
<>. Sono le parole usate da Petronio per descrivere quello che resta un posto unico al mondo, dove tuttavia le numerose fumarole alimentavano nell'antichità leggende e paure.
Si tratta della cavità di un cratere, parte dell'unico vulcano ancora attivo nell'area dei Campi Flegrei, nonchè l'epicentro del fenomeno di innalzamento e abbassamento del terreno chiamato bradisismo.
IL cratere è facilmente raggiungibile dopo aver oltrepassato l'ingresso (qui si può usufruire di un'area adibita a campeggio organizzato).
Lo spettacolo risulta incredibilmente suggestivo e presenta la connotazione tipica del vulcanesimo attivo, con fumarole, lievi tremori sismici, deformazione periodica del suolo.
Il paesaggio gode di numerosi contrasti cromatici: si va dal biancastro del suolo e del vapore al grigio dei fanghi, al colore rosso delle pareti circostanti, al giallo dello zolfo, al verde della vegetazione circostante.
Superando il versante sud-orientale si giunge alla "Bocca Grande", sede del vecchio Osservatorio vulcanologico borbonico, ancora oggi stazione di misurazione della temperatura e di analisi dei gas.
Passeggiando all'interno del cratere non abbiate paura se avvertite una strana sensazione di vuoto sotto i piedi: la disgregazione prodotta dai gas e dalle fumarole rende possibile questa illusione acustica.

La riserva degli Astroni è un'oasi immersa nel verde, in cui la tranquillità del luogo si fonde piacevolmente con lo spettacolo paesaggistico dei pendii ricchi di vegetazione e di fauna. Volpi, faine, donnole, ghiri, moscardini trovano un habitat ideale per vivere sotto l'occhio vigile del "Centro Recupero Fauna Selvatica" e del Centro di Educazione Ambientale "Cratere degli Astroni" gestito dal WWF Campania.
Gli amanti del bird-watching dal canto loro possono imbattersi nel picchio, nella capinera, nell'airone cenerino, nella garzetta, nel merlo e in numerose altre specie.
Scendendo sul fondo del cratere si incontrano tre laghetti: il Lago Grande, il Cofaniello Piccolo e il Cofaniello Grande. La azolla caroliniana, un'alga originaria del Nord-America, conferisce alla superficie dei laghi una suggestiva colorazione rosa, sotto la quale vivono esemplari di rana, biscia, mentre tutto attorno la vegetazione è una dimora perfetta per il ramarro, il biacco, e, tra i volatili, la nitticora, il tarabusino, la marzaiola, la gallinella d'acqua.
E' possibile visitare l'oasi durante tutto l'anno (il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 14 ed alle 15 durante l'ora legale), sono guidate dal personale incaricato dal WWF; le scuole e le comitive interessate sono pregate di prenotare la visita con un mese di anticipo, telefonando allo 081/5883720.

Situata a meno di 3 km da Pozzuoli, all'interno del centro abitato di Arco Felice, c'è l'oasi naturalistica del Monte Nuovo. L'idea di costituire a Monte Nuovo la prima Oasi dei Campi Flegrei nasce dal problema di affrontare in modo concreto l'emergenza ambientale della zona nel convincimento che il territorio costituisce una risorsa ambientale preziosa da salvaguardare e sviluppare nella totalità di tutti i suoi aspetti, utilizzando l'unico criterio corretto per la risoluzione delle problematiche ecologiche che è quello di pensare globalmente ed agire localmente. Il Monte Nuovo (si chiama così perchè è il più giovane d'Europa) è alto appena 140 metri ed è nato dall'eruzione del 29-30 settembre 1538 che seppellì il villaggio di Tripergole: un'eruzione preceduta dal sollevamento del suolo e da fenomeni tellurici che crearono in meno di 48 ore questo monte. Un territorio di eccezionale importanza naturalistica,caratterizzato dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea, unita ad un paesaggio a tratti stepposo e, nei punti caratterizzati dalle fumarole e dal vapore acqueo, da diversi muschi e felci.Il perimetro del vulcano, di forma estremamente regolare, è percorribile grazie ad un sentiero che consente una passeggiata immersi nella natura incontaminata. E' possibile visitare il parco tutti i giorni dalle 9.00 ad un'ora prima del tramonto.

Lo stratega Marco Vipsanio Agrippa fece realizzare nel 37 a.C. il Portus Julius, una gigantesca struttura portuale che fungeva da arsenale militare durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, situandolo in una posizione strategica che collegava con un canale navigabile il lago d'Averno, il lago Lucrino ed il mare.
Dopo la seconda guerra mondiale le foto aeree scattate da R.Bucher hanno avuto il merito di mostrare la vasta superficie su cui sorgeva il porto, quasi completamente sommerso dalle acque a causa del fenomeno del bradisismo.
Le foto hanno sensibilizzato Soprintendenza e studiosi alla tutela e alla valorizzazione di questo straordinario complesso, testimonianza diretta della guerra civile prima e della forza portuale a uso civile poi.
Il Portus Julius è oggi visitabile attraverso delle escursioni effettuate su di un battello dal fondo trasparente.
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