proprietario della chiesa, all’architetto Achille Catalano, fu portato a termine alla fine del 1860.(26)
La nuova chiesa parrocchiale, rifinita con le decorazioni interne ed esterne nei primi mesi del 1861, fu benedetta solennemente il 1° luglio dello stesso anno, dal vescovo Raffaele Purpo (1843 - 1876).(27)
Il parroco Antonio Poerio l’arricchì nel 1915, di un pulpito marmoreo e, nel 1923, di una cappella, eretta a sue spese nella navata destra, in onore del Sacro Cuore di Gesù.(28) Il suo successore, parroco Michele Maddaluno, nel 1948, ampliò la chiesa, con la creazione delle absidi in fondo alle navate, e la rese più decorosa con la doratura del soffitto, le pitture dei pennacchi della cupola, eseguite dal pittore puteolano Leon Giuseppe Buono (1887 - 1975), la pavimentazione in marmo, la scala marmorea del pulpito e l’organo polifonico.(29) Lo stesso parroco curò, nel 1964, il rivestimento in marmo e travertino dei pilasti e delle pareti.
I dissesti causati nel 1970 dal noto fenomeno del bradisismo alla parte bassa di Pozzuoli, non risparmiarono la chiesa parrocchiale che, avendo subito grani danni nelle strutture portanti, fu sottoposta ad un radicale opera di consolidamento e di restauro, iniziata nel dicembre del 1973 e terminata nei primi giorni di ottobre del 1975.(30)
Il 18 dello stesso mese, il vescovo Salvatore Sorrentino benediceva la chiesa ripristinata e consacrata il nuovo altare maggiore, ricavato da quello antico e adattato secondo le norme liturgiche del Concilio Vaticano II.(31)
A ricordo del fausto avvenimento, veniva murata nel predetto altare una pergamena con questa dicitura:

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie
Pozzuoli (Napoli)
D. 1975
18 ottobre
parroco Pietro Matarese.
In occasione della riapertura della chiesa,
dopo i lavori di restauro statico,
Sua Ecc. Mons. Salvatore Sorrentino
Vescovo di Pozzuoli
Ha consacrato questo altare,
riponendo in esso le reliquie di S. Valentino Martire.

Pagg. 37 - 39

RACCOLTA EPIGRAFICA
(A cura di Angelo D’Ambrosio)

I

Lapide sotto l’orologio del campanile. Nella sua concisione, ricorda ai passanti la fugacità del tempo e della vita umana.

ITQUE REDITQUE VIAM CONSTANS
QUAM SUSPICIS UMBRA
UMBRA FUGAX HOMINES
NON REDITURA SUMUS

II

Lapide posta a destra dell’ingresso principale in ricordo dei lavori di restauro eseguiti nel 1825.

TEMPLVM HOC
ALMAE VIRGINI ELISABETHAM CONVENIENTI NVNCVPATVM
E PERVETVSTO DAMIANAE GENTIS PATRONATV
IN REGIAE ESTAVRITAE IVRA DELATVM
LAICAE QVE CONFRATERNITATI COMMISSVM
SAECVLO XVII INEVNTE ET LEONARDO VAIRO EPIS(copo) IVBENTE
PAROECIAE S. MARIAE DE PORTA IN SE RECEPTA
TVM PER ANTISTITES TVM PER BENEFICENTIAE
PVTEOL(anae) CVRATORES
PARTITIS IVRIBVS DIV ADMINISTRATVM
MAIRVM INCVRIA TEMPORIS EDACITATE SQVALIDVM
SVBSILIENTIBUS MARINIS VNDIS CORROSVM
CAROLVS MAR(ia) ROSINIVS EOIS(copvs) PVTEOL(anvs)
SVBLATO PAVIMENTO NOVO TECTORIO INDVCTO
MVNIC(ipii) PVTEOL(ani) MAGNA EX PARTE SVMTIBVS
REFICIENDVM CVRAVIT
SOLEMNIQUE BENEDICTIONIS RITV DEDICAVIT
KAL(endis) IVL(ii) MDCCCXXV

III

Lapide posta a sinistra dell’ingresso principale in ricordo della ricostruzione della chiesa, eseguita nel 1860.

QVOD TEMPLVM
CAROLVS M(aria) ROSINIVS EP(iscopvs) PVTEOL(anvs) RESTAVRAVIT
QVA FABRORVM INSCITIA VEL PRAVITATE
MARIS QVA FLVCITVVM VI VEL ASPERGINE
ITA SOLVALIDVM RVINOSVM CORRVPTVM FVIT
VT INTERDICERET RAPHAEL PVRPO
EP(escopvs) PVT(ecolanvs) XXXIV POST ANNO
QVA RE PVTEOLANI MVNICIPI PROCERES
COMPLANARI CAMERATIONIBVS SVBSTRATIS DIPTRON SVRGERE
PILIS PARIETIBVS TECTORIO ALBARIO QVE OPERE CONVESTITIS
ALTARIBVS EXPOLITIS REFECTIS
TABVLIS FOEDITATE DETERSA AD PRISCVM NITOREM REVOCATIS
ODOEVM MARMORIES COLVMNIS FVLCIRI
SVM PRISCIS PVTEOLANI SPLENDORIS MONVMENTIS
COMPARANBVM
XL CIRCITER CENTVSSIVM MILLIA EXPENDI IVSSERVNT
OPVS TER QVINIS MENSIBVS ET INCHATVM ET ABSOLVTVM
SOLERTISSIMA PASCHALIS PVGLIESE ET SOCIOR(vm) CVRA
NE RES PVTEOLANORVM SACRA MORAS PATERETVR
IANVAR(ivs) PVNZO SYND(acvs) = ACHIL(levs) CATALANO ARCHIT(ectvs)

IV

Lapide, entrando a destra, nella cappella del Sacro Cuore di Gesù, in ricordo della sua edificazione ad opera del parroco Antonio Poerio.

SACRATISSIMO JESU CORDI
QUI PACIS ET GLORIAE REX
NEMINEM SIBI FRUSTA SINIT CONFIDERE
AEDICULAM HANC AERE PROPRIO EXTRUENDAM
GERARDI PATRIS VOLUNTATI PIE OBSEQUUTUS
ANTONIUS POERIO HUIUS ECCLESIAE PAROCHUS
EREXIT PERFECIT DEDICAVITQUE
A(nno) D(ominicae) A(alutis) MCMXXIII

V

Lapide, a destra entrando nella cappella di San Ciro, posta in ricordo dei lavori di rifacimento eseguiti nel 1948 dal parroco Michele Maddaluno.

QUESTA CHIESA PARROCHIALE
DEDICATA A MARIA SANTISSIMA DELLE GRAZIE
FU SOLENNEMENTE CONSAGRATA
DA S. E. MONS. ALFONSO CASTALDO VESCOVO DI POZZUOLI
IL 1 LUGLIO 1939
A CURA E ZELO DEL REV.MO PARROCO
CAN. MICHELE MADDALUNO
IN SEGUITO
LO STESSO REVERENDISSIMO PARROCO
SPINTO DAL SUO AMORE FILIALE VERSO MARIA SS.
E VOLENDO RENDERE PIU’ DECOROSA LA SUA
CHIESA PARROCCHIALE
L’AMPILO’ AGGIUNGENDOVI L’ABSIDE CENTRALE
CON LE DUE ABSIDI LATERALI
L’ARRICCHI’ DEL PAVIMENTO E DELLA SCALA MARMOREA DEL
PULPITO NONCHE’ DELL’ORGANO POLIFONICO
LA DECORO’ CON AFFRESCHI E MOTIVI ORNAMENTALI
PREPARANDO ALLA FEDE E PIETA’ RELIGIOSA DEL POPOLO
LA DEGNA CASA DELLA PREGHIERA
-----------------

PERCHE’ SI PERPETUI IL RICORDO A GLORIA DI
DIO E DELLA BEATA VERGINE MARIA
----------------

POZZUOLI 2 LUGLIO 1952

Pagg. 42 - 51

Grafici e commento di Raffaele Giamminelli

Tavola 1

Dell’antica chiesa di S. Maria delle Grazie è stata possibile la ricostruzione grafica grazie ad un prezioso documento rinvenuto da Angelo D’Ambrosio nell’Archivio del Municipio di Pozzuoli: il computo metrico estimativo, per la demolizione delle vecchie e fatiscenti murature, redatto dall’architetto Achille Catalano nel 1858.(1)
Questi è stato molto meticoloso nella descrizione e nella ubicazione dei vari ambienti e delle strutture portanti di cui
ci ha lasciato anche le dimensioni espresse in palmi napoletani.
Lo schema dell’antica facciata è molto simile a quello della nuova chiesa: campanile con orologio, grosso frontone sovrastante una finestra e il vano d’ingresso con cornice di piperno; il tutto addossato alla costruzione dell’ospedale omonimo, che fu poi trasformato in abitazioni private e uffici parrocchiali.
Non è stato possibile ricostruire la decorazione esterna, perché non descritta nel documento citato.

Tavola 2

L’antica chiesa, ad unica navata con cappelle laterali e con due ingressi, era, in pianta, a croce commissa senza absidi. Il battistero era situato a destra della porta principale e sotto la scala, denominata <<della Beneficenza>>, che conduceva ai piani superiori dell’ospedale annesso alla chiesa. La sacrestia si trovava a destra dell’altare maggiore, alla cui sinistra era la cappella della SS. Addolorata e del SS. Sacramento, addossata alla casa di proprietà <<Mensolino>>.
Due contrafforti (<<centrati>>), realizzati successivamente alla costruzione originaria, sostenevano le strutture
prospicienti la piazza (ora largo S. Maria delle Grazie) ed il campanile.
La chiesa, all’epoca in cui l’architetto Catalano la visitò e la descrisse (1858), pur avendo un certo schema planimetrico, doveva essere, quasi sicuramente, il risultato di vari interventi poiché mancava di simmetria di ambienti e di unità strutturale.
Come si apprende dal documento già citato, le precarie condizioni statiche, dovute alla forte umidità delle strutture ed alla loro erosione da parte dell’acqua di mare, suggerirono al Catalano la demolizione e la ricostruzione totale della chiesa, essendo più dispendioso un lavoro di restauro.

Tavola 3

L’intervento dell’architetto Achille Catalano (1860), anche se è stato radicale, ha lasciato inalterata la distribuzione dei vari ambienti, ridisponendo gli elementi compositivi dell’antica chiesa con simmetria e dando al complesso un’impronta decorativa di manierata qualità artistica.
ermo restando l’impostazione della pianta a croce commissa, le cappelle vengono messe in comunicazione tra di loro formando le due navate laterali. All’esterno dei due ingressi furono sistemate ampie scale per il rialzamento del pavimento della chiesa rispetto al livello del mare che allora invadeva la bassa Pozzuoli. quelle scale, che davano maggior slancio ed eleganza ai prospetti, vennero interrate quando fu bonificata la zona, i cui lavori di colmata furono ultimati il 31 agosto 1913.
Il complesso architettonico della chiesa, almeno per la parte ottocendesca, presenta una unità stilistica che si inquadra nella corrente artistica dei <<revival>> degli stili. Difatti, il progetto del Catalano è di chiara ispirazione tardorinascimentale con qualche aggancio ad elementi neoclassici. Tali caratteri sono facilmente rintracciabili nella distribuzione planimetrica, nelle proporzioni delle strutture e nell’insistente ricerca di forme geometrico - decorative portate all’esasperazione nella facciata.
L’esterno presenta due ordini architettonici: ionico nella parte bassa 
con intonaco a bugnato liscio, corinzio in quella alta con pannelli e riquadri molto equilibrati. Un agile e snello campanile e un pesante frontone, chiudono la parte superiore della composizione. Anche l’interno rispecchia un certo gusto tardorinascimentale ed in particolar modo nella sapiente armonia dei vuoti e dei pieni e nell’adozione dell’arco a tutto sesto. L’ordine architettonico è un corinzio gigante su lesene ed appoggiate a pilastri che sorreggono una classica trabeazione e una volta a botte unghiata; le campate delle navate laterali sono coperte da cupolette a base elissoidale. Tra la navata centrale e il transetto, si erge il maestoso arco trionfale con lo stemma, in chiave, della città di Pozzuoli. Tutta la volta principale è suddivisa in pannelli a stucco decorati con arabeschi dipinti in oro, mentre le fasce di divisione dei riquadri sono dipinte in due tonalità di giallo. Il transetto è coperto da tre cupole, a base circolare, sormontate da eleganti lanterne, di cui quella centrale è più alta di quelle laterali.
All’ingresso, due belle colonne in marmo, di ordine tuscanico, sorreggono un lungo architrave sul quale trova posto la cantoria con l’organo.

 .Tavola 4

Il progetto dell’architetto Catalano è rimasto integro fino al 1923 quando i parroci Poerio e Maddaluno, in due tempi diversi, sono intervenuti con trasformazioni sostanziali che si innestano solo in un discorso di funzionalità, poiché, al tempo stesso, hanno deformato il carattere originario della costruzione risultando grosse stonature spaziali.
Il primo dei due interventi (1923) ha creato uno squilibrio compositivo della pianta con l’apertura della cappella del Sacro Cuore di Gesù; mentre il secondo (1948) ha addolcito, in un certo qual modo, la linea di fondo con tre absidi ben proporzionate che si collegano al complesso con lo stesso ordine architettonico. Unico osservazione che si potrebbe muovere all’intervento del 1948, è lo spostamento, verso il fondo dell’abside centrale, dell’altare maggiore occultandolo notevolmente all’assemblea dei fedeli.

Tavola 5

La sistemazione del presbiterio, voluta dal parroco Pietro Matarese e progettata dallo scrivente, tenendo conto delle nuove norme liturgiche, è stata realizzata con elementi preesistenti, ma ormai poco funzionali. Tutta la zona sottostante la cupola è stata rialzata per motivi di visibilità e su questa pedana sono stati sistemati la mensa, il leggio e un crocifisso ligneo.
La nuova mensa è stata realizzata con parti del vecchio altare maggiore che, pur pregevole per i suoi intarsi marmorei, non era da considerarsi un’opera d’arte, ma un buon prodotto di artigianato. Le due ali del predetto altare sono state utilizzate a stipiti della nuova mensa, mentre il paliotto e la fascia superiore, escluso il tabernacolo, sono stati spostati verso il fondo dell’abside, rimontati sotto il quadro raffigurante <<la visita della Vergine Maria ad Elisabetta>> (sec. XVI) e incorniciati da una fascia di marmo bianco che mette in evidenza la policromia degli intarsi.

Uno dei due puttini, che prima ornavano il fastigio dell’altare, è stato adattato a sostegno per il leggio sistemato a sinistra della nuova mensa, alla cui destra troneggia il crocifisso ligneo (sec. XVII), situato, precedentemente, a sinistra dell’ingresso principale.
La transenna preesistente, molto decorata, ma di fattura recente, è stata sistemata ai lati della grande pedana; in angoli opposti, due mensole intarsiate del vecchio altare formano i piani di appoggio per gli strumenti liturgici.
Il battistero, messo in evidenza portandolo nelle vicinanze della mensa, in equilibrio compositivo col crocifisso, è lo stesso che prima si trovava a destra dell’ingresso principale. Nella ricomposizione, il fonte battesimale è stato adagiato su un tondo di marmo intarsiato, ubicato precedentemente, al centro del pavimento della navata.
Le due cappelle, ora dedicate a S. Antonio ed alla SS. Immacolata, sono state adibite a penitenzieria isolandole dalla navata laterale destra con due cancellate decorative eseguite dai fratelli Antonio e Luigi Di Fraia. È stato molto curato l’impianto dei corpi illuminati, eseguito da Giovanni Minieri e realizzato con faretti orientabili che investano le strutture e gli elementi compositivi, creando un interessante effetto chioroscurale, l’unica nota moderna, che esalta quelle antiche, è la <<Via Crucis>>, eseguita da Oscar Cafasso, Ciro Cafiero e Gennaro Mancini, su pannelli di rame sbalzato e smaltato.

 

Angelo D'Ambrosio - Storia della mia Terra. Pozzuoli, 1976 

Pag.47

 Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Corso Vittorio Emanuele)

Edificata nella prima metà del '500, fu restaurata nel 1825 a cura del Vescovo Carlo Rosini (1797 - 1836). Il Municipio di Pozzuoli la rifece nel 1860 su disegno di Achille Catalano. Ampliata nel 1948, danneggiata dal bradisismo nel 1970, è stata restaurata nel 1975.

 Raffaele Giamminelli - Giacinto Diano 1731 - 1803. Napoli 1982

 Pag. 7

Circa il luogo e la nascita di Giacinto Diano non vi sono dubbi; infatti, nel libro 13° dei battezzati, al foglio 64 r., della parrocchia di Santa Maria delle Grazie, in Pozzuoli, si legge:

 29 Marzo 1731

Giacinto Gennaro, Proculo Dyano di Fran(ces)co e Felice Coppo/la Con(iu)r(i): nato à 28 d(etto)o fù batt(ezza)o per me D. Gen(nar)o di Chiara de Par(o)ci/lic(enti) Lucrezia Majone.

 Il Diano, quindi, nacque nel borgo di Pozzuoli; in quell'agglomerato urbano che circonda la piazza maggiore, ricadente sin dal terzo decennio del secolo XVII sotto la giurisdizione della predetta chiesa parrocchiale,(2) e già sviluppato all'inizio del Settecento con qualche palazzo gentilizio, con molte case di pescatori, di agricoltori e di povera gente. In una di queste modeste abitazioni nasceva Giacinto Diano, da famiglia pugliese,(3) e gli furono imposti anche i nomi di Gennaro e Procolo, protettori della città.

Nel maggio del 1752, il ventunenne Diano lasciò definitamente Pozzuoli per stabilirsi a Napoli. Questo lo si apprende dallo stato libero redatto il 13 aprile 1766, in cui il parroco di Santa Maria delle Grazie, don Gennaro Costantino, oltre a riportare l'atto di battesimo del Diano, scrive: (è) mio figliano da anni quattordeci che manca sotto di mia parrocchia. Inoltre i due testimoni Antonio Orazio Frauto e Antonio Pisano, interrogati nella Curia vescovile sullo stato civile dell'artista, dichiararono che lo conoscono da che è nato sin'oggi, per essere di questa città comune padria nella quale de continuo hà abitato sino al mese di maggio 1752: poi se ne andò in Napoli, dove al presente si ritrova, esso è pittore, e timoroso di Dio.(4)

Pag. 8

La produzione artistica del Diano è sparsa in diverse località del Meridione d'Italia è in molte chiese e palazzi napoletani. Ha lasciato numerose opere anche nella sua città natale: nel duomo, nella cappella e nella biblioteca del Seminario vescovile, in Santa Maria delle Grazie e in Sant'Antonio. Ma quelle più importanti sono le tele conservate nella settecentesca chiesa di San Raffaele Arcangelo, realizzate tra 1758 ed il 1760.(5)

AA. VV. (Angelo D'Ambrosio) - Guida di Pozzuoli. Napoli 1986.

Pag. 114

Eretta nei primi anni del '500, in proporzioni molto più modeste, e dedicata alla vergine Maria che visita santa Elisabetta, fu restaurata nel 1825 a spese del vescovo Carlo Maria Rosini e del municipio di Pozzuoli.
Nonostante il predetto rifacimento, la chiesa, invasa gradualmente dalle acque del mare del bradisismo discendente, fu compromessa a tal punto nelle sue strutture, che si stimò opportuno demolirla e ricostruirla dalle fondamenta. Il progetto, affidato nel 1858, dal municipio di Pozzuoli, proprietario della chiesa, all'architetto Achille Catalano, fu portato a termine nel 1860. Nel 1948 il parroco Michele Maddaluno ampliò la chiesa, con la creazione delle absidi in fondo alle navate, e la rese più decorosa con la doratura del soffitto, la pittura dei pennacchi della cupola, eseguite dal pittore puteolano Leon Giuseppe Buono (1187 - 1975), la pavimentazione in marmo, la scala marmorea del pulpito (1923) e l'organo polifonico. Lo stesso parroco curò, nel 1964, il rivestimento in marmo dei pilastri e delle pareti. I dissesti causati nel 1970 dal bradisismo ascendente alla parte bassa di Pozzuoli, non risparmiarono la chiesa che, avendo subito gravi danni nelle strutture portanti, fu sottoposta ad una radicale operazione di consolidamento e di restauro, iniziata nel dicembre 1973 e terminata nei primi giorni di ottobre 1975. È chiesa parrocchiale dal 15 novembre 1624.

Descrizione

 La facciata, affiancata da un alto campanile, si presenta con uno schema classico. La sua decorazione è molto leggera e delicata, con motivi geometrici. La pianta, per i rifacimenti e gli ampliamenti subiti, ha perduto i suoi carattere originario. È a tre navate con tre cupole in corrispondenza delle tre absidi. La navata centrale è coperta da una volta a botte unghiata, decorata con motivi geometrici e floreali, dipinti in oro zecchino, quelle laterali sono coperte da volte a botte ribassata con cupolette elissoidali. Un grande arco trionfale, avente in chiave lo stemma di Pozzuoli, separata la navata centrale dal presbiterio. Sull'ingresso trova posto la cantoria poggiante su un grande architrave marmoreo, sostenuto da due colonne tuscaniche in marmo. Le pitture nella cupola centrale e nei pennacchi furono eseguite nel 1948 dall'artista puteolano Leon Giuseppe Buono.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

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Dal 1488 si registrò un rapido sollevamento del suolo (Parascandola 1947, p. 78) che spostò notevolmente la linea di costa, riportando alla luce le pile del molo cosiddetto "caligoliano" e le strutture dei bacini a sud del rione Terra,(6) con conseguente aumento della superficie dell'arenile a nord. Ovviamente, questo terreno emergente apparteneva al demanio regio e, su richiesta dei puteolani, inconsapevoli del fenomeno bradisismico, il 6 ottobre 1503 e il 23 maggio 1511, Ferdinando il Cattolico (1452 - 1516) concesse il permesso di edificare su questa area. Per tale motivo ebbe inizio l'esodo della borghesia e del ceto meno ambiente dall'antica cittadella, sicuramente caldeggiato dalla nobiltà e dal Vescovo, che ebbero la possibilità di rinnovare e di ampliare le proprie residenze. Pertanto, divenne più evidente l'espansione edilizia ai piedi dell'antica cittadella e fu costruita la chiesa di Santa Maria delle Grazie in posizione molto avanzata rispetto agli edifici, quasi a voler proteggere il crescente borgo dal mare. Questa chiesa, dipendente dalla parrocchia di Santa Maria ad Portam, dovette certamente sostituire quelle di Sant'Agnese e di Sant'Agata, forse danneggiate dai terremoti del secolo XV.

Pag. 44

si aggiunse, al principio del secolo XVI, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, elevata a parrocchia il 15 novembre1624, dopo la soppressione di quella di Santa Maria ad Portum, da cui la nuova dipendeva.(7)

Pagg. 48 - 49

Anche il bradisismo, col suo alterno movimento, fu causa di trasformazioni e adattamenti urbanistici. Il lento e continuo abbassamento del suolo, iniziato appena dopo l'eruzione del Monte Nuovo, dette origine alla necessità di rialzare il livello del piano stradale di parte del borgo che presentava una depressione del terreno nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al foglio 252 degli atti decurionali 1747 - 1752, si legge:

           "… la strada pubblica maggiore avanti la Porta della chiesa Parrocchiale Santa Maria delle Grazie viene ad essere particolarmente nei tempi d'inverno inondata non meno di acque piovane che dell'acqua del mare per ragione che essendosi oggi il mare avanzato dalla parte della terra, è venuto ad avanzar la strada suddetta, e perciò quella nei tempi d'inverno con urti ed onde inondata, con la quale inondazione i circonvicini tutti restano nelle loro rispettive case detenuti e gli altri cittadini restano privi della strada suddetta tanto necessaria per essere la maggiore e specialmente in giorno di feste con l'agumento che le volte fa il mare non possono andare a sentire la Santa Messa, oltre a questo nel tempo estivo produce una puzza insoffribile e spesso accade che questa città è tenuta far nectare fango, non senza poco interesse" (in Annecchino 1960, pp. 234 - 235).
La presenza del mare nei pressi della chiesa del borgo fu rilevata già nel 1727 e, verso il 1751, la cripta della parrocchia non poté essere più utilizzata per le sepolture, tanto
"… che in quell'anno appunto essendo morto in Pozzuoli un tale Giuseppe Aglietto di Marano, nella giurisdizione di detta Chiesa, il suo Parroco pregava il Vescovo a farlo interrare in quella del Duomo, perché il mare aveva invaso la Chiesa con le sepolture annesse. Nell'anno appresso cioè 1752 l'Università di Pozzuoli fu costretta a rialzare di livello la strada del Molo posto all'ovest della stessa Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la piazza che la precede, perché di sovente gli abitanti delle case limitrofe a detta piazza erano costretti a rimanere in casa assediati dalle acque del mare per varii giorni" (De Criscio 1890, p. 20).

 Pag. 71

 Già intorno al 1860, il borgo andava cambiando volto. Nel 1858, il Municipio di Pozzuoli affidò all'architetto Achille Catalano la ristrutturazione della chiesa Santa Maria delle Grazie che si presentava in pessime condizioni statiche, il Catalano, infatti, dopo un attento esame, suggerì il totale rifacimento della chiesa e portò a termine l'opera nel 1860. La nuova costruzione, realizzata in eleganti forme neo - rinascimentali e ad una quota più alta della precedente, per effetto del bradisismo discendente, fu solennemente benedetta il 1° luglio 1861 dal vescovo Raffaele Purpo (D'Ambrosio 1975, p. 28; Giamminelli 1975, pp. 45 - 47).

Pag. 73

L'allagamento non interessava tutta la zona bassa della città è, diversamente da quanto si crede, l'acqua non proveniva direttamente dal mare, perché la banchina (realizzata - come si è detto - nel 1870 e mediamente alta metri 1,30 sul livello del mare) ne ostacolava ormai il passaggio. Con l'alta marea e in rapporto al movimento discendente del bradisismo, l'acqua "sorgeva" dal sottosuolo, invadendo quelle strade e quei locali terranei a quota relativamente bassa al livello del mare, perché, tra la banchina e la parte alta della piazza maggiore, il piano stradale presentava una forte depressione all'altezza dell'ingresso della chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie e delle zone limitrofe. Nella fase iniziale del fenomeno, l'acqua defluiva col calo della marea, ma all'inizio del nostro secolo, per effetto del bradisismo discendente, l'allagamento divenne persistente, creando condizioni igieniche insostenibili, perché, come si è visto, l'acqua si mescolava ai liquami fecali. Le strade interessate erano le attuali via Cosenza, via Caldaie, parte di via Vecchione e Santillo, strettola del Porto e vico San Leonardo, tutta la zona antistante alla chiesa di Santa Maria delle Grazie con l'omonimo largo e fino alla piazzetta Cesare Augusto e vico Assunta a mare, con la parte finale di vico Magazzini al Porto e vico dei Marinai. Nel 1891 l'Amministrazione comunale approvò, finalmente, il piano di risanamento della zona bassa di Pozzuoli, e alla redazione del progetto presero parte, in tempi diversi, vari tecnici. Dopo gli studi preliminari, elaborati dal medico chirurgo Francesco de Anna e dall'ingegnere Gennaro Sommella, il primo ad interessarsi fattivamente, su incarico della civica Amministrazione, fu l'igienista professore Vincenzo De Giaxa. Nel 1900 il Sommella elaborò due progetti che furono ritenuti inadeguati da una speciale Commissione tecnica composta dal De Giaxa, dall'ingegnere G. Braglia e dal dottore Francesco de Anna, ufficiale del Comune di Pozzuoli. ….

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Ma il terremoto del 1980 fu particolarmente dannoso per il centro antico puteolano. Infatti, diversi corpi di fabbrica che avevano resistito al bradisismo del 1970, risultarono seriamente lesionati nelle strutture portanti. La stessa chiesa di Santa Maria delle Grazie, riaperta al culto il 18 ottobre 1975 dopo i lavori di consolidamento statico e di restauro, fu temporaneamente chiusa per cedimenti riscontrati nella torre campanaria e nelle cupole.

Bibliografia

Archivio Comunale di Pozzuoli. Allegato n° 8 Cat. 7 (ex 11) anni 1861 - 1897 

Archivio Comunale di Pozzuoli. Allegato n°13 Cat. 7 (ex 11) anni 1861 - 1897

Angelo D'Ambrosio - Storia di Pozzuoli … in pillole. Edizione Conte, Pozzuoli 1959

Raimondo Annecchino - Storia di Pozzuoli e della Zona Flegrea. Pozzuoli, 1960

Angelo D'Ambrosio, Raffaele Giamminelli - Chiese di Pozzuoli. Napoli, 1964 

Angelo D'Ambrosio, Raffaele Giamminelli - Catalogo dei monumenti del Comune di Pozzuoli,
                                                                         
Pozzuoli, 1974.

 Angelo D'Ambrosio, Raffaele Giamminelli - La parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Pozzuoli.
                                                                          
Pozzuoli, 1975.

 Angelo D'Ambrosio - Storia della mia Terra. Pozzuoli, 1976 

Raffaele Giamminelli - Giacinto Diano 1731 - 1803. Napoli 1982

AA. VV. (Angelo D'Ambrosio) - Guida di Pozzuoli. Napoli 1986.

Raffaele Giamminelli - Il centro antico di Pozzuoli. Rione Terra e Borgo. Napoli, 1987.

 

Riproduzione di foto inizio ‘900
 (Foto A. Causa)

Riproduzione foto databile inizio ‘900 (Archivio Fratelli Alinari)

 

Cartoline databili tra la fine dell’800 e l’inizio dell’900

 

Cartolina inizio ‘900 tratta dalla collezione Allinari

 

Stessa cartolina della precedente ma di epoca più recente, da notare i vari cambiamenti.

 

Riproduzione di cartolina fine ‘800 inizio ‘900, antecedente ai lavori di ristrutturazione del centro storico

 

Riproduzione di una cartolina di inizio ‘900, con la stessa angolazione della precedente ma già con tutte le variazione della bonifica.

 

FOTO 1: facciata 
Adinolfi Aldo - Settembre 1982

Foto 2: Interno
Adinolfi Aldo - settembre 1982 

 

Foto 3: Particolare della cupola 
Foto di N. Sergiano - Laboratorio Aessephoto
Luglio 1984

Foto 4: prospetto della chiesa dopo
 il restauro dovuto al bradisismo del
1983.
 Adinolfi Aldo - novembre 1987

 

 

(16)   R. Annecchino, op. cit., p.325

(17) Archivio Vescovile di Pozzuoli, Sez. I, Culto e disciplina, Atti di Santa Visita di L. Vairo, anno 1587, ff. 233 - 234;
             cfr. Statuto dell'Ospedale Santa Maria delle Grazie in Pozzuoli, Napoli 1890, pp. 3-7.

(18) Archivio Vescovile di Pozzuoli, loc. cit., f. 28.

(19) Archivio Vescovile di Pozzuoli, loc. cit., f. 231.

(20) Archivio Vescovile di Pozzuoli, loc. cit., ff. 233 - 234.

(21) Archivio Vescovile di Pozzuoli, Sez. III, Luoghi sacri ed enti ecclesiastici, Cappella S. Blasi 1639 - 1830, fas. 1.
             Non furono poche le benemerenze di questa confraternita che, dalla fondazione al 1830, anno in cui si sciolse,
             fu zelante del culto divino e della carità cristiana.

(22)   Archivio Vescovile di Pozzuoli, Sez. I, Culto e disciplina, Atti di S. Visita di G. B. Campagna, anno 1655, f. 7;
             Atti di S. Visita di C. de Palma, anno 1676, f. 21.

(23) Questa commissione, costituita di laici e presieduta dal Sindaco, subentrò, nei primi anni dell'Ottocento,
             all'antica Confraternita che, nella seconda metà del Cinquecento, costruì l'ospedale e rifece la chiesa di Santa Maria
            delle Grazie, assumendone, come è stato già detto, il governo e l'amministrazione. La predetta Commissione,
            con legge del 3 agosto 1862, fu abolita e sostituita dalla <Congregazione di carità>. Cfr. Statuto della
            Congregazione di Carità di Pozzuoli, Pozzuoli 1910. L'assistenza e la beneficenza, nell'ambito del Comune, dalla
            Congregazione di Carità passo all'E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza), con legge del 3 giugno 1937, n. 874.

(24) Vedi Raccolta epigrafica II, p. 37.

(25) Archivio Comunale di Pozzuoli, Registro delle deliberazioni del Decurionato, reg. 12, ff.215v.-216r.; Categoria 7,
             Grazia, Giustizia e Culto, classe 4, Culto, cart. Chiesa parrocchiale di S. Maria delle Grazie 1821 - 1860, fasc.
             anni 1858.59; vedi Grafici, tavola 2, p. 44.

(26) Vedi Grafici, tavola 3, p. 46; Raccolta epigrafica III, p. 38.

(27) Archivio Vescovile di Pozzuoli, loc. cit., Atti di S. Visita di M. Zezza I, anno 1896, f. 429.

(28) Vedi Raccolta epigrafica IV, p. 38; Grafici, tavola 4, p. 48.

(29) Vedi Raccolta epigrafica V, p. 39; Grafici, tavola 4, p. 48.

(30)   Vedi Grafici, tavola 5, p. 50.

(31) Cfr. Istruzione per un'esatta applicazione della Costituzione sulla sacra Liturgia, cap. V, n. 91 [AAS 56 (1964)
             pp. 877 - 900].

(1) Archivio del Municipio di Pozzuoli, Cat. 7, Grazia, Giustina e Culto, classe 4, Culto, fasc. 1858-59

(2)    A. D'Ambrosio - R. Giamminelli, La parrocchia delle Grazie a Pozzuoli, Pozzuoli 1975, pp.12-13.

(3) C. T. Dalbono, Storia della pittura in Napoli ed in Sicilia dalla fine del 1600 a noi, Napoli 1859, p. 90

(4) Archivio Vescovile di Pozzuoli, Sez. II, Persone, cart. Status liberatis - D : E, ab anno 1643 ad annum 1941.

(5)   N. Spinosa, Pittura sacra a Napoli nel '700, Napoli 1980, p. 56

(6) La presenza di queste strutture, indicate come "Piscinae Veteres", è documentata nella incisione di CARTARO
           1584.

(7) La parrocchia di Santa Maria delle Grazie aveva cura di anime sparse su un vastissimo territorio: da Miseno
          a Monte di Procida, da Licola alla Montagna Spaccata, dalla conca di Agnano a Bagnoli. Con l'aumento della
          popolazione,il territorio subì sensibili riduzioni per l'erezione di altre parrocchie: Sant'Anna, Gesù e Maria a Bacoli
          (13 febbraio 1700); Santissima Vergine Desolata a Bagnoli (28 aprile 1905); Santa Maria Vergine Annunziata
          (7 giugno 1924), Santa Maria della Consolazione - Carmine (11 aprile 1943), Santi Francesco di Assisi e Antonio
          di Padova (17 settembre 1949) a Pozzuoli;  Santi Eutichete ed Acuzio martiri (15 agosto 1949) ad Arco Felice
          (D'Ambrosio 1975, pp. 13 - 14).