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Archeologia ...

La Storia la Città il Rione

Il Rione Terra è da sempre il cuore della Città. L'unico luogo al mondo che è stato protagonista di tutte le evoluzioni storiche.


 

duomo

Il Duomo Tempio

Tutti sapevano che la cattedrale di Pozzuoli sorgesse sull'area del Tempio di Augusto, quel che si ignorava era che il tempio esistesse ancora


Anfiteatro Flavio

Costruito nel I° secolo d.c. dall'Imperatore Vespasiano, rivela appieno lo splendore e la magnificenza voluta dall'Imperatore.


 Tempio di Serapide
Tempio di Serapide 

(Macellum)

Di unica bellezza facilmente visitabile. Rappresenta l'indice metrico più prezioso e preciso per misurare il fenomeno del bradisismo.


Portato alla luce nel 2008, può essere considerato di particolare importanza per la rarità di questa tipologia di edificio


Tempio di Giove 2 250x188

Parco Archeologico di Cuma

i Greci, stanziati fin dall' VIII secolo a.C. sull'isola di Ischia, decisero di fondare una vera e propria polis sulla terraferma, che chiamarono Cuma (730 a.C.).


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Solfatara

Nata 4000 anni fa quasi al centro dei Campi Flegrei, la Solfatara (dal tardo latino Sulpha Terra, "terra di zolfo") si manifesta vivacemente con fumarole sorgenti di gas e di acqua minerali


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Palazzo Toledo

Per promuovere la rinascita della città, dopo l'eruzione del Monte Nuovo (1538), il vicerè Pedro Alvarez de Toledo fece costruire questo maestoso edificio


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Laghi Lucrino Averno

Ci sono storie di uomini e civiltà , di guerra e di pace,di svago e di lavoro che legano questi luoghi, incantati da una bellezza senza respiro


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Portus Julius

I resti dell'antico porto romano attualmente sommersi nel mare per effetto del bradisismo in questo punto più che essere sospesi nell'acqua si ha l'impressione di essere sospesi nella storia


 

tripergole

Sul lago Lucrino, presso una piccola collinetta di tufo , dove più numerose si addensavano le fonti e gli impianti termali romani, sorse ben presto un villaggio chiamato Tripergole. Esso si sviluppò, proprio a seguito dell'afflusso dei numerosi malati che ricorrevano alle sorgenti flegree per fini terapeutici. Il villaggio, oltre ad avere un certo numero di case, aveva una chiesa , un ospedale, con circa 30 letti, fatto costruire da Carlo II d'Angiò con annessa una farmacia, delle osterie per i forestieri ed una casina di caccia reale con la cavallerizza.
Con l'eruzione vulcanica del 1538 la topografia del luogo cambiò totalmente: venne cancellato completamente il villaggio di Tripergole con tutti i suoi edifici civili, religiosi e militari e vennero totalmente distrutte o sepolte le antiche sorgenti termali di epoca romana che si trovavano presso il villaggio ed inoltre distrutti per sempre anche i resti della villa di Cicerone.

chiese

SANTA MARIA DELLE GRAZIE: Non si conosce con precisione la data di fondazione. E' citata la prima volta nella «RELATIO AD LIMINA» di Mons. de Leon del 1640. Fu rifatta completamente a spese del Comune nel 1825. L'ultimo e radicale restauro, fu eseguito sotto la direzione del notissimo pittore puteolano Prof. Leon Giuseppe Buono nel 1948 a cura del Parroco Mons. Michele Maddaluno.
Degni di rilievo sono: l'altare maggiore in marmi policromi con il grande dipinto su legno, raffigurante la Visita di Maria a S. Elisabetta, opera della Scuola Fiamminga del XVI secolo e le due tele di Giacinto Diano aventi per soggetto: "l'apoteosi di San Giuseppe" (ultimo altare a destra della navata laterale), e "l'ultima cena di Gesù con i discepoli" (ultimo altare a sinistra della navata laterale).
Di notevole valore artistico è il pulpito in marmo, fatto eseguire in parte dal parroco Don Antonio Poerio nel 1922, ampliato e completato con l'aggiunta della scala nel 1948, dal Parroco Mons. Michele Maddaluno.

S. VINCENZO FERRER: Già eretta nel 1580 col titolo di Gesù e Maria, mutato poi in quello di S. Vincenzo Ferreri, per opera dei Padri Domenicani (officiarono la Chiesa sino al 1806) e per lo zelo del Rettore Can. Isidoro Di Costanzo che nel 1848 introdusse ufficialmente e solennemente il culto al Santo. E' l'unica Chiesa, dopo San Raffaele, che conserva quasi intatte le originarie linee del restauro ba­rocco. Oltre all'altare maggiore, sormontato da un discreto quadro di un ignoto del 700, raffigurante la Vergine col Bambino S. Vincenzo Ferreri e S. Vito, e quello in fondo a sinistra con la bellissima tela rappresentante la Vergine del Rosario (ignoto del sec. XVII), si, ammirano nelle quattro cappelle laterali, dei magnifici pavimenti in maiolica e dei graziosi altari policromi del tardo 700. Nella prima Cappella a sinistra di chi entra, c'è un bel dipinto su legno di Giacinto Diano, raffigurante la vocazione di S. Pietro.

DELL'ASSUNTA A MMARE: Se non ha nulla di artistico, ha molto di caratteristico perchè è situata nel borgo più schiettamente marinaro di Pozzuoli. Fu eretta una prima volta nel 1621 in onore della Purificazione di Maria Vergine, distrutta dal maremoto del 4 dicembre 1872, fu riedificata nel 1876.

DELLA PURIFICAZIONE: Fu eretta nel 1702 su suolo donato dal Comune il 27 febbraio 1701 alla Confraternita della Purificazione. Restaurata nel 1743, fu rifatta a spese di Giuseppe Assante nel 1892. Si ammirano lungo le pareti discrete tele del 700.
Nella volta sono affrescati i misteri più importanti della vita della Madonna: Immacolato Concepimento, Assunzione e incoronazione in cielo. Il coro ligneo dei Confratelli è del 1757.
Sotto la Chiesa vi è una vasta sepoltura che ha tutto l'aspetto di una cripta. Non si conosce l'epoca certa della sua fondazione che fu probabilmente contemporanea a quella della Chiesa.

S. GIUSEPPE: Fu aperta al culto nel 1706 ed insignita del titolo di Arciconfraternita dal Re Ferdinando I di Borbone in data 15 febbraio 1817. Di notevole valore artistico sono le statue in legno di S. Giuseppe, della Madonna della Consolazione e alcune tele settecentesche.
Il coro dei Confratelli, opera in radice di noce del 1768, è stato egregiamente restaurato nel 1954 dal falegname puteolano Salvatore Solimeo iscritto da molti anni alla Confraternita.
Degne di rilievo sono le due porte di legno con intagli ai lati dell'altare maggiore. Non si conosce l'autore, ma soltanto colui che le fece eseguire: Giuseppe de Fraia 1707. La Chiesa è stata completamente restaurata sia all'interno che all'esterno nel 1954.

S. RAFFAELE: E' un vero gioiello di genuina arte barocca. E' completamente rivestita in marmo policromo. L'epoca della sua fondazione è il 1745. L'altare maggiore, fiancheggiato da due colonne a spirale in marmo verde, è sormontato da una tela raffigurante l'Arcangelo Raffaele che mostra il pesce a Tobiolo. Fu dipinta da Nicola Rossi nel 1740 e acquistato nel 1748 dal Rettore della Chiesa D. Domenico D'Oriano. All'altare di destra si ammira il martirio di S. Caterina, opera del Diano, a quello di sinistra il trionfo degli Angeli ed Arcangeli, opera dello stesso autore.
Degni di rilievo sono la statua lignea di S. Raffaele Arcangelo (sec. XVIII) dichiarato compatrono di Pozzuoli nel 1749 e l'artistico reliquario in legno e oro zecchino donato alla Chiesa il 28 maggio 1757.

DELLA SS. ANNUNZIATA: Esisteva in proporzioni molto più ridotte sin dal 1351. Subì vari rimaneggiamenti architettonici. Oltre all'altare maggiore dedicato alla Vergine Annunziata, aveva nel 700, altri tre dedicati rispettivamente a S. Antonio, S. Carlo Borromeo e S. Sosso.
Mons. Nicola De Rosa la rifece nel 1748 costituendola di diritto di patronato del Seminario Vescovile.
Mons. Michele Zezza la eresse il 24 gennaio 1913 a succursale della Parrocchia di S. .Maria delle Grazie e Mons. Giuseppe Petrone a Parrocchia il 7 giugno 1914. L'unica tela è quella dell'altare maggiore raffigurante l'Annunziazione di Maria, firmata L. Postiglione 1860.

SS FRANCESCO D'ASSISI ED ANTONIO DA PADOVA: Iniziata dal puteolano Matteo Zolfo nel 1348 fu terminata nel 1472 da Don Diomede Carafa Duca di Maddaloni il quale la dedicò a San Giovanni Battista. La presenza dei Frati Minori, ai quali fu affidata la chiesa, fece sì che il primo titolo di San Giovanni Battista fosse mutato in quello dei SS. Francesco d'Assisi ed Antonio da Padova.
Oltre i graziosi, settecenteschi altari in marmo, sono degni di rilievo: il gran Crocifisso in legno (secondo altare a destra entrando) e la Cappella di S. Antonio in oro zecchino con pannelli raffiguranti gli episodi della vita del Santo (I dipinti e la Cappella, furono restaurati nel 1749 a cura dei pescatori di Pozzuoli).

SANTUARIO DI S. GENNARO: è il tempio più caro ai fedeli puteolani. Fu costruito nel 1574 dal Municipio di Napoli in sostituzione di una antichissima chiesetta, nota già nell'VIII secolo, eretta sul luogo ove la tradizione voleva fosse stato decollato San Gennaro con i suoi fratelli nel martirio. Subì gravi danni per un incendio avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 febbraio del 1860. Nel 1877 la chiesa fu restaurata e riconsacrata. Abbellita di pitture nel 1926. I Padri Cappuccini la officiano dal 1583.
La statua marmorea del Santo e la pietra intrisa del suo sangue, (venerate nella Cappella a destra di chi entra), attirano in tutte le stagioni dell'anno numerosi fedeli e turisti sia italiani che stranieri. La statua di notevole pregio artistico, sarebbe opera di uno scultore locale del XIII o XIV secolo.
La pietra, situata in una apposita nicchia scavata nel muro era in origine un «larario pagano », ossia una cappellina per collocarvi la statuetta di un lare. La parete del fondo della nicchietta è macchiata di sangue e in merito si fanno varie ipotesi. La più probabile sarebbe questa: trovandosi detto larario poggiato sul terreno coll'incavo all'insù, presso il luogo ove fu decapitato San Gennaro, avvenuta l'esecuzione, il capo sanguinante del Santo fu collocato provvisoriamente in detto incavo, mentre si pensava al trasporto e alla sepoltura del corpo.
Qui, come al duomo di Napoli, si liquefa, secondo la tradizione locale, il sangue che ancora è visibile sulla pietra del supplizio.
Usciti dalla Cappellina di San Gennaro, un cancello in ferro a destra, e un grazioso altarino, cui sovrasta un bassorilievo raffigurante il martirio del Santo, (opera dello scultore Napoletano Andrea Vaccaro, donata alla Chiesa nel 1695 dal Cardo Arcivescovo di Napoli Giacomo Cantelmo) ci mostrano, secondo la tradizione, il luogo ove San Gennaro versò il suo sangue per la fede.
Il sacrificio del Santo è pure raffigurato nel quadro dell'Altare Maggiore, dipinto nel 1678 da Pietro Gaudioso.

CHIESA DEL PURGATORlO: Fu eretta nel 1639 dai Confratelli della Buona Morte sotto il titolo di S. Maria della Pietà. I confratelli, vestiti col cosiddetto «sacco nero », recitavano in questa chiesa l'ufficio dei defunti nei giorni di domenica e festivi. La loro devozione alle anime purganti, fece sì che la Chiesa fosse chiamata anche dopo lo scioglimento della Confraternita nel 1800, la Chiesa del Purgatorio. Dal 31 ottobre 1937 la pietà eucaristica del Vescovo di Pozzuoli Mons. Alfonso Castaldo, volle in questa Chiesa, l'Adorazione pubblica e solenne e pertan­to viene chiamata dai contemporanei anche Chiesa del SS. Sacramento.
La chiesa, che sorge ai piedi del Rione Terra, è sconsacrata ed è di proprietà del comune che, prima della sua chiusura, al suo interno, un tempo organizzava eventi culturali, incontri o dibattiti. 

procolo

Secondo la narrazione più antica Procolo, diacono della comunità cristiana puteolana, sarebbe stato martirizzato nell'anno 305 nel corso della persecuzione voluta dall'imperatore Diocleziano. Da questi scritti si apprende che il vescovo di Benevento Gennaro si era recato a Pozzuoli per visitare il diacono Sosso di Miseno, incarcerato per aver difeso il proprio vescovo. Anche Gennaro fu incarcerato perché confessò di essere cristiano e vescovo. Stessa sorte subirono il diacono Festo e il lettore Desiderio anch'essi di Benevento. I quattro furono condannati alla decapitazione. Il diacono puteolano Procolo e i laici Eutiche e Acuzio anch'essi di Pozzuoli vennero incarcerati e condannati alla stessa pena perché avevano preso le difese dei compagni di fede. I sette cristiani subirono la decapitazione nei pressi della Solfatara in un luogo dove verso la fine del VI secolo venne eretta una chiesa in onore di san Gennaro. Secondo la tradizione popolare i sette martiri furono prima rinchiusi nelle celle dell'anfiteatro Flavio perchè condannati ad essere divorati dalle belve nel corso di uno dei tanti spettacoli che si svolgevano nell'arena puteolana. Qui però avvenne il miracolo, in quanto gli animali si inginocchiarono al cospetto dei sette condannati. Per questo furono trasferiti nel Foro dove il magistrato giudicante li condannò alla decapitazione. Il corpo del martire Procolo fu sepolto, stando alle fonti, nel pretorio di Falcidio che dovrebbe trovarsi nei pressi della necropoli di via Celle. Il nome Proculus è molto ricorrente nella lingua latina ed è riferito al figlio nato mentre il padre era lontano. La festività di san Procolo veniva celebrata il 18 ottobre ma fu poi spostata,con decreto della Congregazione dei Riti del 10 dicembre 1718, al16 novembre in quanto ad ottobre molti puteolani erano impegnati nei lavori dei campi. Le relique del Santo, insieme a quelle di san Gennaro e di sant'Eutiche, secondo fonti storiche, sarebbero state trafugate nell'anno 871 e portate da un cavaliere svevo nell'abbazia di "Angia Dives" nell'isola di Reichenau sul lago di Costanza in Svizzera, dove furono conservate .Una parte delle relique del martire furono riconosciute e recuperate grazie alle ricerche di Mons. Antonio Gutler,confessore della regina di Napoli Maria Carolina. Le relique di san Procolo furono riportate a Pozzuoli il 13 maggio 1781. Da allora la città di Pozzuoli e la diocesi, con solenni festeggiamenti rievocano il ritorno dei resti mortali di san Procolo nella città natale. Nella seconda domenica di maggio, le reliquie e il busto argenteo del Santo martire vengono portate in solenne processione per le vie della città, insieme al busto marmoreo di san Gennaro e a quello ligneo di san Celso, secondo vescovo di Pozzuoli, vissuto nel I secolo d.C. La comunità cristiana di Puteoli venerò quasi da subito il martire Procolo, come principale patrono della città e della diocesi dedicandogli la cattedrale barocca, posta sul rione Terra,  completamente distrutta da un incendio nella notte tra il 16 e il 17 maggio 1964.

bradisismo

L'area dei Campi Flegrei è caratterizzata dal fenomeno del bradisismo, fenomeno legato al vulcanismo consistente in un periodico abbassamento (bradisismo negativo) o innalzamento (bradisismo positivo) del livello del suolo. Sebbene il meccanismo del bradisismo non sia stato ancora completamente compreso, è opinione consolidata che le cause del fenomeno risiedano in variazioni di volume di una camera magmatica, situata a circa 3 km di profondità, che si svuota e si riempie o, anche, a  variazioni di temperatura e di pressione nelle rocce del sottosuolo determinando il sollevamento dell'area secondo una geometria a cupola centrata sul porto di Pozzuoli.
Nel periodo di massimo abbassamento, risalente probabilmente al medioevo, alcuni studi dimostrano che il livello del suolo era tra i 7 e i 10m più basso rispetto all’epoca di costruzione del Serapeo. Nel 1500 un’importante crisi di sollevamento determinò un innalzamento complessivo dell’area di circa 7m e precedette l’eruzione del Monte Nuovo, avvenuta nel 1538. Dopo l’eruzione iniziò invece un periodo di lenta subsidenza.
In tempi più recenti, precisamente nel 1969-72 e nel 1982-84, si sono verificate due crisi bradisismiche, accompagnate da attività sismica, che hanno portato a un sollevamento del suolo complessivo di circa 3,50m. Durante la prima delle due crisi si registrò un sollevamento del suolo di circa 1,70m, al quale seguì una lenta subsidenza fino al 1982. Fra il 1982 e il 1984 si ebbe un nuovo sollevamento del suolo di 1,80m. Durante queste crisi una parte della popolazione di Pozzuoli venne evacuata per il rischio di crolli provocati dalla forte attività sismica.



discoteche

  • Madras - via Fascione, 4
  • Dalila - via Campana, 252
  • Sottovoce by play off - via Miliscola, 506
  • Golden gate disco - via Campana, 233
  • Carpe diem - via Miliscola, 191
  • Hollywood summer club - via Campana
  • Maikai - via Campana, 252
  • Old king - via Campana, 252 
  • Musik'o v&p - via Solfatara, 74 
  • Complesso Damiani - via Montenuovo Licola Patria, 85
  • Dejavu - via Campi Flegrei, 1
  • Navidad -via Montenuovo Licola Patria, 99
  • Tonga - via Napoli, 87
  • Duel beat - via Antiniana 2/A
  • Movo - via Miliscola, 165

strutture sportive

Palazzetto dello Sport "A. Errico" - Via Solfatara, 56- Pozzuoli - Tel. 081.855 12 11

Palatrincone -Via Miccoli, 6  - Monterusciello - Tel. 081.524 62 46

Piscina - via Miccoli, 6 -  Monterusciello - Tel. 081. 524 62 46 

Piscina - Via Miliscola - Lucrino - Tel. 081.855 12 10

Campi da tennis - Via Virgilio - Arco Felice - Tel. 081.855 12 09

Campo Sportivo  "D. Conte"  - Via Virgilio - Arco Felice - Tel. 081.855 12 09

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